I ratti

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I ratti sognano di notte,
sognano di arrampicarsi lungo i muri,
di saltellare silenziosi tra i tetti,
di rompere i barattoli di marmellata,
di muoversi furtivi tra le lenzuola pulite,
di camminare sui capelli della gente,
di rosicchiare le guance dei neonati,
di non incontrare mai il veleno
che gli scioglierà le viscere
finendo tremando ad annaspare
nel proprio sangue.

(foto originale di giggie larue)

Coniglio

Ed è così che alla fine ti tocca morire,
ottuso, tremante, stai lì fermo
ad aspettare la lama del carnefice,
il coltello del macellaio o della contadina.
Se potessi cosa faresti? scappare non sai,
sordo alla vendetta che non trova spazio
nella tua vuota testa che non cerca salvezza,
cieco sei davanti alla morte.

Non lo fissate, dicono certe vecchie,
l’odio muto del coniglio può far impazzire.
Ed io so che è vero.
Perchè, mentre ti guardo, vedo me
e tu vedi me e le mie orecchie tremano
e la tua lama verticale è sempre più vicina.