Sono lontano, sono solo e immerso nel buio

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Che poi l’orario peggiore comincia verso quest’ora, quando fa buio e tutte le persone con cui potresti parlare dormono e stare in America diventa ancora più strano: con tutti i negozi e i fast food che chiudono e le strade che diventano deserte, le macchine, lo sai, ora sono tutte parcheggiate sui vialetti avanti casa, le luci si spengono e gli unici segni di vita sono il tipo che sta facendo la benzina e la ragazza che passa lo straccio dentro un Pizza Hut di periferia, in un posto dove la periferia inizia appena dopo il centro e si estende per cinquanta chilometri.

Sembra quasi di essere soli al centro dell’universo, se mi succedesse qualcosa non ci sarebbe nessuno che potrebbe venirmi ad aiutare, non basterebbe correre per arrivare, ci vuole tempo, un tempo non accorciabile in nessun modo. Sono lontano, sono solo e immerso nel buio. Sono su un altro pianeta.

In un cielo nero senza stelle,
dove ogni ombra diventa una paura.

(foto originale untitled di francescomucio)

Quella è gente in gamba, gente che la notte dorme

Quella è gente in gamba, gente che la notte dorme. Non come voi che state lì a perder tempo, con una penna in mano, con la schiena masticata da cimici invisibili, con il senso di colpa perché non avete lavato i denti o peggio. Voi sono le due e non dormite, occhi spalancati e corpo in folle, coi che poco prima, sotto la doccia eravate preda del panico e vi spaventavate di ogni rumore e chiudevate l’acqua e cercavate di restare immobili mentre il cuore vi sobbalzava in petto ad ogni movimento della tenda. Non siete voi quelli adatti al mondo, non voi con le vostre giustificazioni, la stanchezza, lo stress, la mancanza di una connessione ad internet e nemmeno voi e le vostre consolazioni, tanto non c’è nessuno, posso usare l’asciugamano, tanto se mi deve uccidere ci metterà poco e la morte non sarà lunga. E dire che l’avevate sempre immaginato buio e nero, invece eravate immersi nel bianco, tra le mattonelle e la tenda della doccia.