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Posts Tagged ‘autobus’

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Aug 18

Ciccione di

Qualche giorno fa, sull’autobus, sale questo tipo enorme, io ero in piedi, poco distante, così me lo sono guardato per benino: aveva due avambracci grandi come gli estintori dell’autobus, i capelli molto corti, il collo soffocato dal grasso era invisibile, la fronte sudata anche se la giornata non era delle più calde.

Quello che mi ha colpito di più, però, è stato il modo in cui era vestito, o meglio la sua camicia enorme come lui ed orribile, fatta con la stoffa più brutta mai vista in circolazione, rubata a qualche tappezziere che si vergognava troppo di usarla anche per i suoi clienti ciechi: orchidee gialline e viola su sfondo nero, una specie di camiciona hawaiana a lutto.

Se a guardarla faceva schifo, ad indossarla bisognava davvero stare male. Sotto l’orrore aveva dei jeans che dalle cuciture dovevano essere dei Levi’s, anche perché le marche polacche non fanno misure così grandi e visto che qualche settimana prima, cercando dei pantaloni, avevo girato metà dei centri commerciali di Varsavia (che poi spiegatemi come fa ad esserci qualcuno che porta che porta dei jeans 30 di larghezza e 34 di lunghezza, cos’è 1 e 90 per cinquanta chili?) mi stavo immedesimando in questo povero Cristo, nella sua sofferenza nel tentativo di dimagrire, nei suoi occhi vedevo la tristezza di essere intrappolato in un corpo che non si vuole, imprigionato in una taglia che non esiste, sentendosi umiliato ogni volta che si vede qualcosa nella vetrina di un negozio, costretto poi a dover scegliere tra quello che si trova tra gli scarti di un magazzino per taglie forti, affidandosi, senza garanzia, a cataloghi di vendita per corrispondenza o rischiando l’acquisto su internet per un modello che online sembra, forse, essere più bello, più comodo, più normale di quello che si può sperare di trovare nella propria città, sentivo tutti gli sforzi fatti per rinunciare ai dolci per mangiare solo cibo scondito, verdure alla griglia o grandi insalate, senza pane o, come usano qui, patate, l’odio verso ogni forma di sport, che diventa sollievo quando la bilancia comincia a dare ragione alla corsa solitaria e ridicola fatta nel parco vicino casa, di poco, una frazione di linea, forse mezzo chilo, ma è pur sempre un inizio.

Pensavo questo quando, alla fermata successiva a quella dov’è salito, lo vedo avvicinarsi alla porta, nella mano che prima non vedevo, coperto dalla protezione per fermare passeggini e sedie a rotelle, ha una bottiglia da un litro di Sprite, appena sceso la apre e la beve. La Sprite? con zucchero e bollicine? allora sei proprio un ciccione di merda.

Jul 29

Sull’autobus

Qui si muore di caldo, non in Polonia in genere, ma qui nel mio ufficio, che è una specie di capannone industriale di tre piani, peccato però che i tester linguistici siano nell’ex-deposito con tanto di ingresso murato per i camion, il lavoro è divertente, solo che il soffitto alto impedisce di mettere l’aria condizionata, anche se una mail che ho capito poco (era in polacco) annunciava la possibilità di qualcosa.

Intanto muoio di caldo, fuori ci sono trenta gradi, dentro quaranta e quando esco alle cinque un po’ di venticello non può raffreddare il calore che ormai è sottopelle. La speranza, finché non arrivo a casa a farmi una doccia, è quella di sedere accanto ad un finestrino aperto sull’autobus e che non ci sia troppo traffico. Ieri, mentre scrivevo una cosa ed ero distratto, ho sentito alcune note di una canzone che mi sembrava familiare, una canzone troppo assurda da sentire in Polonia…

Jul 24

Trasporti pubblici

Tappezzeria metro Berlino

Se andate a Berlino, come in ogni capitale moderna, potete muovervi agilmente nella città utilizzando i mezzi pubblici.

Una comoda (e gratuita) mappa la trovate in qualche starbucks o similia, non preoccupatevi di entrare e prenderla senza ordinare nulla, di solito è vicino alle porte d’ingresso.

Il biglietto singolo costa 2,10 euro, dura però due ore, il giornaliero 6 e qualcosa, ci sono poi degli speciali biglietti per i turisti, da 48 o 72 ore, ma costano qualche euro in più di due o tre giornalieri, ma danno degli sconti in alcuni musei o attrazioni per turisti, c’è poi un biglietto che costa ancora di più ma permette di entrare gratis nei musei dell’isola, io non li ho visti perché volevo vedere la città e starmene in giro, meritano da soli però il ritorno a Berlino.

Ad ogni fermata di autobus trovate il percorso degli autobus che passano di lì, tenete d’occhio il 100, è l’autobus che fa il percorso più turistico, si prende con il biglietto normale, passa ogni due minuti e passa vicino a molti monumenti importanti dallo zoo al Reichstag, costa niente e quello che risparmiate non prendendo un autobus per turisti potete spendervelo in wurst(el) e birra.

Lo so, vi piace la metro, come in tutte le metropoli civili Berlino ha le sue linee di metro, le U-Bahn e la S-Bahn. I primi due giorni abbiamo usato le U-Bahn, per poi leggere sulla mappa gratuita che la S-Bahn è quella che usano i berlinesi per andare velocemente da una parte all’altra della città.

Non so se sia vero, ma usando la S-Bahn la qualità del nostro muoverci a Berlino è migliorata notevolmente. Treni più belli, stazioni più nuove e grandi, spostamenti più rapidi. Fate il confronto, alcune stazioni della U-Bahn risalgono ai primi del secolo e anche la storia della metro, divisa e funzionante solo nella parte ovest, quando la città era divisa, è interessante per conoscere questa città.

Unica pecca, solitamente U-Bahn e S-Bahn condividono delle scelte pessime in fatto di plasticaccia che riveste i sedili delle carrozze. Sic.

(foto originale Tappezzeria metro Berlino di francescomucio)

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