E poi è salito quello con le scarpe bianche

E poi è salito questo tipo, io non è che stessi troppo bene, ma lui era davvero impresentabile, testone da re leone con crine irsuto e barbone, tipo Messner, quello di altissima, purissima, va caca, ma con i capelli più lunghi, occhi azzurro non propriamente lucido, pantalone che non ricordo, ma oscido giubetto celeste carta da zucchero e poi le scarpe, qualcosa di mai visto prima, bianche, ma non bianche di più, praticamente come se nel tram dove stavo fosse esplosa una supernova.

Ora io stavo leggendo Tibor Fischer, perché Saramago l’ho finito e sinceramente dopo sei birre ritentare l’avventura di prendendermi di nuovo a cornate con il Pasticciaccio mi sembrava eccessivo, chi ha letto Fischer sa che tende a tenerti attaccato alla pagina, a costringerti a finire la frase, il paragrafo e poi a ricominciare subito con il successivo, ditelo come volete, io malgrado il mal di testa da casa al centro avevo letto una ventina di pagine, carta moschicida Fischer dovevano chiamarlo, finché non c’è stato più verso di leggere, se abbassavo lo sguardo c’era questa bestemmia gridata in faccia allo sporco e a qualsiasi sfumatura di grigio, inutile voltarsi, sembrava che quelle scarpe illuminassero il resto del vagone e gli occhi tornavano sempre lì, maledetti, maledetto lui e le sue scarpe.

Fortuna che dovevo fare solo due fermate prima di arrivare in ufficio.

Sto diventando forse ricchione

Sono tornato dagli Stati Uniti, solitamente si dice che quando ci vanno le donne è meglio che si portino dietro una valigia vuota così da riempirla con i vestiti che compreranno lì, visto che solitamente costano meno e si trovano cose che qui non si trovano. Sta bene, io sono tornato dopo quattro settimane ed in più avevo:

– due pantaloni, più dei jeans
– quattro t-shirt, più una polo
– due paia di scarpe, di cui le converse che in un primo momento erano entrambe sinistre
– due mutande
– un cappello

E non ho avuto abbastanza tempo, soldi e spazio in valigia per prendere altro. Da qui, usando le parole della canzone, veniva il dubbio.