Ciao Silvio o la filastrocca della decadenza

Silvio Berlusconi

Decade la luna, decade la stella,
decade la donna già giovane e bella.
Decade il futuro strappatoci e tolto,
decade il passato che culla lo stolto.

Decade la vista di chi guarda lontano,
decade coi sogni dentro un pantano.
Decade il bel circo dei mille pagliacci,
decade il paese coperto di stracci.

Decade il buon gusto, decade il buon vino,
decade la voglia di starti vicino.

Decade il politico tra servi e puttane,
decade tra merda e piscio di cane.

Una volta mi sono perso per le scale

Panni stesi

Una volta stavo salendo delle scale a Barcellona e mi sono perso, dovevo essere tra il ventiduesimo e il ventitreesimo gradino, e invece al passo dopo ero già al trentacinquesimo, e non sapevo come ci fossi arrivato.

Allora mi sono voltato indietro e fatto per scendere, perché non volevo perdermi quei gradini, dodici o tredici, che potevano essere i più belli di Barcellona. Che poi non è normale saltare dodici gradini durante una salita, è come se stessi imbrogliando, anche se non mi era assolutamente chiaro come questo potesse essere avvenuto.

Così un po’ per scaramanzia, un po’ perché ero solo a Barcellona da qualche giorno e volevo far passare il tempo in qualche modo, ho cominciato a scendere. Ma dopo il primo  gradino non c’era più il secondo, anzi non c’era più nemmeno la scala: quello che vedevo intorno a me non era più il vicolo in pendenza nel quale mi stavo arrampicando poco prima, ma era diventato uno stretto sentiero che si inoltrava in un bosco ed ero circondato da alberi, dove prima c’erano panni stesi ad asciugare alle finestre

Ho visto le menti migliori della mia generazione distrutte dalla pazzia

macchina da scrivere o già scritta

Ho visto le menti migliori della mia generazione distrutte dalla pazzia, affamate nude isteriche, trascinarsi all’alba per strade…

Grazie Allen, ottima descrizione della mia generazione.

Come dici? i miei coetanei non urlano affamati per le strade e se fanno l’alba è solo per andare a prendere un cornetto? Ma santo Dio, Allen, e io che  ti facevo poeta e chiavatore1.

In realtà stavo cercando un modo a effetto per dire che mi aprivo un sito dedicato agli italiani all’estero, solo che partendo da questa frase venivano fuori solo delle cose lunghe, lamentose, ma soprattutto illeggibili. Quindi, Allen, il discorso sul perché la mia generazione è fottuta lo facciamo un altro giorno2.

Il sito/blog si chiama/chiamerà “Trust me, I’m Italian” e appena ci scrivo qualcosa metto il link.

  1. in questo caso l’autore intende “sapiente conoscitore dell’animo umano”
  2. chiedi anche tu al tuo blogger preferito un post su questo argomento nei commenti

Il sogno del commissariato di polizia

Sono in un commissariato di polizia o qualcosa di simile, c’è un sacco di gente che va e viene, poliziotti seduti alle scrivanie che lavorano e discutono dei vari casi.

Arriva un poliziotto, porta fuori campo un travestito alto due metri, parrucca platino, mascella quadrata e cosce come quelle di Schwarzenegger in Conan il barbaro. Quando ritorna un collega gli chiede:

– E quella perché faceva storie?
– Dice che non posso arrestarla perché è la donna ancestrale.

[Guardo troppo Brooklyn 99]