Il pericolo è il mio disgelo

Voi che siete gente mediterranea(1) non lo sapete, ma quando fa molto freddo di solito non nevica. Questo vuol dire che malgrado uscire di casa a maniche corte sia controindicato, facendo un po’ di attenzione potete arrivare in ufficio con le scarpe asciutte(2). Oggi invece la temperatura era di nuovo vicina allo zero, così ha ripreso a nevicare senza parsimonia. E la città è tornata ad essere bianca.

Questo è molto bello per l’occhio del turista che vede le strade attraverso la vetrina del KFC dove regala al pil polacco quello che ha guadagnato oltrecortina, un po’ meno per chi, come me, va al lavoro quotidie. Già perché la neve ghiacciata ha le sue controindicazioni estetiche, tipo che restano per giorni visibili macchie gialle e ricordi solidi dei fedeli compagni di uomini e donne che mai troppo presto schiantano, ma perlomeno restano appunto visibili. La neve fresca invece obbliga l’occhio ad essere vigile e la mente a giocare a memory. Non un grande affare, perché se sbagli, bé se sbagli ti porti dietro il tuo bel ghiacciolo marrone che scongelerà poi inopportunamente.

Altra cosa importante da sapere quando ci si muove in ambienti che fino a ieri erano più accoglienti del congelatore domestico è che occorre fare molta attenzione agli edifici cittadini, perché molti di loro saranno stati ornati nei giorni precedenti da stalattiti di ghiaccio con la pericolosa tendenza a precipitare sui passanti sottostanti non appena il termometro tenta una ripida risalita. Insomma, o genti che di li passeranno, statevi attenti.

Spesso per evitare subitanee dipartite o lesioni permanenti a chi non si attende che supposte congelate cadano dall’alto dei cieli, gli addetti alla manutenzione del condominio o dell’edificio pubblico appongono tutto intorno al periglioso perimetro dei nastri rossi e bianchi universalmente riconosciuti come segno di invalicabile confine oppure salgono sul tetto e con una ramazza che già vide tempi migliori spezzano il ghiaccio e lo gettano di sotto urlando, a fin di bene, inutile dirlo, vituperi a danno delle altrui madri, figlie o fidanzate.

E’ un ruolo importante quello che svolgono suddetti manutentori negli equilibri della mobilità di una città piena di neve. Si dà il caso infatti che è molto semplice riconoscere un buon condominio da uno un po’ più sfigato.

Faccio per dire, gli inquilini del palazzo che fronteggia il mio sono persone fortunate, anche di notte, con tempo inclemente, ho visto un omino spazzare via la neve tutto intorno, così che, fino alla fine del marciapiede, alle obbligatorie strisce pedonali(3), sempre hanno la possibilità di passeggiare fischiettando senza tema di bagnarsi le scarpe o, al peggio, scivolare a suolo rischiando l’integrità del coccige. Io invece, povero calimero, ho da fare salti e acrobazie circensi con l’unico risultato di contribuire a innalzare il livello di acqua e fango sul trasporto pubblico varsaviano. E’ una cosa da tener ben presente quando si va per acquistar casa da queste parti.

Bene, detto questo non mi resta che porgervi il mio saluto con una mano che finalmente può agitarsi libera e priva di guanto nell’aria ormai scaldata da quelli che paiono essere gli indizi di un’estate torrida ma quanto mai imminente.

1. E finché mi ostinerò a scrivere in italiano la cosa resterà tale.
2. C’è sempre la contropartita che se calpestate uno sputo rischiate di finire gambe all’aria, ma con un po’ d’attenzione ce la si può fare.
3. Pena multa e non scherzo.

Sondaggio estivo

Potendo scegliere cosa preferireste:

a) Un mese di freddo intenso, tipo meno dieci o più e un’estate che si mantiene intorno ai 24-27 gradi senza afa.
b) Un inverno mite e tre mesi estivi umidi e con il termometro che è sempre intorno ai 30 o più.

Ah, sì, ciao da Varsavia

Secondo primo giorno di lavoro a Varsavia

Warsaw 5 Janury 2009

Prima di tutto fa freddo e il termometro fuori alla finestra della cucina lo conferma, stamattina alle sette erano meno dodici, a Salerno ho lasciato dodici gradi, proprio quelli che mancano qui. Aggiungo solo che sono molto contento di avere il termometro fuori alla finestra della cucina, è la mia prima casa a Varsavia che ha il termometro alla finestra e l’avevo sempre desiderato, questa piccola gioia ha scaldato il mio cuore nel gelo del mattino: che poi qui fino alle sette e mezza non abbiamo visto nemmeno una parvenza di alba.

E’ importante coprirsi bene, così ho potuto rimettere il giubbotto Murphy & Nye che sembra quello che avevo al liceo, i guanti imbottiti che mi fanno sembrare le mani quelle di un orsacchiotto di peluche e lo sciarpone di lana pesante che in Italia potevo indossare al posto del cappotto, in più ho un vecchio cappello del fratello di Ola che spero di sostituire con qualcosa di meglio, anche un secchiello per il mare.

Così bardato sono uscito in strada e subito ho capito perché i polacchi fanno sempre le strade previste per loro, ad esempio passano sempre sul marciapiede e non tagliano mai per i giardinetti o i parcheggi, d’estate è facile, ma con la neve e il ghiaccio rischiate di cappottarvi alla prima scorciatoia furba che pensate di fare. Comunque per quanto in equilibrio instabile pensavo per lo meno di essere al caldo, invece l’inverno di Polonia ha saputo farsi strada passando da sotto, nel giro di pochi metri avevo tanto freddo tra le gambe che sembravo una di quelle che hanno un blog erotico su splinder.

Altre cose notabili che tra qualche giorno lo saranno meno: cristalli di neve visibili ad occhio nudo che si posavano un po’ ovunque, la Vistola con un po’ di lastre di ghiaccio, io che arrivo in ufficio con meno di mezz’ora di ritardo.

(foto originale Warsaw 5 Janury 2009 di francescomucio)