Possedimento Manichino Monte

“Temi il calore che proviene dal sole e le pioggie che vengono dal mare” gli diceva la balia quando ancora non si reggeva in piedi e adesso che era il signore dei possedimenti di famiglia, che per generazioni erano passati da padre in figlio e da figlio a nipote.

Scese dalla montagna da cui osservava la valle dove i suoi lavoranti si spaccavano la schiena quotidianamente, con il sole e con la pioggia, dall’alba al tramonto, a loro non era concesso seguire i consigli della sua balia. Loro, bestie, durante il giorno sembravano vivere solo per il lavoro, ma spesso durante la notte si abbandonavano a suoni, danze e colori che il signore temeva e odiava.

Si inoltrò tra le palme e la selva di schiene che voltandosi gli svelavano volti di uomini e donne che avevano provato più la frusta che il rispetto, bocche senza denti, cicatrici e i segni di una malnutrizione che contrastava con il rigoglio che la circondava.

Al centro di una radura, un camion già in moto aspettava un gesto o un cenno del capo che gli dicesse che era il momento di partire. Il signore sollevò lievemente il cappello con la mano e si avvicinò al portellone sul retro, si guardò intorno; era in mezzo alla giungla, a quelli che suo nonno considerava poco più che animali da prendere a fucilate e che avrebbero potuto sbranarlo se solo avessero voluto.

Allungò la mano e strappò una banana dai caschi sul camion, senza esitare la incise con il coltello e ne tagliò un pezzo. Nel portarla alla bocca si voltò verso gli occhi senza fondo che aspettavano. Poi sorrise.

Un uomo corse al camion e chiuse sbattendo il portellone, il camion cominciò a muoversi per consegnare il carico, gli uomini e le donne che fino ad allora erano stati in silenzio improvvisamente cominciarono ad urlare, a cantare e a ballare sul ritmo di mani e tamburi. L’uomo del monte aveva detto sì.

Nella notte, a casa, prese nota sui registri del carico di banane del giorno e poi, sul diario che teneva accanto al letto, sul comodino scrisse “Temi il calore che proviene dal sole e le piogge che vengono dal mare, ma ancor più temi il destino che ti fa essere un manichino a cui tirare i fili, temi la paura di cambiarlo perché ti mangia il cuore e ti rende bestia tra le bestie.”

P.s. Ovviamente manca qualcosa, qualcuno indovina?
P.p.s. Questo post sarebbe dovuto essere sul Post Jukebox, ma visto che erano parole e regole di Ola lo metto qui.

4 Comments

Leave a Comment.