Sull’autobus

Qui si muore di caldo, non in Polonia in genere, ma qui nel mio ufficio, che è una specie di capannone industriale di tre piani, peccato però che i tester linguistici siano nell’ex-deposito con tanto di ingresso murato per i camion, il lavoro è divertente, solo che il soffitto alto impedisce di mettere l’aria condizionata, anche se una mail che ho capito poco (era in polacco) annunciava la possibilità di qualcosa.

Intanto muoio di caldo, fuori ci sono trenta gradi, dentro quaranta e quando esco alle cinque un po’ di venticello non può raffreddare il calore che ormai è sottopelle. La speranza, finché non arrivo a casa a farmi una doccia, è quella di sedere accanto ad un finestrino aperto sull’autobus e che non ci sia troppo traffico. Ieri, mentre scrivevo una cosa ed ero distratto, ho sentito alcune note di una canzone che mi sembrava familiare, una canzone troppo assurda da sentire in Polonia…

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