Metro 34st

Metro 34th

Non si devono avere molti motivi per innamorarsi di una città, come di una donna, come si possono trovare mille motivi per cui non esserne innamorati, come per una donna.

La metro di New York mi è sembrata sporca, claustrofobia e un degradata, se ci vai tardi ci trovi la gente che ci dorme, se ci vai prima trovi i ragazzini ispanici, finché non razionalizzi che New York è tra le grandi città americane quella con il numero minore di reati, pensi che da un momento all’altro qualcuno ti chiederà dei soldi, qualcuno ti pugnalerà alle spalle mentre un terzo ti vomiterà sulle scarpe.

Insomma a confronto perfino la metro di Milano ci fa bella figura.

Menzione d’onore, tra i personaggi che vi si incontrano, a quelli che canticchiano le canzoni che stanno sentendo, di solito si vedono di sera e non sai mai se siano ubriachi o solo cretini.

(foto originale Metro 34th di francescomucio)

Terzo mondo o sentirsi dei mongoli

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Ho passato gli ultimi quaranta minuti cercando di capire come arrivare dall’aeroporto LaGuardia al mio albergo tra Broadway e la trentunesima e stavo diventando scemo, tra autobus, navette, metro e un’ossessiva pubblicità di risciò elettrici che continuava a ricomparire ovunque.

Finché cercando la stazione più vicina su Google Maps non mi è venuto in mente di provare a vedere il percorso da fare a piedi, giusto per e mi sono accorto, lo sapevo ma non ci avevo proprio pensato, che in molte città americane c’è il servizio di Google per il calcolo dei percorsi con i mezzi pubblici. Con la possibilità di specificare anche l’orario di partenza o di arrivo.

Se cliccate qui o sull’immagine la potrete vedere più grande. Qui invece il link a Google Maps dove potete giocare un po’ anche voi a controllare come arrivare da Central Park alla Statua della libertà.