I racconti del signor Tonino

Il signor Tonino mi ha raccontato un sacco di cose mentre eravamo in fila per i controlli di sicurezza e mentre aspettavamo l’imbarco qualche settimana fa, tralascio le cose personali e che a voi poco importano, le storie sono queste:

Durante la guerra al suo paese dei marocchini, così lui li chiamava, soldati africani parte dell’esercito francese, catturarono tre soldati tedeschi, li portarono sul sagrato della chiesa e cominciarono a danzargli attorno urlando che gli avrebbero tagliato i pendagli per metterglieli alle orecchie. I tedeschi erano terrorizzati e fecero una gran pena al signor Tonino e a chi era con lui, che andarono subito ad avvisare i soldati francesi, i quali appena saputa la cosa presero in consegna i tedeschi e riempirono i frustate i marocchini che, a detta loro, erano carne da cannone.

Il signor Tonino fu mandato a studiare in seminario, per diventare prete, e in seminario fanno (o almeno facevano, non so ora) mettere la tonaca anche ai ragazzini, però si sa che i ragazzini sono come i topi, dieci minuti senza gatto e subito cominciano a ballare, in particolare quei topi giocavano ad acchiapparello. Il signor Tonino per essere meno impacciato dalla tonaca se la alzò alle ginocchia. Nel mentre tornò chi doveva sorvegliarli e quando vide la tonaca sollevata rimproverò il signor Tonino dicendogli che quello era un abito sacro e andava rispettato. Il povero signor Tonino rimase molto mortificato, come se gli avessero dato una coltellata, mi ha detto, e da allora quell’abito gli diventò odioso perché, mi ha detto pure, “a me mi piace la libertà”.

P.s. il signor Tonino ha 82 anni e va ancora in giro da solo in aereo e in auto.

Storie col mal di testa

[Filippo e Gloria]

Filippo incontra Gloria sotto ai portici di piazza Maggiore e le chiede se anche lei stia andando alla Feltrinelli. ‘Spiacente caro’ risponde lei ‘non ho alcuna intenzione di frequentarti al di fuori delle ripetizioni di matematica’.

Filippo dopo tre giorni muore.

[Pensiero sulla scrittura]

Esistono metodi per migliorare la propria scrittura, come lo scrivere in stampatello. Ma tutti sanno che scrivere in stampatello è come fare l’amore con la preside delle superiori.

[L’uomo con una scusa]

L’uomo con una scusa era sull’autobus strapieno, pigiato nella calca aveva ben poco spazio per respirare. Poichè aveva una scusa, e lui sapeva che era uno di quelle buone, stava solo pensando a come usarla, avrebbe potuto sedersi sul primo posto libero o avrebbe potuto tirare fuori dalla valigetta che racava seco una mitraglietta d’ordinanza, posto che ne avesse una, e fare una strage di civili innocenti, colpevoli solo di rubargli l’aria fresca e pestargli talvolta i piedi, attività fastidiose ma non ancora penalmente perseguibili in molti paesi. L’uomo pensava però che avrebbe potuto fare di meglio, voleva conservarsi la sua scusa per una momento migliore, magari per avere ragione, per una volta, con sua moglie o per dare uno schiaffo morale al suo capo, o magari nemmeno troppo morale.

L’uomo con una scusa avrebbe aspettato ancora un po’ e sarebbe sceso alla fermata sbagliata.