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La storia di Facebook

Febbraio 2004 - Apre Facebook, con il nome thefacebook.com.

Giugno 2004 - Facebook riceve il primo finanziamento di mezzo miliardo di dollari.

Febbraio 2005 - Facebook compra facebook.com per duecentomila dollari.

Settembre 2005 - apre alle high school americane, prima era solo per le università.

Agosto 2006 - Facebook introduce con le Notes funzionalità di blog.

Settembre 2006 - Facebook introduce i feed delle proprie attività sul sito nella homepage di ogni utente, le critiche degli utenti portano alla possibilità di decidere cosa mostrare e cosa tenere per sè.

Maggio 2007 - Facebook introduce un proprio framework per lo sviluppo delle amate/odiate applicazioni.

Settembre 2007 - molte aziende sono interessate ad acquistare Facebook, compresa Google.

Aprile 2008 - Facebook diventa il social network più visitato con più di centotrentaduemilioni di visitatori unici.

Aprile 2008 - Facebook introduce la chat.

Agosto 2008 - Boom di Facebook in Italia, +961% di utenti su base annua, con oltre 1.369.000 visitatori unici dall’Italia.

Settembre 2008 - Cani e porci ormai sono iscritti a Facebook.

Ottobre 2008 - Anche i miei amici di Largo Campo si iscrivono a Facebook.

(La battuta originale era del Marziano)

Nodo alla gola

Allora Ola è venuta a Milano e ce ne siamo stati un po’ in giro, un po’ a casa, un po’ da soli, un po’ con altri.
Siamo stati sui Navigli, siamo stati in Duomo, siamo stati alla FNAC, in Feltrinelli, nel casino del sabato pomeriggio, nella tranquillità di alcuni vicoli da antiquari, siamo stati a fare l’aperitivo in un posto figo, a mangiare alla rosticceria a Lambrate.
Tutto bene, al punto da pensare che presa per il verso giusto a Milano si potrebbe vivere.

Ma appena lo penso sento come una stretta al collo che mi manca l’aria.

Poi penso che a Natale torno a Varsavia e torno a respirare.

Maometto e Carlomagno di Henry Pirenne

La cosa bella di leggere un libro “di uno storico” e non “di storia”, cioè il libro di storia del liceo, è leggere tra le righe i riferimenti e gli appunti che fanno ai colleghi e leggervi rapporti di stima, di odio o di disprezzo, insomma, per dirla con parole altrui, “onestamente in poche parole la maggior villania del mondo.” La fregatura è che è un libro del 1937 quindi non si possono seguire le polemiche successive se non facendo ricerche d’archivio.

Questo libro volevo comprarlo da più di dieci anni e se si va aldilà dei nomi dei re barbari si possono scoprire un sacco di cose interessanti sugli anni successivi alla caduta dell’impero romano d’occidente.

L’ho comprato per avere qualcosa da leggere in metro e autobus, per non dover guardare continuamente i milanesi e la città.

Lo sto leggendo due volte, con il piacere di leggere un buon libro, con la curiosità per la storia e per gli anni bui dopo la fine dell’impero, ma anche facendo un confronto con la situazione attuale, perchè da qualche tempo, ma soprattutto tornando ora in Italia, ho una sensazione da “tramonto dell’impero” e ho voglia di sapere quello che potrebbe accadere, giusto per tenermi pronto.

Basta davvero poco - Trasferirsi in giappone

La discussione nasce dalla foto di cui sopra

esiliato: mucio il cazzo di ramen di chitebbiecchio
mucio: a proposito
esiliato: che
mucio: ho letto di recente un post sui treni in Giappone che passano ogni tre minuti e sono comodissimi
esiliato: e vedi tu
mucio: ma sinceramente come qualità della vita tra Italia e Giappone chi vince?
esiliato: Il Giappone ma 10 a zero proprio, non ci sono paragoni

mucio: e il cibo? non ti manca la pasta e fagioli di mamma?
esiliato: no, anche perche` il cibo italiano se vuoi c`e`, e non e` male, in alcuni posti, e poi il cibo giapponese e` ottimo. E poi chi cazzo se ne frega del mangiare
mucio: e il clima? in Italia c’è il sole, il mare, le montagne
esiliato: il clima e` quasi uguale, qui ci sono sole, mare, montagne. Esattamente il 70% del giappone e` campagna, montagne, non che me ne frega molto visto che io sono una merda pigra che non fa un cazzo

mucio: quindi se uno ti dice “però nonostante tutto in Italia si vive meglio”?
esiliato: ovviamente non capisce una mazza e devo dirti la verita`, gli italiani che conosco non vogliono tornarsene vogliono praticamente restare tutti o quasi

mucio: ti faccio un ultima domanda
esiliato: eh
mucio: se un italiano volesse trasferirsi in giappone o almeno provarci, conoscendo l’inglese e poco o nulla di giapponese, quanto tempo impiegherebbe a trovare lavoro, e quali i più probabili, e di quanti soldi avrebbe bisogno per arrangiarsi un po’ prima di trovare un lavoro che lo renda indipendente?
esiliato: E` una cosa estremamente dipendente dalla situazione, dal mazzo, e da altre variabili. Io consiglio di portare almeno 3000-4000 euro, i lavori piu` papabili sono ovviamente nella ristorazione e nell`insegnamento dell`italiano. Per trovare un lavoro stabile, beh se sei cuoco o sai fare lavoro in cucina lo trovi immediatamente o quasi ovviamente il lavoro in cucina e` un lavoro di merda… Non so se sia peggio in Italia o in Giappone, ma probabilmente e` un mio problema, visto che sono una merda a fare quel lavoro

mucio: e quanto ci campi con 3000 euro? pagandoti una stanza o qualcosa del genere e la roba da mangiare?
esiliato: dipende da DOVE vai e CHE vita fai
mucio: ovviamente arrangiandomi mentre cerco lavoro, diciamo per uno che vuole venire lì a lavorare
esiliato: se ti arrangi ci puoi campare pure 4-5 mesi, se non vivi a Tokyo ovvio (o se mentre vivi a Tokyo lavori pure)

Rosso, bianco e verde

Io: - Guarda una bandiera italiana, che cretino l’ha messa al contrario.
Ola: - Ma no, è per guardarla da dentro.