Quattro tartarughe per difendere la terra

Una volta un tipo che conoscevo si era messo in testa di allevare quattro tartarughe ninja, allora andò al negozio e le comprò e comprò anche un topo, come maestro.

La prima subito si mangiò il topo, all’inizio il tipo ci rimase molto male, ma poi pensò che questo significava che la tartaruga era più forte del topo e la promosse a maestro ninja. La mise in un posto separato dalle altre per farla meditare come secondo lui facevano tutti i maestri di arti marziali, dopo tre settimane che quella tartaruga era immobile si rese conto che era in meditazione ma morta di non so cosa.

La seconda gli cadde giù dal terrazzo durante un qualche esercizio di agilità ninja. E dal sesto piano hai poche possibilità, anche se sei ninja.

Un giorno poi trovò le due superstiti una sull’altra, a quanto pareva una delle due era femmina ed era arrivata la stagione dell’accoppiamento. Non ci pensò due volte e riportò la femmina al negozio dove l’aveva presa.

Infine si rese conto che per avere delle tartarughe ninja non puoi semplicemente prendere delle tartarughe e insegnargli il karate, ma hai bisogno di un qualche liquido mutogeno. Così prese tutto quello che aveva in casa e cominciò a giocare al piccolo chimico nella vasca da bagno, candeggina, lacca per capelli, profumi, last al limone, tutto. Peccato che il bagno fosse un po’ piccolo.

Oggi sono tre anni che è morto per le esalazioni di quella vasca. Volevo scrivere questo perché penso che anche i cretini vadano in qualche modo ricordati. Una tartaruga ninja, dio santo, e poi magari avrei anche dovuto mangiare la pizza con l’ananas.

Gente che si adotta da sola

– Quando andiamo a Salerno possiamo andare in un posto che si chiama La Divina Commedia dove si mangia…
– Ma io voglio andare a mangiare la pizza da Carminuccio.
– Sì, ma
– E poi anche a mangiare un calzone.
– …

(p.s. anche se non siete di Salerno, dovreste andare a mangiare la pizza da Carminuccio o un calzone appena fritto da Sabatino, sotto alle scalette)

Seconda settimana di corso

vespa

Metto la foto di una vespa parcheggiata non lontano dall’ufficio per non rimettere di nuovo un computer smorto, tanto alla fin fine la schermata mostrata sarebbe stata poco diversa. Questa settimana ho prenotato per Barcellona e sono stato presentato ai colleghi.

Più che prenotare in realtà ho semplicemente compilato un modulo sulla intranet aziendale, poi qualcuna delle ragazze delle risorse umane mi prenoterà il volo, quando avrò finito e passato questo corso, e dirà all’Hilton di Barcellona che anche per il nuovo consulente italiano assunto a Varsavia servono lenzuola pulite e asciugamani profumati per quando uscirà dalla piscina.

Ma non sono tutte rose e fiori, non avrò una singola, ma dovrò dividere la camera con qualcuno e dovevo sceglierlo nel modulo online. Non conoscendo quasi nessuno in azienda e non avendoci comunque confidenza, ho fatto a modo mio, mi sono aperto la lista e ho cercato tra i colleghi quelli con i nomi più belli.

Ho una collega che si chiama Mamta, credo che sia un nome femminile, ma anche se fosse maschile dev’essere fantastico lo stesso: “Ciao Mamta tutto bene?”, “Capo ti ha cercato Mamta”, “Chi è stato? E’ stata Mamta!” I colleghi italiani del corso mi hanno chiesto come mai non ho scelto Mamta, gli ho detto che, oltre perché gli sarei scoppiato a ridere in faccia, era anche per una questione di rispetto, ancora ancora fosse stata soreta.

Così ho ripiegato su un collega che si chiama Jesus, così la mattina posso dirgli “Svegliati Gesù che i discepoli ti aspettano” oppure la sera possiamo andare a mangiare pesce senza problemi per la nota spese. Spero tanto che Gesù non si faccia pregare o che non faccia il Giuda.

Per quanto riguarda l’essere presentato ai colleghi, il mio team leader che sta a Barcellona ha scritto queste due righe, dopo aver letto il mio curriculum:

Francesco has graduated from Università degli Studi di Salerno (Master degree). Francesco has also 7 years of work experience in various companies – as data warehouse analyst, developer, PL/SQL and Oracle forms developer. He also had episode with checking of Italian translations of video games.

Devo dire che ha il dono della sitesi, ma soprattutto mi pare strano che ci sia gente che mi prende sul serio, ancora più strano mi sembra il fatto che io certe cose le sappia fare davvero o quasi.

Intanto ho fatto anche la prima riunione in azienda, con una ragazza che raccontava ai colleghi il progetto sul quale stava lavorando in Svizzera. Nemmeno si è presentata che sono arrivate le pizze, polacche ma tant’è, poi molti la interrompevano, si sfottevano, facevano battutine. E dire che quando lavoravo nell’azienda di videogiochi i colleghi polacchi erano per lo più silenti e immobili. Chi li capisce.

Finisco di corsa questo post e vado a letto, sono in ritardo con la tabella di marcia, ormai è finita anche la terza settimana di corso. Comunque il secondo esame l’ho passato di nuovo con 94, giusto a conferma.