L’ufficio accanto

Nell’ufficio accanto al mio c’è una stanza di sole donne, che costrette in un luogo angusto a digitare qualcosa sui loro computer passano la maggior parte del tempo a parlare, parlare, parlare. I muri di cartone fanno passare le voci e la qualità dell’audio è buona, a volte fin troppo alto il volume. La cosa non mi dispiace, a volte capita che sono in ufficio da solo e il chiacchiericcio di sottofondo è come sentire la radio, ogni tanto mettono anche la musica.

Gli argomenti trattati sono i più vari dalla torta della mamma alla religione, con risultati dei ragionamenti spesso dubbi e fuori dal mondo.

Il loro ufficio è pressappoco quadrato e a volte lo immagino come un buco nel quale introdurre delle strisce di carta sulle quali sono scritti argomenti e poi attenderne la risposta, un po’ come i vecchi calcolatori a schede perforate, solo che qui invece che leggere altre strisce di carte con dati improbabili bisognerebbe tendere l’orecchio ed ascoltare, senza dimenticare di prendere appunti.

Le signore della stanza a fianco non hanno molta fantasia e io avrei un po’ di argomenti da fargli sviscerare come loro sanno fare:

 – Il caso Fazio;
 – Hanno cambiato il bambino della kinder;
 – L’uso della vasellina.

Se vi chiedeste se hanno già parlato di dimensioni maschili, sappiate che la risposta è sì, ma non ho seguito il discorso, poichè ero impegnato su altro.

6 Comments

  1. Impegnato su altro con righello alla mano? ;P Cmq è vero, ho notato anke io ke hanno cambiato il bambino della kinder, secondo me quello di prima è morto x questo hanno tolto la foto.. cmq.. non rispondi mai ai miei commenti.. gentagliO!!! ;P

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  2. Mucio, fottiti a scndere un uicchend di questi che abbiamo in programma un’altra tavoliata alla taverna dei vincitori con gli altri poeti maledetti!!!

    Per sempre vostro: A.Rimbaud (Per gli amici Rimbò)

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