Ho visto cose

autolavaggio_mooresville

Voi l’avevate mai visto un levi’s misura 58? Io ora l’ho visto e mi sono impressionato.

Una mia collega l’altro giorno armeggiava col microonde, ne ha tirato fuori un sacchetto di plastica, l’ha preso per gli angoli che scottava, l’ha aperto lungo la linea tratteggiata e ne ha versato il contenuto in un tupperware. Dentro c’erano carote a pezzi e altre verdure. Io ogni tanto penso che solo gente che mangia così poteva pensare di andare sulla luna. Te lo immagini uno che vuole andare sulla luna con la frittata di maccheroni e i panini con il prosciutto? gli si fanno tutti molli durante il viaggio.

Ho visto le signorine che pubblicizzavano un autolavaggio in short e bikini, niente California, qui Mooresville, North Carolina. Ci si arrangia con i cartelloni fatti a mano.

Ho visto i procioni, schiacciati sulla I-77.

Al supermercato poi ho visto l’incredibile, sono qualsiasi punto di vista. A questo punto se qualcuno ha una categoria merceologica di cui vorrebbe vedere la versione americana, sono disponibile a fare un reportage fotografico

E poi ci fu quella volta – Addendum

Grazie a chi ti guarda e non è soddisfatto, a chi ti abbraccia malgrado tutto e tutti e a chi ti ferma e sta lì a parlare con te. Grazie a chi ti chiede il nome, a chi te lo dice e a chi ti porta un’altra diet coke. Grazie al fegato, al piede che batte il tempo e al nome che finisce in Z e inizia in J.

Grazie ai santi, Patrizio, ai navigatori, Cristoforo, e ai poeti, morti. Grazie a chi canta con gli amici, a chi sorride e a chi si alza per fumare. Grazie alle cose amare, alle cose dolci e al pepe. Grazie alle magliette aderenti, ai conti saldati per gli altri e ai bicchieri sollevati. Grazie a chi si prende le sue responsabilità, a chi stappa una bottiglia con un tappo a corona e a chi te lo chiede non appena ti vede.

Grazie alle schiene scoperte, alle coche annacquate dal ghiaccio e ai baffi che sorridono. Grazie a chi canticchia, a chi schiocca le dita e a chi si volta indietro a salutare. Grazie a chi chiede soldi per la musica, a chi ti chiede di iscriverti alla newsletter del locale anche se forse non ti vedrà più e a chi ti chiede spiegazioni.

Grazie a chi batte sul bongo anche se sembra improbabile, a chi ha i capelli a pinna come un ragazzino di un altro paese e a chi, permettetemelo, tiene la camicia fuori dai pantaloni, anche se non è alle Hawaii, se la sta godendo un sacco e se ne frega di quello che verrà, almeno per mezz’ora, e adesso smette, si alza e si va a prendere l’ultima Guinness al bancone.

Iniziava qui: E poi ci fu quella volta

Mentre tornavo alla macchina

Vecchi palazzi

Io più o meno l’ho capita così: la moglie ha lasciato le chiavi nella macchina e lui doveva andare a prendere un attrezzo a casa, solo che aveva bisogno di qualche soldo per un taxi per tornare a casa.

La cosa divertente è che mi ha fermato che stavo guardando una vetrina mentre tornavo verso la macchina e subito mi ha detto che non aveva armi, allargando le braccia e facendo capire che aveva le tasche vuote. Meno male, così gli ho detto che ero italiano e si è messo a ripetermi la cosa per bene, mi ha dato la mano (si vede che avevo bevuto, a Milano se dai la mano a qualcuno, come fece un amico, dopo si ritrovò senza portafoglio) e stavo quasi per tirare fuori un paio di dollari.

Se non ché, si vede che l’euforia della bella serata e dell’essermi divertito dopo una settimana così così, non era sufficiente per mostrarmi generoso con il mio prossimo al punto da mostrargli il portafoglio, così me sono un uscito con uno “mi dispiace, ma sono appena arrivato dall’Italia e non ho dollari”.

Pare che in America, avere solo bancomat e carte di credito in tasca sia così socialmente accettato.

(foto originale Vecchi palazzi di francescomucio)