E poi è salito quello con le scarpe bianche

E poi è salito questo tipo, io non è che stessi troppo bene, ma lui era davvero impresentabile, testone da re leone con crine irsuto e barbone, tipo Messner, quello di altissima, purissima, va caca, ma con i capelli più lunghi, occhi azzurro non propriamente lucido, pantalone che non ricordo, ma oscido giubetto celeste carta da zucchero e poi le scarpe, qualcosa di mai visto prima, bianche, ma non bianche di più, praticamente come se nel tram dove stavo fosse esplosa una supernova.

Ora io stavo leggendo Tibor Fischer, perché Saramago l’ho finito e sinceramente dopo sei birre ritentare l’avventura di prendendermi di nuovo a cornate con il Pasticciaccio mi sembrava eccessivo, chi ha letto Fischer sa che tende a tenerti attaccato alla pagina, a costringerti a finire la frase, il paragrafo e poi a ricominciare subito con il successivo, ditelo come volete, io malgrado il mal di testa da casa al centro avevo letto una ventina di pagine, carta moschicida Fischer dovevano chiamarlo, finché non c’è stato più verso di leggere, se abbassavo lo sguardo c’era questa bestemmia gridata in faccia allo sporco e a qualsiasi sfumatura di grigio, inutile voltarsi, sembrava che quelle scarpe illuminassero il resto del vagone e gli occhi tornavano sempre lì, maledetti, maledetto lui e le sue scarpe.

Fortuna che dovevo fare solo due fermate prima di arrivare in ufficio.

Quella è gente in gamba, gente che la notte dorme

Quella è gente in gamba, gente che la notte dorme. Non come voi che state lì a perder tempo, con una penna in mano, con la schiena masticata da cimici invisibili, con il senso di colpa perché non avete lavato i denti o peggio. Voi sono le due e non dormite, occhi spalancati e corpo in folle, coi che poco prima, sotto la doccia eravate preda del panico e vi spaventavate di ogni rumore e chiudevate l’acqua e cercavate di restare immobili mentre il cuore vi sobbalzava in petto ad ogni movimento della tenda. Non siete voi quelli adatti al mondo, non voi con le vostre giustificazioni, la stanchezza, lo stress, la mancanza di una connessione ad internet e nemmeno voi e le vostre consolazioni, tanto non c’è nessuno, posso usare l’asciugamano, tanto se mi deve uccidere ci metterà poco e la morte non sarà lunga. E dire che l’avevate sempre immaginato buio e nero, invece eravate immersi nel bianco, tra le mattonelle e la tenda della doccia.