La mia collega di Galline in fuga

La mia collega che sta due scrivanie più in là questo fine settimana è partita per un progetto negli Stati Uniti, così per il prossimo mese l’ufficio perderà parte della sua meraviglia.

Questa mia collega non è figa, non è di quelle che hanno due metri di stacco di coscia o di quelle con la faccetta di porcellana, né di quelle che ti salutano sempre o stanno lì a chiederti come stai, a farti la battutina o cose del genere: detta così sembra che il mio ufficio sia pieno di ex modelle che non c’hanno altro da fare che importunarmi nei corridoi, purtroppo no.

Questa mia collega sta due scrivanie più in là e di solito nemmeno la vedo visto che ho di fronte una parete divisoria dove attacco frasi stupide, ogni tanto la sento che chiacchiera con l’amichetta sua, un’altra collega che fanno tazz’e cucchiara, come si dice dalle mie parti, che vuol dire più o meno che vanno sempre in coppia a prendersi il tè, si scrivono in chat anche se sono ad un metro di distanza e escono insieme anche fuori da orari d’ufficio. L’altra settimana che eravamo alla convention aziendale parlavano scrivendo su un block notes che nasceva per prendere appunti. Oggi che una è partita l’altra ha una sciarpa al collo, che sembra tanto una coperta di Linus.

La mia collega che è partita ha gli occhi grandi, non tipo i Simpson, più come i personaggi di Galline in fuga a metà tra lo spaventato e lo stupito. E io, quando passo e vedo che ha quel’espressione trasognata, penso sempre che dietro ai soliti report, che non fanno quello che devono, o ad un intelligence server che si rifiuta di essere tale ci dev’essere qualcosa che non vedo ma che dev’essere davvero incredibile.

Bisogna di una ragazza?

Bisogna di una ragazza

A chi si rivolge questo annuncio su Facebook? non lo so, ma di certo si rivolge in maniera molto cortese dandoci del lei, poi la forma, per la verità assai desueta, “bisogna” è segno di una qual discrezione che sicuramente i più timidi o quelli che sono alle prime armi con il mezzo internet apprezzeranno.

E non ci troviamo nemmeno di fronte ad un volgare mercimonio di donzelle, magari costrette dalla sorte a rinunciare alla loro virtù, non mi stanno proponendo una maggiorata vogliosa, sempre calda e bagnata, maestra di massaggio tailandese, di pratiche di origine biblica e con il pratico labbro salvagoccia.

No, mi stanno chiedendo se io necessito di una ragazza, un essere umano di sesso femminile per sublimare i miei bisogni, se ho bisogno di una ragazza con cui discutere di filosofia, se mi serve una donna che comprenda i miei scoramenti e mi consoli, se mi serve qualcuna che nelle fredde e solitarie notti milanesi mi stia accanto e tenga per mano. In questo momento non mi serve, ma forse domani potrei cliccare e dire sì.

Allora anche io probabilmente sarò uno di quelli che cercha e collega con una bella ragazza, perché nella vita non si può mai dare niente per scontato e bisogna sempre mantenere la mente sveglia, perché quando c’è da cerchare e collegare con lei, bisogna farlo proprio adesso, non puoi rimandare. Soprattutto se è la donna dei tuoi sogni, e tu ne bisogna.

(volevo creare il gruppo su Facebook per diventarne fan, ma purtroppo mi hanno preceduto.

Update: invece qualcuno ha scritto un post serio sull’argomento)