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Da quando ho cambiato template la pubblicità sulla pagina principale mi dice solo questo. Maglie della salute e padre nostro.

Facendo due test, pare che il padre nostro compaia per colpa del post con il titolo “si stava meglio quando si stava peggio”(1), quindi proprio quando ho cambiato. Forse è un segno che dovrei tornare a com’era prima.

Non so. Sono in dubbio.

(1) che poi la frase suoni un tantino reazionaria e si associ a roba come le preghiere cristiane mi sembra un’oculata scelta di chi paga questa pubblicità.

Fare prima: la calcolatrice

Diciamo che voi abbiate un browser web decente, vogliate far di conto in quattro e quattr’otto (mo ci vuole) e non abbiate tempo per aprire velocemente la calcolatrice di Windows (tasto windows + R poi scrivete calc e date invio) o non lo sappiate fare (leggete le cose tra parentesi ogni tanto che potreste imparare qualcosa). Se avete resistito a quattro congiuntivi di seguito siete davvero eroici e vi meritate una vita più semplice, continuate pure a leggere quindi.

calcolatrice1

Con le ultime versioni di noti browser come Firefox e Internet Explorer, io uso Chrome e poi vi dico perché, vi basterà scrivere l’operazione che volete compiere e dare invio.

calcolatrice2

Se non avete toccato nulla e il vostro motore di ricerca predefinito è Google, vi ritroverete su una pagina simile. La calcolatrice di Google funziona anche se scrivete espressioni più complicate, non funziona invece con le equazioni.

calcolatrice3

Se poi come me invece utilizzate Chrome, avrete anche un’altra sorpresa, non appena avrete scritto la vostra operazione nei suggerimenti che vi arrivano direttamente da Google potrete vederne il risultato. Si fa prima che ad aprire la calcolatrice no?

Io ci provo

Gli heavy user della rete, quelli che sono i primi ad utilizzare i servizi online prima ancora che gli sviluppatori siano riusciti a dargli un nome definitivo, quelli insomma che c’erano prima che last.fm si chiamasse last.fm, prima che myspace fosse di Murdoch, prima che Gmail fosse aperto a tutti e prima che ci fossero quei filmati porno dove c’è il tipo che consegna le pizze che sono sempre e inevitabilmente con il wurstel, be’ insomma quei tipi lì storcono il naso quando si parla di Facebook, fanno quelle facce alla “Oddio, arrivano i barbari”.

A me, figlio primogenito dell’impero, i barbari non mi dispiacciono, me ne sono presa pure una in casa. Così quando penso al fatto che cani e porci ora siano iscritti a Facebook non riesco a vederla come una cosa negativa, anzi mi sembra un’occasione per far conoscere un po’ meglio la rete a chi magari non ha dimestichezza con strumenti, siti e le sue dinamiche.

Ma poiché, come dicono i tipi spicci come me, le chiacchiere stanno a zero, provo a fare qualcosa di pratico e di mettere in piedi qualcosa di concreto. L’occasione è nata ridendo con qualche amico lo scorso fine settimana, perché non creare il gruppo su Facebook del nostro quartiere?

Detto fatto, dopo nemmeno una settimana siamo una sessantina scarsa di persone, ma ogni giorno si aggiunge qualcun’altro. I primi sono miei amici, invitati da me, ma un po’ alla volta arrivano persone che conosco solo di nome o perfetti sconosciuti.

Nel forum del gruppo ci sono un paio di discussioni attive, quella sui pazzi del quartiere conta al momento una decina di interventi di una decina di persone diverse, la discussione più lunga ha 27 interventi, è quella sui confini del quartiere. Visto che a Salerno, come in molte città italiane, i quartieri non sono segnalati sulle targhe delle strade ho chiesto, e ottenuto, dal comune un file pdf con la cartina di Salerno suddivisa in quartieri. La sto ricopiando su google maps e tutti sanno quando google maps possa essere affascinante per chi non l’ha mai visto prima.

Intanto qualcuno ha postato nel gruppo un video e una ragazza una foto, presto ne arriveranno altre, nel frattempo, però, sto creando anche un gruppo su Flickr dove raccogliere le foto di Pastena che sono già presenti lì, tra poco invito un po’ di utenti flickr ad aggiungere le loro foto lì, poi segnalerò la cosa sul gruppo di Facebook, magari qualcun’altro ha un account flickr e contribuirà o semplicemente si iscriverà a Flickr ed imparerà ad utilizzarlo.

Non mi aspetto che segnalata una mappa e un gruppo flickr, gli iscritti al gruppo Pastena su Facebook inizino ad utilizzare Google Docs per collaborare in ufficio o che diventino di quelli che si iscrivono a mille gruppi su Flickr e che passano le giornate a scrivere commenti, però se anche solo sapessero di cosa si sta parlando quando si dice Google Maps o Flickr sarebbe già un passo avanti sulla strada di un utilizzo consapevole di internet, se poi qualcuno mettesse le sue foto su Flickr, invece di Virgilio usasse Gmail e domani facesse un uso più consapevole di facebook sarebbe il massimo.

Al momento però sono molto soddisfatto di come sta andando l’esperienza del gruppo, le discussioni, sebbene poche, mi sembra che siano divertenti e che possano risultare interessanti a chi le segue, credo che un po’ di foto e qualche altra discussione potrebbero rendere il gruppo ancora più interessante. Se poi qualcuno ha altre idee o proposte, qui i suggerimenti sono sempre bene accetti.

Le prossime iniziative comunque saranno più concrete, probabilmente tra Natale e Capodanno organizzeremo un incontro molto tranquillo per prendere un caffè in qualche bar del nostro quartiere o qualcosa del genere. Intanto ci divertiamo con poco.

Alla guerra con Google maps


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Io la penso come il soldato tedesco del ciclo di Invasione, quando sono costretti a chiedere da mangiare ai Russi e con le poche parole di russo che sa si conquista la simpatia dei contadini dicendo “la guerra è merda”. Ora potete pensare quello che volete, potete avercela con i georgiani, con i russi, con gli Stati Uniti, con i capitalisti, con i comunisti, con i preti e con chi cavolo volete voi. Fatto sta che per colpa di qualche testa di cazzo c’è gente che muore e gente che deve piangere i propri morti, ci sono delle città bombardate e persone che si sparano l’un l’altra.

Visto che internet ci permette di parlare senza problemi con l’amico in Giappone, con l’amichetta americana incontrata su Facebook, con il compagno delle medie che non vediamo da una vita, rendendo il mondo più piccolo, sia in termini di spazio sia in termini di tempo, allora datevi un po’ un’occhiata alla Georgia con Google Maps.

La Georgia è uno di quegli stati che su Google non hanno le strade segnate, potete vedere le foto dal satellite, ma non potete sapere se c’è una strada che da Tbilisi arriva a casa vostra. Però potete dare un’occhiata alle foto della Georgia e leggere qualche articolo di Wikipedia, giusto per rendervi conto che, quale che sia lo scopo di questa guerra, non ne vale la pena o se già in cuor vostro eravate consapevoli di questo, bene, allora questo post serve solo a farvi ancora un po’ più male.

Vi basta cliccare qui.