In ufficio, quindici minuti di ritardo

In ufficio, quindici minuti di ritardo

Ogni mattina, sul mio account di Twitter, segno che sono arrivato in ufficio, più che altro, come sa chi mi segue, segno il ritardo con cui arrivo. All’inizio lo facevo per avere qualcosa in più da scrivere su Twitter, dopo la sbornia di utilizzo dei primi giorni, poi è diventata un’abitudine e ci sono giorni che resta l’unica cosa che scrivo su Twitter.

Da quanto uso Friendfeed e Facebook la notifica di Twitter viene girata anche su questi due servizi, la cosa ha dato luogo ad un florilegio di commenti, sfottò, incoraggiamenti e rimproveri che mi divertono molto. Come probabilmente si divertono quelli che tengono una statistica dei miei ritardi e cercano di capire come io faccia a non venire licenziato. Più che altro sono ragionevolmente sicuro che i miei datori di lavoro non usino nessuno dei siti di cui sopra.

Da qualche giorno però i miei ritardi si sono ridotti, arrivando a cinque minuti l’altro giorno; questo, insieme al fatto che Google mi abbia sbloccato per qualche strano motivo l’account di Adsense, mi fa pensare ad una fase nuova della mia vita.

Il segreto del mio successo? in realtà sono due, nella mia nuova camera ho un televisore lcd di LG, che tra le tante funzione ha anche quella di sveglia, così alle sette di mattina vengo bruscamente risvegliato dalla voce del giornalista del TG1 che mi racconta i mali del mondo ad un volume sei volte più alto del necessario nel silenzio della mia camera, dopo di che per restare sveglio guardo i cartoni su Rai Due, finché non riesco a capire qualcosa della trama, di solito a quel punto Lilo ha già ceduto l’esperimento per salvare Stitch.

Il secondo segreto è che Ola mi ha detto che le piaccio di più quando arrivo presto. Mirabile dictu.

Così, quando vedo che si avvicinano le otto e mezza, cerco di sbrigarmi a fare tutto e penso di essere l’ultimo dei romantici.