I racconti del signor Tonino

Il signor Tonino mi ha raccontato un sacco di cose mentre eravamo in fila per i controlli di sicurezza e mentre aspettavamo l’imbarco qualche settimana fa, tralascio le cose personali e che a voi poco importano, le storie sono queste:

Durante la guerra al suo paese dei marocchini, così lui li chiamava, soldati africani parte dell’esercito francese, catturarono tre soldati tedeschi, li portarono sul sagrato della chiesa e cominciarono a danzargli attorno urlando che gli avrebbero tagliato i pendagli per metterglieli alle orecchie. I tedeschi erano terrorizzati e fecero una gran pena al signor Tonino e a chi era con lui, che andarono subito ad avvisare i soldati francesi, i quali appena saputa la cosa presero in consegna i tedeschi e riempirono i frustate i marocchini che, a detta loro, erano carne da cannone.

Il signor Tonino fu mandato a studiare in seminario, per diventare prete, e in seminario fanno (o almeno facevano, non so ora) mettere la tonaca anche ai ragazzini, però si sa che i ragazzini sono come i topi, dieci minuti senza gatto e subito cominciano a ballare, in particolare quei topi giocavano ad acchiapparello. Il signor Tonino per essere meno impacciato dalla tonaca se la alzò alle ginocchia. Nel mentre tornò chi doveva sorvegliarli e quando vide la tonaca sollevata rimproverò il signor Tonino dicendogli che quello era un abito sacro e andava rispettato. Il povero signor Tonino rimase molto mortificato, come se gli avessero dato una coltellata, mi ha detto, e da allora quell’abito gli diventò odioso perché, mi ha detto pure, “a me mi piace la libertà”.

P.s. il signor Tonino ha 82 anni e va ancora in giro da solo in aereo e in auto.

Alla guerra con Google maps


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Io la penso come il soldato tedesco del ciclo di Invasione, quando sono costretti a chiedere da mangiare ai Russi e con le poche parole di russo che sa si conquista la simpatia dei contadini dicendo “la guerra è merda”. Ora potete pensare quello che volete, potete avercela con i georgiani, con i russi, con gli Stati Uniti, con i capitalisti, con i comunisti, con i preti e con chi cavolo volete voi. Fatto sta che per colpa di qualche testa di cazzo c’è gente che muore e gente che deve piangere i propri morti, ci sono delle città bombardate e persone che si sparano l’un l’altra.

Visto che internet ci permette di parlare senza problemi con l’amico in Giappone, con l’amichetta americana incontrata su Facebook, con il compagno delle medie che non vediamo da una vita, rendendo il mondo più piccolo, sia in termini di spazio sia in termini di tempo, allora datevi un po’ un’occhiata alla Georgia con Google Maps.

La Georgia è uno di quegli stati che su Google non hanno le strade segnate, potete vedere le foto dal satellite, ma non potete sapere se c’è una strada che da Tbilisi arriva a casa vostra. Però potete dare un’occhiata alle foto della Georgia e leggere qualche articolo di Wikipedia, giusto per rendervi conto che, quale che sia lo scopo di questa guerra, non ne vale la pena o se già in cuor vostro eravate consapevoli di questo, bene, allora questo post serve solo a farvi ancora un po’ più male.

Vi basta cliccare qui.

Guerre domestiche

Caro signor Putin,

per favore dì ai soldati russi di smettere di attaccare la Georgia, altrimenti mi viene difficile difendere il tuo paese quando la mia fidanzata polacca difende la Georgia, fai un atto di buona volontà e dammi una mano. Poi quando ci sentiamo al telefono mi devi raccontare quali cazzate ti ha detto Berlusconi.

Ciao e Grazie.

P.s. qualcuno me la traduce in russo?