31 Luglio

excel è vivo e lotta con noi Sai che l’estate è nel pieno quando ti sorprendi a scuotere il video e a incitare Excel dicendo: – “C’è una luce in fondo al tunnel! c’è una luce in fondo al tunnel!”

Un maestro della questua

hai una sigaretta? Salerno è un posto meraviglioso, perchè solo a Salerno succedono cose come quelle che succedono a Salerno.

Sabato sera eravamo davanti ad una rosticceria, quando ho deciso che essere tornati a casa dopo quasi due mesi valeva bene una foto, quindi ho fatto mettere in posa i miei amici. Tu stringiti un po’, sorridete, ecc.

Erano già tutti in posa quando un tipo strafatto si è avvicinato a Michel Melange e gli ha rivolto le seguenti parole:

– Scusa, tiene na sigaretta, je steve ‘o Da Procida1.

Inutile dire che la foto poi non l’abbiamo più fatta.

1Il Da Procida è uno dei licei scientifici di Salerno, in particolare quello dove ha studiato il generoso, perchè poi la sigaretta gliel’ha data, Michel Melange.

Io non sono pazzo

ape con sacca di veleno Io non sono pazzo, anche se sono rinchiuso in manicomio o in una casa di cura e custodia per disturbi della personalità e regressione mentali, come le chiamano da qualche anno, non vuol dire che sono pazzo.

Giovanni della stanza 17, lui è pazzo, crede sempre di parlare con suo figlio, chiama tutti Luigi, il nome del figlio, e bisogna sempre far finta di essere suo figlio, chiamarlo “papà” e inventare scuse per fargli fare le cose che deve, come lavarsi o farsi visitare.

Anche Antonio della stanza 12 è pazzo, ma è diverso da Giovanni, Antonio dipinge dei quadri di fiori, soprattutto girasoli. ma di tutti i colori, però se qualcuno lo disturba mentre dipinge o lo fa arrabbiare diventa violento.

Bruno della stanza 3 ha trentuno anni, si è laureato in fisica con centodieci e lode, è andato in Germania e negli Stati Uniti: due anni fa ha iniziato a lavorare a bologna, è caduto in depressione e ha tentato più volte il suicidio.

Mi dicono che sono pazzo ma Umberto della 10 è molto peggio di me, Umberto parla in maniera quasi incomprensibile, è strabico e si arriccia continuamente le orecchie, la sua famiglia lo ha portato qua tre anni fa e lo viene a trovare quasi tutte le settimane.

Domenico della stanza 7 è privo di una parte del cervello, ogni tanto ha delle crisi epilettiche ma solitamente è uno dei più tranquilli, ogni tanto giochiamo a scacchi insieme.

Ettore della 9 ha quasi cinquant0anni, fino a qualche anno f faceva il camionista poi qualcosa nella sua testa deve aver preso il lato sbagliato della strada e ha cominciato a disinteressarsi del mondo, fissa continuamente il vuoto, con la camicia sbottonata e la cannottiera bianca a costine sotto.

Poi ci sono anche gli altri chi con disturbi della personalità, chi con problemi dovuti all’età. Qui si entra pazzi e non si esce quasi mai in piedi.

Anche questa sera un’ape è entrata dalla mia finestra, ha girato intorno alla mia lampadina e si è bruciata le ali, è caduta sul pavimento, ha ronzato un po’ cercando di rimettersi dritta sulle zampe, quando ce l’ha fatta è tornata verso la lampadina e si è bruciata le ali, è caduta sul pavimento, ha ronzato un po’ cercando di rimettersi dritta sulle zampe, quando ce l’ha fatta è tornata verso la lampadina e si è bruciata le ali, è caduta sul pavimento, ha ronzato un po’ cercando di rimettersi dritta sulle zampe, quando ce l’ha fatta è tornata verso la lampadina e si è bruciata le ali, allora l’ho fermata delicatamente con una forchetta e con un paio di pinzette l’ho afferrata delicatamente dal pungiglione e con uno strattone secco gliel’ho strappato facendo venire fuori anche la sacca con il veleno. Quando ne avrò abbastanza lo inghiottirò tutto e potrò uscire di qui.