Terza settimana di corso e anche il resto

My Document

Questo è il regalo per la promozione finale, me l’ero ordinato in anticipo, perché da un po’ di tempo volevo una custodia per il portatile in neoprene, ma che fosse carina; così quando ho visto quella di 25togo mi sono fatto due conti, ma visto che il sito era in cinese e non c’erano le spese di spedizione per la Polonia ho preso e ho mandato una mail. Alla fine mi è venuta qualcosa tipo 42 dollari, la conversione la lascio a voi.

Lo dico subito, la terza settimana di corso è stata un po’ una palla, dopo due settimane di studio la mia soglia di attenzione era già scesa sotto al pavimento, il pomeriggio lo passavo a navigare su internet, un po’ perchè gli argomenti erano noiosi, un po’ perchè l’insegnante parlava un inglese americano che spesso andava dove voleva lui tranne che nella mia testa. Alla fine però ho passato anche il terzo esame con un 82 risicato, stesso punteggio con il quale ho passato il progetto finale, si poteva fare di più, la prossima volta farò meglio, intanto sono certificato e lunedì 6 ottobre comincerò a lavorare, ovviamente sugli argomenti dell’ultima settimana del corso, quindi ora sto studiando.

Il putero. Il collega spagnolo e quello portoghese hanno fatto amicizia con uno dei colleghi polacchi, che si è gentilmente prodigato a spiegargli le meraviglie della città, cioè “se volete andare dalle puttante andate in quel locale lì oppure lì”. Sarà che come popoli mediterranei abbiamo un po’ la nominata, ma loro non volevano certe indicazioni e nemmeno se l’aspettavano. Comunque non capendo la sorpresa dei due, il polacco, molto gentile e disponibile, si è offerto di aiutarli, perché, sapete, lui ha un libro, come che libro? un libro che vi spiega passo passo cosa dire e cosa fare con una ragazza. Per la cronaca “putero” in spagnolo indica il cliente delle puttane.

Alla fine anche questa settimana è finita e il corso in generale è stato più duro del previsto, ma anche la soddisfazione è stata tanta. Mercoledì a casa, io e Ola, abbiamo finalmente aperto la bottiglia di spumante che aspettava l’occasione giusta per essere aperta, ma prima il lavoro di uno, poi quello dell’altro, poi c’era il colloquio qui, poi gli esami del corso, poi l’esame per entrare al dottorato, poi il progetto finale. Ora abbiamo fatto finalmente tutto. Per la bottiglia di champagne invece aspettiamo ancora.

Ieri, primo giorno di lavoro, mi hanno fatto saltellare tra la California e Milano, prima di sera sapevo che sarei tornato a Milano ai primi di ottobre, dopo tre giorni a Barcellona e un weekend a casa, a Varsavia. Con Ola stiamo cercando di capire come e quando potremo vederci a parte il fine settimana ogni due che ci tocca d’ufficio, ma poi si vedrà.

Intanto mi godo la mia custodia nuova di neoprene, i cartoncini con le certificazioni e un attimo di calma, ma nemmeno poi tanto. Domani a casa facciamo un’altra parapetówka per la casa nuova, se volete venire.

(foto originale My Document di francescomucio)

Seconda settimana di corso

vespa

Metto la foto di una vespa parcheggiata non lontano dall’ufficio per non rimettere di nuovo un computer smorto, tanto alla fin fine la schermata mostrata sarebbe stata poco diversa. Questa settimana ho prenotato per Barcellona e sono stato presentato ai colleghi.

Più che prenotare in realtà ho semplicemente compilato un modulo sulla intranet aziendale, poi qualcuna delle ragazze delle risorse umane mi prenoterà il volo, quando avrò finito e passato questo corso, e dirà all’Hilton di Barcellona che anche per il nuovo consulente italiano assunto a Varsavia servono lenzuola pulite e asciugamani profumati per quando uscirà dalla piscina.

Ma non sono tutte rose e fiori, non avrò una singola, ma dovrò dividere la camera con qualcuno e dovevo sceglierlo nel modulo online. Non conoscendo quasi nessuno in azienda e non avendoci comunque confidenza, ho fatto a modo mio, mi sono aperto la lista e ho cercato tra i colleghi quelli con i nomi più belli.

Ho una collega che si chiama Mamta, credo che sia un nome femminile, ma anche se fosse maschile dev’essere fantastico lo stesso: “Ciao Mamta tutto bene?”, “Capo ti ha cercato Mamta”, “Chi è stato? E’ stata Mamta!” I colleghi italiani del corso mi hanno chiesto come mai non ho scelto Mamta, gli ho detto che, oltre perché gli sarei scoppiato a ridere in faccia, era anche per una questione di rispetto, ancora ancora fosse stata soreta.

Così ho ripiegato su un collega che si chiama Jesus, così la mattina posso dirgli “Svegliati Gesù che i discepoli ti aspettano” oppure la sera possiamo andare a mangiare pesce senza problemi per la nota spese. Spero tanto che Gesù non si faccia pregare o che non faccia il Giuda.

Per quanto riguarda l’essere presentato ai colleghi, il mio team leader che sta a Barcellona ha scritto queste due righe, dopo aver letto il mio curriculum:

Francesco has graduated from Università degli Studi di Salerno (Master degree). Francesco has also 7 years of work experience in various companies – as data warehouse analyst, developer, PL/SQL and Oracle forms developer. He also had episode with checking of Italian translations of video games.

Devo dire che ha il dono della sitesi, ma soprattutto mi pare strano che ci sia gente che mi prende sul serio, ancora più strano mi sembra il fatto che io certe cose le sappia fare davvero o quasi.

Intanto ho fatto anche la prima riunione in azienda, con una ragazza che raccontava ai colleghi il progetto sul quale stava lavorando in Svizzera. Nemmeno si è presentata che sono arrivate le pizze, polacche ma tant’è, poi molti la interrompevano, si sfottevano, facevano battutine. E dire che quando lavoravo nell’azienda di videogiochi i colleghi polacchi erano per lo più silenti e immobili. Chi li capisce.

Finisco di corsa questo post e vado a letto, sono in ritardo con la tabella di marcia, ormai è finita anche la terza settimana di corso. Comunque il secondo esame l’ho passato di nuovo con 94, giusto a conferma.

Metodo anti-spam

Oggi ho trovato questa mail nella mia casella di posta gmail, dopo aver letto ho guardato la dimensione dell’allegato e ho pensato “Che tette piccole”, e l’ho buttata.

Questo è un esempio di filtro antispam euristico.