A casa del maestro (Ia parte)


Andare a casa del maestro non è difficile. Basta seguire le indicazioni per il suo paese dopo l’uscita dell’autostrada, quando si incontra il cartello con il nome del paese, dall’altro lato della strada, c’è il cancello con la casa del maestro.

Quando ci sono andato il maestro era sul cancello con una mano alzata per indicarmi dove dovevo andare.

Io l’avevo avvertito, prima di andare da lui sarei stato a pranzo da un’amica, in campagna, a mangiare, a bere, guarda arriverò ubriaco. Sono arrivato ubriaco.

Volevo lasciare la macchina aperta sotto casa del maestro, ma il suo gatto, nero, con due macchie bianche sul petto, si è subito infilato dentro e preso le misure per cominciare la manicure.

Il maestro ha quasi vent’anni più di me e quando io nascevo faceva già il musicista fricchettone. Adesso comincia ad avere i capelli bianchi, forse la cosa lo renderà più affascinante per le donne, a me ha fatto pensare che malgrado io abbia quasi ventisette anni sono ancora in costruzione.

A proposito di donne, la moglie del maestro ha fatto un dolce per me, per l’ospite che andava a trovarli, chissà che figura ho fatto fare al maestro.

Comunque è simpatica e gentile, simpatica perchè mi ha offerto il dolce e altro vino, gentile con il maestro perchè lo sopporta.

Mentre amabilmente chiacchieravamo in cucina, è passato il figlio del maestro, che ha sei anni. Che però è timido, quindi passa e se ne va.

Allora lo inseguo e prima che chiuda la porta gli chiedo dei gormiti di cui ha il poster sulla porta della camera, allora mi fa entrare e mi fa vedere i gormiti, i dinosauri, i lego, i disegni e un sacco di altra roba.

Una marea di giocattoli tutti perfettamente nelle loro scatole, mensole e postazioni di combattimento. Maestro spero non constringiate quel povero bambino a mettere in ordine tutto ogni volta che gioca.

Dopo non aver considerato maestro e consorte per una buona mezz’ora, visto che c’erano persone e cose più importanti in quella casa, siamo andati su nello studio.

(continua…)

Giulietto Chiesa a Matrix

Credevo chissà chi fosse, invece mi pare proprio un gran coglione, con fette di prosciutto grosse come una casa e una mentalità assai ristretta.

Taradash fa una figura di gran lunga migliore e senza nemmeno doversi impegnare molto.

Update – Ovviamente nel finale Taradash scaga alla grande e Chiesa pareggia… o quasi.