Vaastu for Toilet ovvero “Morti di subito su turche rivolte a Sud-Ovest”

Toilet, gabinetto, cesso

Lo sapevate che la causa dei vostri problemi di salute è il vostro gabinetto rivolto a Nord-Est? Lo sapevate che se la tazza punta a Nord giù con lo sciacquone andranno via anche un sacco di soldi che spenderete in medicine? E lo sapevate che se invece punta a Est allora è la vostra reputazione a correre rischi (soprattutto se la mattina ci andate giù pesanti).

Cosa aspettate a comprare una bussola e a chiamare l’idraulico?

Comunque sentitevi fortunati di non avere un cesso alla turca. Una turca rivolta a Sud-Ovest è pericolosa per tutta la famiglia? Se la turca è rivolta a Sud-Ovest, si può anche morire, così, all’improvviso, di subito.

“Morti di subito su turche rivolte a Sud-Ovest” su Rieducational Channel.

E’ tutto vero, non me lo sono inventato io (per una volta). C’è veramente gente che crede l’orientamento e la posizione del gabinetto sia fondamentale per incanalare correttamente le energie del Feng Shui, del tao, e tutto il resto.

E non sto parlando di gente pazza, di qualche laureato in lettere che si inventano delle cure con le staminali, ma di personcine a modo come l’amico Naresh, che fa anche la sua figura in show televisivi di un certo spessore. Qui si parla di Vaastu Shaastra, l’antica dottrina Hindu del costruire e abitare 1 2.

Ora tutti sono liberi di credere a quello che vogliono, ma non credo vadano fortissimo come arredatori di interni.

– Allora la cucina è qui al posto del ripostiglio. E’ senza finestre ma mettiamo una cappa.
– Ma non poteva stare dove stava?
– No, perché il bagno lo mettiamo al posto del soggiorno che è verso sud. E il soggiorno è in cucina. Le cose del ripostiglio sono nella vecchia camera da letto e i letti sul terrazzo che aiuta a sentirsi tutt’uno con l’ambiente circostante
– E se piove?
– Allora non c’è bisogno di andare in soggiorno a fare la doccia.

Ovvio che il profano potrà obiettare che per anni la gente in occidente ha costruito le case fregandosene delle energie, e che ancora prima semplicemente si andava fuori casa e si faceva dove ci si trovava. Tutto vero, ma la gente aveva anche un’aspettativa di vita inferiore e molti non diventavano famosi proprio a causa dei gabinetti mal posizionati.

Avete sempre pensato che pianeti lontani chilometri influenzassero la vostra vita ma non avete mai pensato a flussi di quello su cui vivete?

O magari ci pensavate ma non sapevate che erano così importanti e/o pericolose?

O magari lo sapevate ma speravate che, almeno tra le quattro mura del vostro bagno, l’universo potesse darvi un po’ di tregua?

E invece no.

Tra l’altro mettete via quei topolini che tenete in bagno e anche il cellulare, Vaastu dice che anche leggere in bagno non è sano.

Che altro aggiungere, vi lascio al video di Naresh, e alla prossima puntata con Vaastu o del perché se avete molti armadietti in cucina siete a rischio corna.

  1. E’ roba tipo il Feng Shui, però indiana e negli ultimi anni è tornata di moda in India, giusto perché la genta ha un po’ di soldi in più da spendere per la casa
  2. Se non capite nulla di quello che dice Naresh non preoccupatevi, c’è una lunga descrizione in inglese su youtube e un paio di utili link

Ciao Silvio o la filastrocca della decadenza

Silvio Berlusconi

Decade la luna, decade la stella,
decade la donna già giovane e bella.
Decade il futuro strappatoci e tolto,
decade il passato che culla lo stolto.

Decade la vista di chi guarda lontano,
decade coi sogni dentro un pantano.
Decade il bel circo dei mille pagliacci,
decade il paese coperto di stracci.

Decade il buon gusto, decade il buon vino,
decade la voglia di starti vicino.

Decade il politico tra servi e puttane,
decade tra merda e piscio di cane.

La polizia postale a casa e il post che non esiste

Poco fa mi ha chiamato mia madre e mi ha passato il gentile agente della polizia postale di Parma che doveva notificarmi il sequestro di questo blog (se riuscite a leggere, vuol dire che o la cosa è risolta o siete fortunati).

Praticamente la procura/questura/qualcosa che non mi ricordo (ma mi farà piacere discuterne con il mio avvocato) di Palermo vuole sequestrare questo blog per un post del 2007, cinque anni fa.

Che è successo cinque anni fa? un ragazzino prende in giro il compagno di classe dandogli del gay e l’insegnante lo punisce facendogli scrivere cento volte “sono un deficiente”, la cosa per il pm sembrerebbe violare la convenzione di Ginevra. No, non me lo sto inventando, è scritto qui.

Venti giorni dopo, il gup ha respinto la richiesta di due mesi di reclusione per l’insegnante (qui un’intervista all’insegnante). La notizia aveva fatto il giro del web e oltre alle associazioni GLBT, Arcigay in testa, anche molti blogger avevano espresso i propri dubbi sull’interpretazione della convenzione di Ginevra da parte del PM (di cui non faccio il nome, perché già mi ha mandato la polizia a casa una volta, mia mamma va per i sessanta e ha altre cose a cui pensare).

Anche questo blog aveva espresso la sua opinione, con i soliti modi.

Nel frattempo però la storia non è finita lì, l’anno scorso la professoressa, ormai in pensione, è stata condannata a un anno di carcere in appello e via in cassazione. Anche Gramellini non è stato contento della cosa.

Notizia di tre giorni fa la casazione conferma la condanna, ma riduce la pena a venti giorni, rimuovendo l’aggravante delle lesioni.

A questo punto, avendo avuto ragione il PM il suo nome deve sparire, soprattutto se associato a cose non carine.

Ora, il post non è visibile su questo blog e appare un errore 404 gestito da wordpress (il che mi fa pensare che il mio provider non abbia bloccato la pagina), il che mi fa pensare che io abbia rimosso il post in tempi non sospetti, non ho email (nemmeno notifiche di commenti) che fanno riferimento a quel post e l’unica cosa che esiste è sono dei riferimenti su google e oknotizie (simpatici loro che se ne ricordano per me). Quando torno a casa controllo meglio.

Compiti a casa per i tre lettori di questo blog: trovare un modo per punire alunni impenitenti senza visitare le patrie galere. Le migliori idee accompagnate da parere legale verranno pubblicate.

E continuate a seguirmi prossimamente anche su www.ucciardone.it/blog.

Le rimesse degli immigrati in Italia 2005-2011

Tutto comincia con questo tweet di Roberto Saviano:

E a me era parso un po’ strano che gli africani in Italia mandassero più soldi di quelli in Germania, Francia e resto del mondo messi insieme. Va bene che quelli che vivono in Italia si saranno adattati alla generosità del luogo (ah sì?), va bene che si arrangiano a dormire in venti in un bilocale, però a tutto c’è un limite.

Mi sono andato a leggere l’articolo originale su Nigrizia (Il tirchio e il generoso: fotografia delle rimesse degli africani “italiani”) e, a parte scoprire che sono proprio un pessimo emigrato (no, pare che i regali di Natale non contino), ho visto che 64.3% era tutta un’altra cosa.

Non so se è perché i numeri di Banca di Italia sono confusi (li trovate qui in formato excel alla voce Rimesse verso l’estero degli immigrati in Italia), se Saviano li ha letti un po’ di corsa o che altro, però è una cosa che può capitare a tutti: leggi velocemente e non ti ricordi più che numero è quale.

Ora immaginate che dobbiate prendere velocemente una decisione basata su dei numeri, perché il vostro capo ve lo ha chiesto, perché dovete prendere cento di queste decisioni ogni giorno, perché volete tornare sotto l’ombrellone a leggere l’ultimo di Mankell, la scelta sbagliata è dietro l’angolo. Per questo motivo esistono delle cose carine chiamate grafici, no non quelli in powerpoint, quella è munnezza, io parlo di grafici che vi danno informazioni utili e basate su dati reali. Io parlo di software business intelligence.

Stamattina mi sono messo e ho fatto questo (ma voi lo potete giocarci a schermo intero qui e funziona anche con l’ipad se avete l’app apposita):

Così potete vedere quali emigrati mandano più soldi a casa, come sono cambiati i volumi negli ultimi anni e altre cose interessanti:

  • Lo sapevate che dopo la Cina sono i rumeni quelli che mandano più soldi a casa loro?
  • E che nel 2006 e 2007 le rimesse dei rumeni erano superiori a quelle dei cinesi?
  • E che dal 2006 gli immigrati dal Bangladesh, mandano più soldi a casa degli indiani?
  • In Campania gli emigrati spediscono nei loro pesi più soldi che quelli che vivono in Piemonte? e quelli in Sicilia più che quelli in Liguria?
  • E più in dettaglio, sapevate che le rimesse cinesi dalla Campania provengono al 98.7% solo da Napoli?

Io immagino che ci sia anche una parte di guadagni (perché 7 miliardi di euro non sono soldi rubati, questi sono soldi di gente che lavora, giusto per mettere le mani avanti) che torna nei paesi di origine in maniera non tracciata o tracciabile (tipo la badante di mia nonna che mandava in Ucraina scatoloni di pelati), ma questi numeri mi danno la sensazione che esista un’economia italiana che appena traspare da queste statistiche e altre domande mi vengono in mente.

Una banale? Come mai tra 2007 e 2008 i cinesi hanno improvvisamente cominciato a spedire il doppio di quello che spedivano prima?

[Per quelli che si chiedono cosa faccio per mangiare, io faccio queste cose qui, ci sono dei tipi con dei dati (terabyte di dati, se non peggio) e io glieli faccio toccare come se avessero davanti un pallottoliere.

E sì, lavoro per MicroStrategy, per quello ho usato il nostro Personal Cloud, perché so usarlo e potevo concentrarmi sui dati piuttosto che sullo strumento da usare. Ovviamente MicroStrategy fa anche un sacco di altre cose, Mobile BI, Social BI, applicazioni per Facebook, e anche organizzare eventi tipo il Social Media Marketing iCommerce Summit ad Amsterdam.]