La polizia postale a casa e il post che non esiste

Poco fa mi ha chiamato mia madre e mi ha passato il gentile agente della polizia postale di Parma che doveva notificarmi il sequestro di questo blog (se riuscite a leggere, vuol dire che o la cosa è risolta o siete fortunati).

Praticamente la procura/questura/qualcosa che non mi ricordo (ma mi farà piacere discuterne con il mio avvocato) di Palermo vuole sequestrare questo blog per un post del 2007, cinque anni fa.

Che è successo cinque anni fa? un ragazzino prende in giro il compagno di classe dandogli del gay e l’insegnante lo punisce facendogli scrivere cento volte “sono un deficiente”, la cosa per il pm sembrerebbe violare la convenzione di Ginevra. No, non me lo sto inventando, è scritto qui.

Venti giorni dopo, il gup ha respinto la richiesta di due mesi di reclusione per l’insegnante (qui un’intervista all’insegnante). La notizia aveva fatto il giro del web e oltre alle associazioni GLBT, Arcigay in testa, anche molti blogger avevano espresso i propri dubbi sull’interpretazione della convenzione di Ginevra da parte del PM (di cui non faccio il nome, perché già mi ha mandato la polizia a casa una volta, mia mamma va per i sessanta e ha altre cose a cui pensare).

Anche questo blog aveva espresso la sua opinione, con i soliti modi.

Nel frattempo però la storia non è finita lì, l’anno scorso la professoressa, ormai in pensione, è stata condannata a un anno di carcere in appello e via in cassazione. Anche Gramellini non è stato contento della cosa.

Notizia di tre giorni fa la casazione conferma la condanna, ma riduce la pena a venti giorni, rimuovendo l’aggravante delle lesioni.

A questo punto, avendo avuto ragione il PM il suo nome deve sparire, soprattutto se associato a cose non carine.

Ora, il post non è visibile su questo blog e appare un errore 404 gestito da wordpress (il che mi fa pensare che il mio provider non abbia bloccato la pagina), il che mi fa pensare che io abbia rimosso il post in tempi non sospetti, non ho email (nemmeno notifiche di commenti) che fanno riferimento a quel post e l’unica cosa che esiste è sono dei riferimenti su google e oknotizie (simpatici loro che se ne ricordano per me). Quando torno a casa controllo meglio.

Compiti a casa per i tre lettori di questo blog: trovare un modo per punire alunni impenitenti senza visitare le patrie galere. Le migliori idee accompagnate da parere legale verranno pubblicate.

E continuate a seguirmi prossimamente anche su www.ucciardone.it/blog.

3 Comments

  1. Caro Mucio;

    sono, anzi ero, un blogger bolognese che nel 2007 scrissi un pezzo critico contro l’attuale A.C. procuratore aggiunto di trapani reo, a mio avviso, di aver perseguito l’insegnante che punì il bullo di palermo.
    Chiaramente sono stato querelato anche io (e con me almeno altri 3 blogger oltre a te).
    Chiedo pertanto un contatto con te al fine di scambiare informazioni. Ti scrivo in commento poichè non trovo la tua email.

    ECCO LA MIA COMUNQUE:

    stefanozanetti2@hotmail.com

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