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Podkova

La russia è una landa sconfinata, grazie al cielo Milano no, l’editore, che è già arrivato con 20 minuti di ritardo, ce lo saremmo perso in Siberia.
La russia è una terra di sorprese infinite, come la Podkova, ristorante minuscolo e nascostissimo in via Case Rosse, identificato da un’insegna in cirillico.
La Russia è rossa, e pure tutte le tapezzerie di seta del locale.

Ma vale la pena di aspettare l’editore venti minuti in fondo al naviglio per mangiare russo in un posto che vuol dire Ferro di Cavallo? Ovviamente sì perchè c’era l’editore, mentre al vostro buon cuore per la cucina, che non è quella popolare russa, ma quella più raffinata, a base di blini con il caviale rosso, anatra con mele e prugne (per me) e filetto alla Strogonoff (per l’editore). Le porzioni non erano piccole, questo va detto.
Gusti un po’ troppo forti per i palati europei, ma piacevoli.

La nota di colore? il cameriere russo russissimo che mi guarda e mi chiede “Lei è russa?” “Perchè?” “E’ troppo bella per essere italiana”. A parte che dovrebbero ridurgli il permesso di soggiorno in coriandoli, è stato gentile.


Podkova
Indirizzo: via Chiesa Rossa, 25 (Milano)
Telefono: 02 89515776
Costo finale della cena: Non pervenuto :D (ma più dell’aspettato/meritato - Nota di Mucio)

Il voto fighetto: 3.5 stellette
*****

Buddha Bar

buddhabar.jpg

(foto di agentdclan presa da Flickr)

Esistono locali che cadono nella leggenda. Locali di cui si parla un sacco e che rischiano di deluderti, anche se sono bellissimi, solo per via di aspettative ciclopiche nate nella mente di noi poveri comuni mortali. Il Buddha Bar è il candidato numero uno.

Sei compilation di musica chill out, decine di articoli, il web invaso di gente che inneggia al Buddha Bar… e secondo voi la nostra fighetta di riferimento, in crisi da cibo giapponese a Parigi (puro pretesto, la ville lumière pullula di sushi bar) non riservava un tavolo? anche solo per poter poi dire “si va beh, ma insomma…”

Bene, siamo felici di dirvi che il Buddha Bar è assolutamente all’altezza del suo nome. Anzi, forse ne è fin troppo compiaciuto, ma in complesso è fantastico.

All’ingresso, un branco di buttafuori vi fa passare sussiegoso, e già una si sente una signora, per consegnarvi nelle mani della prima hostess, che vi indirizza al locale, piano di sopra, al bar e sushi bar galleria dell’ammezzato o al ristorante, di sotto. Non sperate neppure di trovare un buco se non prenotate.

E lì, in un tripudio di lacca nera e rossa, si apre un’immenso salone con soffitto altissimo e il gigantesco buddha dorato di circa 5 metri. In sintesi, è il posto più assurdo dove abbia mai mangiato, ma è fascinosissimo.

Gli arredatori si sono sbizzarriti a coniugare la grandeur francese con lo spirito asiatico e anche lo chef, (noi abbiamo preso il menu bento, ovvero cibo portato in eleganti scatole di lacca - la versione iper chic della schiscetta) ci ha messo del suo. Niente da dire sull’eccellenza del cibo e sulla bellezza del dolce.

Peccato che soffra, come i ristoranti francesi in genere di luci troppo basse e musica troppo alta, ma forse qui una ragione c’è. Inoltre, non è ammissibile che la cameriera di un ristorante giapponese non capisca cosa tu voglia quando le chiedi gli “hashi” (ovvero le bacchette).

Sul conto, io tralascerei, questa volta l’ho pagato io… per due, ero con mio cugino. Ma dopo tutto, la grandeur francese si paga salata… e non c’è nulla da fare.


Buddha Bar
Indirizzo: rue Boissy d’Anglas, 8 (Paris)
Telefono: 01 53 05 90 00
Sito web: http://www.buddha-bar.com/
Costo finale della cena: Non dichiarato :D

Il voto fighetto: 4.0 stellette
***** *Una stellina in meno per colpa della cameriera.

Nu - Pure asian cusine

photo of 'Nu - Pure Asian cusine'

Toh, cena.

No, ma mica cena normale. Cena con il Mio Editore (titolo altisonante per il proprietario di questo Blog) per discutere del radioso futuro di questa rubrica (in realtà, fare due chiacchiere).

Il posto, l’ho scelto io.
L’ora, l’ho scelta io.
La data, ho scelto anche quella io.

Ovvio, arrivo in ritardo.

Il Nu abita in un grande vialone alberato, ed è nascosto in un grande cascinale dell’ottocento, tutto restauratino con tanto di laghetto asiatico e copertura in bamboo. Non si riesce a salvarsi dai leoni di pietra e i buddha dorati (vi prego trovatemi un thai senza).

Noi optiamo per il fusion (che in realtà si rivelerà un cinese solo un po’ più chic). Tavolini mini e bellissimi piatti, i camerieri un po’ ansiosi, che ti stanno addosso come piovre.

Non mi chiedete del cibo (di base buono, tonno scottato e pad thai) non ci ho fatto troppo caso. Ero troppo presa a evitare di fare danni epocali mentre ridevo come una scema per le battute dell’Editore. Oltretutto eravamo schiacciati in un corridoio troppo rumoroso (andava bene per un’osteria di trastevere, non per un posto che cerca di fare il locale figo), anche se molto probabilmente noi contribuivamo fortemente all’inquinamento sonoro.

In sintesi ottima cena, ma non è minimamente dipesa né dal posto né dal cibo, che si sono prestati a fare da cornice senza infamia e senza lode.

Nu - Pure Asian Cusine
Indirizzo: via Feltre 70 (Milano)
Telefono: 02 89059291 (giapponese) - 02 26413212 (fusion)
Sito web: http://www.nu-pureasiancuisine.it/
Costo finale della cena: Non pervenuto :D

Il voto fighetto: 2.0 stellette
**

Mas

mas Dopo una lunga pausa estiva (va beh, ci avevo da fare) si torna alla recensione culinaria.

La fighetta di riferimento infatti ieri (il 7 settembre, siamo sempre un po’ in ritardo qui - nota di Mucio) dopo ore di assedio in ufficio, doveva fare un aperitivo per sopperire al vuoto del suo frigo, ma data la fame, ha optato per mangiare qualcosa di veloce al Mas.

Il Mas è un famoso locale da aperitivi sull’Alzaia del Naviglio Grande (in realtà è dall’altra parte del naviglio - nota di Mucio), subito all’inizio che oltre fare un ottimo happy hour si da anche alla cucina di tapas e piatti spagnoli, che hanno il loro sporco perchè. Ma andiamo con ordine.

Ci si siede ai tavolini in maiolica sotto i gazebo di tela bianca con i tappeti colorati per terra che vengono montati in otto secondi sull’alzaia chiusa al traffico.

E’ un’ opera ingenieristica mica da ridere (non vorrei essere nei poveri camerieri che ogni sera montano e smontano…), ma da l’idea di un vero ristorante, e non di un presidio in mezzo al colorato via vai dei Navigli, che ti scorre di fianco, facendo solo da piacevole e movimentato sfondo, da cui tu, però non sei minimamente travolto.

Da notare le cameriere bionde (a fine serata il mio amico era certo di aver trovato la donna della sua vita) non tanto spagnole, visto il forte accento dell’est, però belle, simpatiche e preparate sul cibo.

Cibo che è consistito in un po’ di tapas miste, tra cui il tonno marinato che parlava da solo, una buona tortilla, e gli spiedini di carne d’agnello (tutto ciò annaffiato da un sano mojito…). Un momento di pura esaltazione però al momento dell’arrivo del Musico, il dolce, un tripudio di fichi caramellati, mandorle noci e panna montata. Sono fortmente convinta che ci siano bambini biafrani che ingeriscono tutte quelle calorie in tre mesi, ma non pensiamoci.

In sintesi, la cena mi ha rimesso in pace col mondo,cosa di cui avevo profondamente bisogno. Unico piccolo neo, è fastidioso cenare all’aperto, in buona compagnia, interrotti ogni dieci minuti dai venditori ambulanti…

Mas (Milano)
Indirizzo: Ripa di Porta Ticinese, 11
Telefono: 02 58100992
Sito web: http://www.mas-milano.it/
Costo finale della cena: circa 20€ cad. (tapas, dolce e cocktail)

Cinismo

Il cinismo è un’intelligenza invecchiata male.

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