E ora chi glielo dice?

Per quelli a cui non fosse ancora chiaro, tra venti giorni emigro. Che non vuol dire che sposto questo sito su un altro indirizzo o che passo da un blog con wordpress a uno con blogspot o cose del genere, vuol dire che emigro, come facevano i nonni, come si faceva una volta, come si ancora oggi.

Tra venti giorni, a pasqua, mentre voi mangerete l’agnello sacrificale o quello che il macellaio vi avrà venduto come tale, io sarò in aeroporto a cercare di convincere le addette all’imbarco che sì qualche chilo in più nella valigia c’è, ma sto andando a vivere a Varsavia non pretenderete mica che io ci vada senza i miei maglioni pesanti?

Per chi è in zona Bologna durante la settimana sono sempre disponibile per una pizza o una cena o finire la vodka che ho in casa, il vino invece lo porto in Polonia.

(nella foto: la cartolina arrivata nella settimana scorsa con la quale il comune di Bologna mi avvisa che sono ufficialmente residente in città.)

29 febbraio

Il fatto che io a febbraio esca di casa consapevolmente senza prendere il cappotto non vuol dire che io sia pazzo, solo che non sopporto la mezza stagione. Fatemelo fare finché sono in Italia, a Varsavia mi sa che non potrò permettermelo fino ad Aprile.

Oggi in autobus

Non comprate borse false, altrimenti poi vi può succedere come alla ragazza seduta davanti a me sull’autobus oggi, che vi ritrovate accanto una signora di mezza età con la borsa originale e la differenza si nota e tanto. Come mi diceva una fighetta mia amica, soprattutto dalle cuciture, impressionante. Anzi direi umiliante.

Poi c’era una signora con un sacco di rughe sulla fronte, tipo Stanlio quando solleva le sopracciglie. Quando le toccava scendere si è avvicinata alla porta e mi ha dato le spalle, mentre l’autobus andava ondeggiava un po’ la testa e io ho pensato “autista, muoviti ad arrivare e apri le porte o a questa le scoppia la testa qui dentro!” con un tono di voce alla “escono dalla fottute pareti” in Alien.

Solo che c’era traffico e la fermata è arrivata troppo tardi, la testa della signora rugosa non è esplosa e non ha imbrattato di sangue e cervella tutto l’autobus. E un po’ mi è dispiaciuto.

Questo dimostra che di prima mattina vorrei essere in una pellicola holliwoodiana piuttosto che su un autobus in via Saragozza.