Volevo dire che ho vinto

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Qualche settimana fa ho partecipato ad un concorso che metteva in palio un cellulare SonyEricsson. Tutto è nato perché ho il cellulare alla frutta e volevo comprarne uno nuovo, così ho chiesto alla ragazza che gestisce My SonyEricsson Blog qualche consiglio via mail e mi ha proposto di partecipare al concorso, anche solo per provare.

Premetto che di solito non partecipo ai concorsi dei blog, visto che di solito si vince facendo dei link e sperando di essere estratti a sorte, oppure bisogna farsi votare dagli amici e quindi vince chi ha più amici o chi riesce a mobilitarne di più, e i ragazzini su questo sono fortissimi, insomma di solito non partecipo perché ho poche speranze di vincere. Questa volta invece mi piaceva l’idea che a scegliere sarebbe stata la cosiddetta giuria di qualità e quindi con una buona idea e un po’ di sforzo ci si poteva far notare. E poi c’era quell’orribile panel del papa.

Così mi ci sono messo e ho creato anche io un panel (una specie di sfondo per il desktop) per l’X1 e poi ho detto agli amici di votarmi, perché anche stavolta il voto del pubblico votava qualcosa, però i voti mi sembravano sempre pochini e avevo già pensato delle belle idee per attirare visite e pubblico, ma alla fin fine le ho scartato tutte, ho solo continuato a rompere su friendfeed.com, sul blog ho evitato di parlarne fino ad adesso.

Ora posso dire che ho vinto un SonyEricsson x1 e posso bullarmi bellamente della cosa. Poi lo so che volete vedere Megan Fox nuda.

Il web 2.0 spiegato alle capre – Couchsurfing

couchsurfing

Couchsurfing.com è il sito ideale del viaggiatore a scrocco, detta così sembra la sagra dell’approfittatore invece è molto di più. Couchsurfing è un social network che conta quasi un milione di iscritti che girano il mondo ospitando o facendosi ospitare gratuitamente dagli altri utenti del sito.

Il servizio è totalmente gratuito ed è molto semplice da utilizzare, ci si iscrive al sito, si compila il proprio profilo e si cercano gli utenti che ospitano nella città o zona che si vuole visitare, una volta trovato qualcuno compatibile con le proprie esigenze gli si scrive un messaggio chiedendogli ospitalità. Al sito sono iscritti soprattutto studenti e ragazzi giovani, ma anche famiglie con un divano libero che lo cedono volentieri a chi passa da quelle parti, un po’ per spirito di ospitalità, un po’ per conoscere gente nuova.

La diffidenza italica verso i bagni senza bidet non è facile da vincere, così piuttosto che continuare a parlarne io, ho pensato che fosse meglio chiedere ad alcuni amici che l’hanno utilizzato di raccontare un po’ le loro esperienza.

Allora, cominciamo dall’inizio, quante volte hai viaggiato con Couchsurfing e dove sei stato/a?

Lupetto: Ho viaggiato diverse volte, la prima esperienza è stata a Nottingham, poi Aarhus, poi Pescosolido, poi Berlino, poi Salerno, poi… non le ricordo tutte. La cosa che ricordo e’ che, finora, ho conosciuto sempre persone disponibili, aperti alle differenze, umili e orgogliosi del proprio paese nativo.

Luigi: Con Couchsurfing ho viaggiato per l’Europa, ma soprattutto ho viaggiato attraverso le città che normalmente avrei solo visitato: sono stato ospite in Scozia, Inghilterra e Spagna ed ogni volta sono stato portato a conoscere gli aspetti della vita di chi abita lì.

Com’è stata l’esperienza? chi ti offriva un letto era ospitale? come ti sei trovato/a?

Lupetto: Ogni esperienza mi ha sempre “donato” qualcosa. Per dirla in parole semplici, ogni volta sono cresciuto un po di piu’, ho acquisito un po’ più di conoscenza delle culture e abitudini altrui e sono stato sempre trattato con rispetto, come fossi un loro vecchio amico che lo/li è andato/i a trovare. Non sempre mi hanno offerto un letto. Il pensiero che ho di questo sito è quello che puoi andare in un posto non da turista… dove vado a mangiare una cosa tipica? cosa c’è di tipico qui? che feste ci sono? dove posso incontrare i tedeschi/inglesi/danesi e vedere le loro abitudini comportandomi quasi come loro e imparando qualcosa? Coloro che mi hanno ospitato hano sempre dato il massimo cercando di darmi il maggior comfort possibile a casa/college loro.
Ed era come mi sentissi a casa, con amici e avido di conoscere usi e costumi della persona che mi ospitava, delle persone che vivevano in quel luogo e dell’aria che si respirava.

Luigi: Mi sono trovato mediamente molto bene, sempre premesso che non si va in albergo: bisogna adattarsi ai ritmi ed alle usanze della casa e delle persone con cui si vive e talvolta si deve veramente dormire su un divano (anche se di solito mi è stato fornito un comodo materasso). L’unica esperienza un po’ fastidiosa è stata quando, dopo una giornata in viaggio ed a digiuno, ho scoperto che i miei ospiti erano dei radical-vegan-ecologisti che alla sera si nutrivano solo di una tazza di brodo caldo. Non c’era niente vicino casa loro e sono riuscito a procurarmi del cibo solo convincendo la sorella del mio ospite ad andare a vedere la prima del film dei simpson, dove ho potuto mangiare un kg di carissimo popcorn.

Hai mai ospitato qualcuno? com’è andata? (storie d’amore, ti sei toccato e ti sei scoperto, hai salvato il mondo)

Lupetto: Purtroppo ho ospitato solo una volta poiché vivevo con i miei, ma ho preso diversi caffè, accompagnato persone in giro e invitate a locali/feste. Tutti sempre contentissimi dell’aiuto e eccitati ad ascoltare le mie storie e raccontare le loro. La volta che ospitai, erano un ragazzo e una ragazza ungheresi, non era una coppia, e… c’è stato qualcosa. Qualche volta che sono stato ospitato… può capitare come in un uscita tra persone nuove, ma eviterei di iscrivermi per cercare sesso.

Luigi: Ho salvato il mondo, aiutato damigelle in pericolo, toccato il cielo con un dito ed ospitato una trentina di persone a Pisa; ho trovato degli Amici ™ con cui ho fatto viaggi ed altre cose meravigliose e, perché no, anche l’amore o qualcosa di simile, per un po’.

Ho visto che Couchsurfing propone ai propri utenti anche delle attività “collaterali” come dei raduni per chi abita nella stessa
città, tu vi hai mai preso parte?

Lupetto: Sono, o meglio dire ero, moderatore del gruppo della mia città. Abbiamo organizzato DIVERSI meeting con i concittadini, ed è proprio una bella crew. Noi di Napoli abiamo sempre avuto complimenti per l’organizzazione (sì, sono modesto) e chi si e trovato a fare couchsurfing in quel periodo ed ha partecipato ha sempre detto che siamo uno dei migliori gruppi in cs. Ora la cosa sta andando a scemare, ma c’è ancora molta vita. Purtroppo non si può sempre uscire e nonostante sono nate grosse amicizie “inside”, le persone hanno anche delle vite alle quali badare (amici, lavoro etc etc).

Luigi: Per un periodo la comunità di CS era composta dal giro dei miei amici, quindi era un po’ difficile capire quando stessimo facendo un “raduno” e quando no. Ora come ora sono un po’ fuori dal giro, e quando vedo gli altri ragazzi di qui mi prendono un po’ in giro “ecco il moderatore che finalmente si fa vedere” etc etc… in linea di massima mi piacerebbe frequentare di più i surfers, che di solito sono ottime persone, ma la finitezzza della vita umana mi impedisce di fare tutto quello che vorrei.

Consiglieresti Couchsurfing ai lettori di mucio.net? per chi pensi che il sito sia più adatto (ragazzi, ragazze, studenti, pensionati sociali)? Hai qualche suggerimento per chi già usa o vuole usare Couchsurfing?

Lupetto: Non lo consiglierei, anzi lo consigleirei, anzi no. Ho sempre avuto timore che il sito diventi un altro facebook o un altro badoo o chi piu ne ha piu ne metta. Fortunatamente c’è un sistema di “fiducia” attraverso il quale puoi dire se una persona ti ha fatto una buona impressione o meno e quello rimane per sempre, quindi se una persona ti chiedi ospitalità e questa persona ha 1 (può piu che bastare) o piu commenti negativi, aspetti un attimo prima di ospitarla o essere ospitato.
Naturalmente puoi creare milioni di account, ma è un sistema tipo ebay, se non hai referenze è difficile che ti ospitino.

Luigi: Consiglio a tutti di provare Couchsurfing, non solo perchè è più economico di una qualunque altra sistemazione, ma perchè riguarda varamente ‘Cambiare il mondo, un divano alla volta’: ti porta il mondo a casa e ti fa entrare nel mondo. Il sito è sicuro, le esperienze negative sono meno di una su diecimila e tipicamente, se qualcuno si offre di ospitare sconosciuti a casa, non può essere cattivo.

Vuoi aggiungere qualcosa? secondo me sì.

Lupetto: Si vorrei aggiungerla. Grazie per lo spazio dedicatomi

Luigi: Mucio completa il profilo, è così da due anni =P

Pregiudizio – addendum

Mi ero dimenticato di dire che sugli aerei non sempre va tutto male, perché altrimenti sembra che il mondo davvero vada allo sfascio e che non ci sia nemmeno un barlume di speranza. Quindi un breve elenco di cose buone dai voli di questo fine settimana:

– I cioccolatini al latte che danno sui voli Swiss Air, la prossima volta provo a chiederne di più.
– Non so se è una cosa standard, ma sui voli di Lot, compagnia polacca, è possibile chiedere invece del solito succo di frutta o bicchiere di the anche del whisky e coca, il whisky lo prendono da delle bottigliette mignon.
– Sul volo di rientro da Varsavia invece ho conosciuto un ragazzo americano che mi ha copiato su chiavetta usb l’ultimo film di Ben Stiller, Tropic Tunder (e tra l’altro si complimentava per il mio inglese, secondo me era il rumore dell’aereo).
– Il trenino tra i vari terminal dell’aeroporto di Zurigo è proprio bello, poi però pensi a Malpensa.
– Il biglietto del Malpensa express si può usare due volte, se lo si timbra alla macchinetta classica delle ferrovie, la banda magnetica resta nuova, quindi bisogna solo trovare un modo per cancellare l’inchiostro del primo timbro.

Adesso non me ne vengono in mente altri, se non che non mi hanno smarrito la valigia e che il vino è arrivato intero a Varsavia. Come pure i kabanos a Malpensa.