Quella volta ero proprio deciso. Scarpe, tuta e ipod. Sarei andato a correre, non molto, certo, per cominciare una mezz’ora al più, che sarebbe diventata un’oretta nel giro di tre mesi. Magari mi sarei appassionato anche ai percorsi salute nel parco e con Marco e Giorgio avrei potuto anche prepararmi per la maratona di New York, erano anni che ci andavano, erano anni che tentavano di convincermi , li avrei stupiti, loro e anche Giada, mia moglie. Solo che per quanto possa essere assurdo, il nove agosto cominciò a nevicare.
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Tagged: gesù
Metto la foto di una vespa parcheggiata non lontano dall’ufficio per non rimettere di nuovo un computer smorto, tanto alla fin fine la schermata mostrata sarebbe stata poco diversa. Questa settimana ho prenotato per Barcellona e sono stato presentato ai colleghi. Più che prenotare in realtà ho semplicemente compilato un modulo sulla intranet aziendale, poi [...]
A volte nell’autobus vedo delle persone e comincio ad inventarmi delle storie da dei dettagli, ne ho alcune bellissime come quella del soldato con il volantino “Ci pensi a Gesù”, o qualcosa di simile, che parlava al cellulare con qualcuno e gli chiedeva “Ma io ci penso a Gesù? tu che dici? no, non lo [...]