Il sogno del commissariato di polizia

Sono in un commissariato di polizia o qualcosa di simile, c’è un sacco di gente che va e viene, poliziotti seduti alle scrivanie che lavorano e discutono dei vari casi.

Arriva un poliziotto, porta fuori campo un travestito alto due metri, parrucca platino, mascella quadrata e cosce come quelle di Schwarzenegger in Conan il barbaro. Quando ritorna un collega gli chiede:

– E quella perché faceva storie?
– Dice che non posso arrestarla perché è la donna ancestrale.

[Guardo troppo Brooklyn 99]

Lavoro troppo

Stanotte ho sognato che mi sentivo davvero uno in gamba dopo aver eliminato tutte le connessioni di rete del mio computer, così era più veloce e reattivo. Poi mi sono accorto che così non potevo lavorare, allora dovevo ricreare almeno quella per la rete wireless, mentre lo facevo mi è venuto in mente che dovevo ricreare anche tutte le connessioni vpn con i clienti per i quali lavoro. Allora ho pensato che avevo fatto davvero una stronzata.

Il bagno è l’unico posto della casa dove puoi stare nudo

L’altra notte ho sognato che ero un giovane cinese che lavorava in un negozio di non so che e il proprietario era un cinese più anziano che mi insegnava il kung-fu o qualcosa del genere, ovviamente alla maniera di Karate Kid[1], rimettendo in ordine il negozio o cose del genere. Nel sogno ero andato a lavorare da lui, proprio con la speranza che mi insegnasse qualcosa di utile perché c’erano dei tipi che mi volevano picchiare o fare fuori.

Mentre sto sistemando il negozio arrivano i cattivi, che sono il capo, il suo braccio destro e la classica carne da macello tutta vestita di nero. Non mi ricordo come ma le comparse si fanno da parte, forse perché il maestro di kung-fu aveva tirato fuori una pistola a due canne o un fucile e magari ne aveva pure fatto fuori uno sparandogli in testa. Comunque a quanto pare devo affrontare prima il vice e poi il capo. Il vice ha la barba incolta ed è vestito tipo un mercenario sudamericano, con le cinture di proiettili per mitragliatore sulle spalle, il capo non so perché ma ha la faccia di Dennis Quaid ed in preparazione dello scontro ha una gonna a tubo rossa e una camicia a righe rosse e bianche, tipo cameriera di un fast-food.

Lo scontro è molto nebuloso, ricordo solo che ad un certo punto sono inginocchiato sul vice che è a terra supino e Dennis Quaid-cameriera mi inizia a prendermi a gomitate dietro la schiena, non potendo affrontarli entrambi contemporaneamente faccio l’unica cosa logica e con il ginocchio spezzo il collo di quello che mi sta sotto. A quel punto mi resta solo un problema (a parte farmi vedere da uno bravo), ma anche qui ricordo poco, a parte che il capo dei cattivi finisce contro una vetrine rompendola e tagliandosi la gola.

Poi mi sono svegliato e non riuscivo a riprendere sonno, così mi sono alzato e ho visto che era ancora presto, per fortuna avevo ancora sonno, non come la notte precedente, quando avevo passato due ore in cucina a leggere. Così sono andato in bagno, un po’ perché dovevo fare la pipì e un po’ perché il bagno è l’unico posto della casa dove puoi stare nudo quando il termometro esterno dice che sei sotto lo zero. Poi sono tornato a letto.

E ho sognato che ero su una macchina che correva e c’erano dei tipi che mi avevano preso in ostaggio e io volevo pure dirgli o dargli quello che volevano, non sono mai stato un tipo ostinato, nemmeno per formazione, nei libri che leggo o nei film che vedo il protagonista è sempre di quelli che cedono ancor prima che la tortura inizi, il problema era che quelli non mi dicevano cosa volevano. Così la macchina corre, finché non vediamo un incidente con altre macchine che si scontrano e gente a pezzi e cose simili che volano via dai finestrini.

Poi mi sono svegliato di nuovo. Dicevo cose simili, perché nel sogno la testa di qualcuno che abbandonava il legittimo corpo e terminava sull’asfalto a guardarla meglio era la testa di un manichino, di quelli bianchi di polistirolo, ed è la seconda volta, mi rendo conto, che, nei sogni, sostituisco manichini a gente che muore. Sarà che sono figlio di una tv ormai satura di effetti speciali.

[1] All’inizio era Karate kid e tutti volevamo andare dal maestro Miyagi, poi con gli anni abbiamo scoperto Bruce Lee e il kung-fu ci è sembrato decisamente meglio. Infatti il prossimo remake di Karate Kid si chiamerà Kung Fu Kid, con Jackie Chan e il figlio di Will Smith

Sul balcone della nonna

Il vantaggio di comprare i boxer in un negozio serio è che puoi uscire sul balcone in mutande e nessuno se ne accorgerà.

L’altra cosa che faccio sul balcone di mia nonna è riempirmi gli occhi della strada e del quartiere dove sono cresciuto (infatti ora torno fuori) e il mio cervello ne approfitta per memorizzare immagini che riutilizzerà in sogni improbabili, come quello in cui anche Obama era costretto a parcheggiare in doppia fila.