Me l’ero sempre chiesto, quando un buddista al Grande Fratello?

Una delle cose che ho sempre temuto, essendo buddista, è che la mia religione, perché religione è, fosse scambiata per una moda, per un modo di volersi distinguere o un capriccio adolescenziale, quindi ho sempre cercato di parlarne il meno possibile, un po’ perché non mi piace fare proselitismo e un po’ perché non voglio essere identificato come “il buddista”.

Visto dall’esterno a essere buddisti si fanno un sacco di cose strane, le preghiere, le riunione, ed è molto facile che gli aspetti folkloristici possano essere equivocati. Nel corso degli anni poi ne ho viste di sopracciglia alzate o sentiti di commenti poco felici su altri buddisti che si comportavano in modi anomali e i cui problemi, ansie, insicurezze, venivano associate tout-court con il buddismo e amen (è il caso no?).

Poiché Roberto Baggio è un figo e ci piace vederlo come il buddista buono che cade e si rialza sempre, spesso ci si dimentica che anche i buddisti hanno i loro problemi come tutti gli altri, si può fare un incidente d’auto, si può andare male ad un esame, si può essere buddisti e depressi. La cosa interessante è che con il tempo impari ad osservarti, a capire i tuoi limiti e a trovare la forza per metterli in linea ed affrontarli ad uno ad uno. Puoi anche sbagliare un calcio di rigore, però la tua vita non finisce lì, anzi ogni giorno ne ricomincia una nuova.

Però non è sempre così, perché affrontare i propri problemi non è facile, ed è lì che il buddismo diventa una religione e non una filosofia di vita, perché se ci credi, se hai fede che dentro di te troverai la forza di affrontare il problema che hai di fronte, allora ti alzi e lo affronti, anche se ti sembrerà di dover affrontare una tigre armato di un cucchiaino per il the, ma se non ci credi, se ti fai prendere dallo sconforto, se rinunci alla lotta prima, allora ciao. Dipende tutto da te e dipende da se hai deciso di affrontare i tuoi problemi o stai giocando a fare il buddista, perché è fico dire Nam Myoho Renge Kyo, avere l’odore d’incenso per casa, imparare le preghiere strane e riempirsi la bocca e la testa di parole esotiche.

Ho sempre avuto paura di vedere buddisti in televisione, perché sono persone normali e hanno i loro limiti, come me. Io sono sboccato, offensivo, privo di limiti e buongusto, per questo quando la Guzzanti è andata a sfottere Berlusconi, la Carfagna mi sono divertito un sacco, perché diceva delle cose che condividevo io(1) e che condividevano molti altri, però sotto sotto temevo che l’associazione “comica offensiva e maleducata” = “buddista” fosse automatica, ci può anche stare, ma è una buddista, una buddista che mi sta pure simpatica, ma non il buddismo, non tutti i buddisti.

Così ieri guardando Studio Aperto (sì lo so, scusate, ma era tardi e la 7 non da più niente d’interessante a quell’ora) ho visto che Daniela, l’hostess Alitalia del Grande Fratello, è buddista. Ora dico ma non poteva essere buddista il tipo che ci prova con tutte o quello completamente imbecille, no, la buddista è quella che mentre tutti vanno in cassa integrazione o vengono licenziati sta nella casa del Grande Fratello a grattarsi la pancia (e a farsi attaccare da Signorini, che è tutto dire).

Ora io posso anche capire che una persona possa pensare che la sua realizzazione nella vita passi attraverso il Grande Fratello, chi sono io per giudicare, però sarebbe anche il caso di fare certe scelte cum grano salis, perché una volta che esci allo scoperto, fai di tutto per metterti in mostra e sbagli, i pomodori cominciano ad arrivarti e non colpiscono solo te.

Insomma è solo per dire, se ce ne fosse il bisogno, che io non sto nella casa del Grande Fratello.

(1)io ancora sto aspettando che qualcuno vada dal padre della Carfagna che è preside di scuola e gli dica “Preside se le faccio un bucchino mi promuove direttamente, sua figlia mi insegna che si fa così”

15 Comments

  1. Visto che in italiano il termine “religione” comporta la fede nell’esistenza di un essere superiore ed essendo il buddhismo “non teista” mi viene difficile concepirlo come una religione. Perlomeno in senso stretto.

    Non riesco comunque a capire la tua posizione, da come ho interpretato il tuo post sembra quasi che tu consideri il buddhismo una cosa tua e ti secchi se altri ne sporchino l’immagine che tu gradiresti avesse …

    Non dico che sia questo il tuo pensiero ma è quanto ho colto io nel mio obnubilato stato mentale ;)

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  2. Più o meno, ma non è tanto una questione di immagine che voglio avere per me, bensì se ti esponi come buddista, ma in generale se ti esponi, dovresti essere molto cauto/a in come ti muovi, perché l’attacco è sempre dietro l’angolo e il fatto che sei buddista è un motivo in più per essere attaccati

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  3. Nel caso in cui uno si esponga verrà sempre attaccato, per quanto possa essere attento.

    Non si possono accontentare tutti e appena prendi una posizione scontenti tutte le altre fazioni.
    L’unica, secondo me, è infischiarsene degli altri e vivere come meglio si crede.

    Mi criticheranno lo stesso ma almeno mi mostro senza paletti

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  4. Sì, ma la situazione in cui si è messa era prevedibile e comunque irrispettosa nei confronti dell’azienda e di altri lavoratori. Andava prima chiarito il punto aspettativa con l’azienda e poi andare al GF, infischiarsene in questo caso ha voluto dire comportarsi in modo sciocco e avventato.

    Magari non sarò d’accordo con Daniela su quali siano le priorità nella vita e ci sta, ma ci sta anche il fatto che io pensi che si sia comportata in maniera scorretta con la sua azienda, che per quanto possa fare schifo, va comunque rispettata. Soprattutto se sei buddista e pensi che questo rispetto poi ti tornerà indietro

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  5. il fatto che io non sappia neanche chi siano i concorrenti del GF (ho sentito i miei colleghi parlare solo di una tettona) mi preclude ad ogni commento specifico ma vorrei farti notare che alla gente piace spesso fregiarsi di determinati “titoli” senza comprenderli.

    Per esempio, moltissimi miei amici che si professano cattolici non ritengono un peccato il sesso protetto o fuori dal matrimonio. I loro pensieri li qualificano come non cattolici visto che la chiesa cattolica che decide cosa è giusto e cosa è sbagliato si è espressa chiaramente a riguardo e rifiutare la posizione ufficiale significa abiurare … quindi non sono cattolici …

    Alla gente piace, e pure troppo, definirsi parte di qualcosa anche quando questo è palesemente in contrasto con quanto dicono e/o pensano e, secondo me, non è sensato estendere il giudizio da un individuo fino al gruppo al quale sostiene far parte …

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  6. Il non estendere il giudizio lo pensiamo io e te, ma in televisione la generalizzazione è sempre dietro l’angolo. Però se ti proponi mostrando dei simboli della tua religione, soprattutto se sei parte di una minoranza, cerca almeno di avere una parvenza di coerenza, poi tutti sbagliano e io sono il primo, però cavolo non in modo così plateale e facilmente evitabile

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  7. Secondo me ti fai troppi problemi …

    ok, ci sono persone che non sanno neanche quello che dicono …
    ok, ci sono persone che giudicano senza avere la minima cognizione …

    il mio giudizio su queste persone oscilla tra “ridicole” e “penose” ma non tengo in considerazione i loro pensieri ;)

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  8. Uhm… infatti ero un po’ in dubbio sul se scrivere questo post, forse volevo solo attirare un po’ di traffico con la chiave di ricerca gf o dire che secondo me è una cretina… sono un po’ in dubbio :)

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  9. Proprio perchè ci possiamo capire…pensa al fatto che sei lei è andata li e proprio lei ha vissuto questa esperienza e si è esposta, ha sicuramente un senso. Tutte le cose accadono secondo una scientificità non sempre visibile, ma l’errore piu scontato ch possiamo fare (sprattutto avendo un mezzo che ci allarga un po la visuale)è preoccuparci di come la percepranno gli altri. Assolutamente inutile. La preoccupazione indica in noi delle corde che dovremmo sempre quantomeno notare…

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  10. Secondo me le cose hanno un senso se glielo dai e questo lo puoi scoprire solo dopo, nel frattempo puoi credere che lo avranno. Forse sono io che mi preoccupo io, ma credo che in qualità di buddista uno dovrebbe stare molto attento a quello che fa, non a come appare agli altri, ma a che tipo di cause sta mettendo nella sua vita. Un comportamento avventato alla fin fine non porta mai nulla di buono, secondo me osservare la propria vita più profondamente, vuol dire anche essere consapevoli di quello che si sta facendo e alle conseguenze che ci possono essere, poi magari fregarsene per inseguire i propri sogni, ma sapendo a cosa si può andare incontro.

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  11. Si ma come puoi sapere come lei filtra le sue esperienze? magari dal suo punto di vista lei attenta lo è stata. Questo voglio dire. “In qualita di buddista” per me nn vuol dire nulla. Non esiste nulla di “sbagliato”, ed essere buddista ha il valore aggiunto di aiutare a rendersene conto, e nemmeno sempre, perchè nn basta (come tu giustamente dici) darsi un’etichetta e fare daimoku a spizzichi e bocconi per entrare veramente in se stessi e capire il funzionamento delle cose. Il difficile è accettare che per ogni persona l’esperienza che fa è per lei occasione di vedere e prendere qualcosa in piu (occasione che puo benissimo scegliere di nn cogliere); farla rientrare in una categoria (anche in quella buddista) è solo un umanissimo limite mentale. Seppure si convenisse e sanzionasse che i “buddisti” sono tutti superficiali, puoi rimanerci male solo se ti attacchi ad una definizione. Per me rinunciare ad una categoria nn varrebbe una gran pena, finchè so come mettere in pratica quello che ho imparato. lasciar le persone libere di fare e di pensare senza sentirci feriti nel non vedere la nostra concezione rispettata è cosa difficile. Ma possibile.
    B

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  12. Hai ragione, è un mio limite: sono troppo rigido nel giudicare le altre persone, di certo più che nel giudicare me e i miei comportamenti. E’ vero che per conoscere le ragioni di Daniela dovrei parlarle di persona, però non posso dire di non essermi sentito toccato dal suo cadere dalle nuvole quando le parlavano di un’azienda che voleva prendere provvedimenti e cose simili.
    O se stava recitando ha tutta la mia stima :)

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  13. “Io” credo che a prescindere della religione a cui appartieni siamo “umani” con tutto quello che concerne …
    Ammonire, giudicare,non ci mette nella condizione di chiarire nessuna posizione religiosa…credo che la curiosità critica sia vincente in tutto quello che ci viene propinato a livello mediatico e non. Bisogna andare oltre ai fatti visibili, contestualizzare…Io pratico da poco ma la prima cosa che mi hanno trasmesso i compagni di fede buddisti è stato quello di nn giudicare perchè in ognuno di noi c’è un budda (la nostra parte illuminta), ogni persone è quello che è perchè ha un vissuto, una storia, bisogna conoscere l’antefatto per poter capire pienamente i fatti!!!

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