La notte dei desideri di Michael Ende

Questo è un libro rubato, trovato nella cantina di una mia vecchia casa, ma come nuovo, con tanto di fascetta, pagine ingiallite, pergamenate, ma non ha nemmeno vent’anni, però era di Ende e non avevo voglia di leggere Momo, che ha un nome un po’ sciocco, questo invece era una classica edizione Salani con sovraccoperta, ho pochi libri con la sovraccoperta, di solito coprono dei mattoni telati.

Il corvo l’osservò con la testa piegata da un lato e gracchiò soddisfatto tra sé e sé: “Ahah, una brutta notizia, a quanto pare. E’ la mia specialità”.

Il libro è una favola ecologista, così intorno a pagina sessanta, con streghe, diavoli e animali parlanti ed è difficile non pensare che Pratchett abbia preso il nome del suo gatto da quello questo libro. E il Pratchett per bambini questo libro lo ricorda molto, quello che però c’è di Ende è la velocità nell’inventare personaggi, cose o dettagli fantastici, quello che in Pratchett a volte è pesante qui è lieve, leggero e non ha bisogno dell’ennesimo giro di parole per descrivere la luce che scivola sul mondo disco.

“Coosa?” strillò il corvo. “Adesso però sta per saltarmi il tappo! Chi sarebbe l’ordinario qua dentro? Non è mica un divertimento per uno nelle mie condizioni svolazzare nella notte e nella tempesta per venire ad annunciare la sua padrona, e poi scoprire che è arrivato giusto in tempo per la cena, ma mica nel senso che trova qualcosa da beccuzzare, macché: proprio nel senso che si trova lui sul menù. A questo punto vorrei proprio chiedere forte, da farmi sentire da tutti, chi è l’ordinario qua dentro.

Mentre lo finisco intanto penso ad una cosa, se il bookcrossing è liberare i libri, fregare un libro non è liberarlo due volte? Spesso ci sono quei libri che restano nelle cantine o nelle librerie, dimenticati, possibile che non possano rinascere a nuova vita, farsi leggere da un nuovo lettore, a volte proprio dal primo?

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