Dialoghi nel sonno

– Tu! Miserabile puttana! vuoi rovinare mio figlio, per mille euro fetenti.
– Mille euro la prima volta…
– Come osi contraddirmi? come osi raccontare certe cose false e tendenziose?
– Ma veramente…
– Taci zoccola impudica e maliarda.
– Signo’, questo sogno è mio.
– Ti avverto, non te la caverai così facilmente.
– Ma voi chi siete?
– Io sono la mamma.
– Ma voi siete morta.
– Pure questo è vero.

Reprise
– Signo’, me li volete dare i numeri?
– Ne ‘a fa ‘e bucchini!*

*Devi farne di pompini

Mare

Andammo al mare per poterci rilassare, piantare l’ombrellone, fare un tuffo, stendere le asciugamani, mangiare la frittata di maccheroni. Arrivammo presto, non c’era nessuno sulla spiaggetta, a parte quattro balene spiaggiate. E’ quando arrivarono le televisioni, dopo i curiosi, gli ambientalisti, i pompieri e la polizia che capimmo che la giornata di mare era andata a puttane.

(disclaimer: I racconti del treno sono stari scritti su un Milano-Salerno, con l’obiettivo di scrivere cento racconti brevissimi durante il viaggio. Sono arrivato ad una trentina. Questo è il risultato)