Dialoghi del cugino

– Ciao.
– Ciao.

Versione di lui: sono andato con mio cugino in un locale a bere la vodka, lì c’erano due ragazze, quando quella più brutta è andata in bagno ho guardato l’altra che mi ha detto una cosa che non ho capito, allora le ho detto “ciao” e anche lei “ciao” e poi eccetera eccetera. Te lo giuro era troppo bona.

Versione di lei: ero con Asia da Perx e ci si sono seduti vicino questi italiani, quello brutto era con la ragazza, che era polacca, l’altro era molto carino, poi Asia è andata in bagno e lui mi guardava. Allora ho detto qualcosa in inglese, ma lui non ha capito, però mi ha detto “ciao”, anche io ho detto “ciao” e poi eccetera eccetera. Era tutto vestito firmato.

Lui potrà raccontare agli amici che è stato con una polacca, lei che è andata con un italiano.

Dieci minuti dopo eravamo a prendere vodka al miele nel locale accanto.

Hanno bocciato mio cugino

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La cosa ha sorpreso un po’ tutti, visto che a questo giro non l’hanno ammesso all’esame di stato. Già in passato aveva dato prova di amore per lo studio facendosi bocciare due volte, ma vivo apprezzamento gli si può tributare per il fatto di non essersi arreso e di aver continuato a perseverare e non ha ripiegato su un ragioneria, un istituto tecnico o magari un alberghiero.

Ad un ragazzo giovane ed inesperto, anche ormai punta ai venti senza problemi, il latino e la filosofia potranno anche sembrare materie fuori dal mondo, più facile capire se il capello con il gel sta su bene o se la camicia di Dolce, ma anche di Gabbana, stia più o meno bene con i nuovi pantaloni Armani Jeans. Ecco, al momento potrebbe fare il ragazzo del barbiere o il commesso alla Benetton, se non fosse che quei posti ormai tutti occupati dai laureati in scienze della comunicazione, sociologia e scienze politiche, ma credo che con la testa dura di mio cugino potrebbe anche farce a spuntarla, d’altra parte Salerno è sempre piena di bar. (Avvertimento per il cugino: si dice che tutti ‘sti bar a Salerno in realtà servano a riciclare il denaro della camorra, tu sta attento, fai il caffé e fai poco il cretino.)

A proposito del buon gusto nel vestire di mio cugino, voglio segnalare che l’ultima volta che sono stato giù, l’ho visto uscire la sera con un suo pari grado in fatto di eleganza, stessa camicia bianca attillata, stessi pantaloni, ma ad uno la sfumatura era sul rosa, all’altro virava sul lilla. E andavano in giro in coppia, come i… ma parliamo d’altro.

A merito di mio cugino va detto che non è uno che sta con le mani in mano, con un amico hanno messo su il business delle foto degli annuari scolastici, vanno nelle classi, anche di altre scuole, fanno le foto, conoscono le ragazze e prendono i soldi. E’ imprenditore di se stesso mio cugino, sempre pronto a rispondere alle richieste di questa o quella scuola, tranne che alla sua. Se sapesse l’inglese, potrebbe anche pensare di emigrare in cerca di fortuna, purtroppo non lo sa e quando va a Milano è tipo Totò e Peppino. E poi un poco si caca pure sotto, ma quelli sono i giovani d’oggi così.

Altra cosa positiva di mio cugino è che è un bravo ragazzo, nel senso che è buono e se fa qualcosa di male la fa perché è cretino, non perché è cattivo. E finché sei piccolo/giovane certe cose te le perdonano, ma quando inizi a crescere, tipo che hai 2X anni, la gente ti guarda un po’ diversamente, anzi quando può te lo mette a quel posto, non per cattiveria o perché gli piaci, ma perché così va il mondo, non sei più nella culletta con il papà che da la carica alla casina delle api e la mamma che è pronta con il ciuccio, no, no, quelli la casina delle api te la sbattono in testa, ti mettono nella culletta e di buttano nella scesa di via Salvatore Calenda e cominciano a ridere.

Un’altra qualità positiva di mio cugino è che non sa dire una frase senza usare almeno una parolaccia, è una cosa bella, perché ti qualifica come paroliere degno di ogni onore. Il problema nasce quando poi si trova in situazioni delicate o che vogliono esserlo, tipo con la ragazza, io non riesco ad immaginare cosa può dirle quando sono soli, nell’intimità poi, ma non credo che ci possa essere intimità stare insieme ad una persona che non riesce a parlare senza urlare.

Al matrimonio di un cugino comune, mio cugino vuole fare i complimenti al pianista della serata, sulla cantante i giudizi erano più ovvi, così mi fa “però, ‘o sape suna’ ‘o piano, stu strunz’!”

Detto questo, spero che proviate per mio cugino un minimo di simpatia e comprensione che merita. certo non voglio entrare nel merito della decisione dei suoi insegnanti, perché non è il mio compito e penso che anche loro avrebbero preferito toglierselo d’avanti piuttosto che rivederlo (quando sarà in classe) ancora per un anno, anzi per aiutarvi a comprendere meglio anche il sentimento dei suoi professori voglio solo dirvi che lo zaino nella foto in alto è quello con cui mio cugino è andato a scuola nell’ultimo periodo. Voi al posto loro che avreste fatto?