Ultimo giorno

Oggi finisco a Milano, poi torno a Varsavia, poi vado in America e visto che ho una nipote divento uno zio d’America. Apro una parentesi, io non ho mai avuto uno zio d’America, cioè uno che vive in America ed è ricco sfondato e ti regala una Cadillac o una barca di soldi o anche una versione americana del Monopoli, mia madre aveva uno zio in America, ma era uno zio povero, così povero che gli avevano dovuto pagare il biglietto per tornare in Italia, poi l’Italia non era piaciuto ed se n’era tornato, ma non era un’America vera, era l’Argentina, un’America un po’ di serie B. A me, invece, mandano negli Stati Uniti, sarò uno zio d’America serio, anche se solo pro tempore.

Ma parliamo di oggi, anzi no di domani, domani non mi mancherà nulla di qui. E questo credo sia più che sufficiente. Non vedo l’ora di andare. Stamattina ho fatto la valigia, ho infilato a forza tutto tra trolley e zaino e ora uso il computer senza caricabatterie perché è sepolto sotto i panni da lavare, una maglia di cotone e qualche libro. Sinceramente non c’ho voglia di aprire e cercare. Vorrei solo poter andar via alle undici, invece che dover aspettare le tre.

Sono talmente disinteressato a quello che mi circonda, che solo mentre iniziavo a scrivere mi sono reso perfettamente conto che sono in ufficio con una camicia rosa.

Errore Street View di Google Maps a Milano

via Anna Kuliscioff 32, Milano

Stavo leggendo che Google Maps aveva aggiunto nuove immagini a quelle di Street View, delle zone periferiche di Milano, con il suo hinterland, così mi è venuto in mente di mettere qualche foto della zona in un documento per chi mi sostituirà dove lavoro adesso. Così sono andato in via Kuliscioff, che vedete in foto e ho provato a raggiungere il portone sulla destra dopo le strisce pedonali.

E il risultato diventa inspiegabilmente questo (cliccate pure sulle foto per ingrandirle):

via Anna Kuliscioff 34, Milano

Se volete provare anche voi, o se volete controllare se hanno sistemato la cosa, vi basta cliccare qui e poi sulla freccia che va in avanti.

A passeggio di mattina

Oggi mentre camminavo per strada e, poi, scendevo in metro vedevo che la gente mi guardava, mi guardava e sorrideva. Alla prima bella ragazza pensi che è dovuto al fatto che sei bello, alla seconda pensi che sia il tuo innato fascino magnetico, alla signora impellicciata pensi che sia la tua prorompente carica erotica, a quella più in là con gli anni pensi che è che sei ancora giovane e aitante. E’ quando ti guardano così anche gli uomini che pensi che hai la patta aperta.

Odio mediterraneo

Odio mediterraneo

Certi sentimenti restano latenti per anni, per decenni, secoli a volte, è vero. Però io tutta questa animosità da parte degli italiani verso la piccola isola di Malta non l’avrei mai sospettata.

Chiaro che io riporto solo una foto e non esprimo nessun tipo di giudizio nei confronti dell’isola e dei suoi abitanti, che non ho mai conosciuto, a parte anni fa un cagnolino molto simpatico che cinque minuti dopo che l’ebbi conosciuto si buttò sotto un camion restandone travolto, altrimenti dov’era la simpatia?

Il fatto che ci sia scritto linea Jolly mi fa pensare ad una serie di prodotti per il carnevale, ma il fatto che ogni sacco di quelli pesì 25 chili e che la strada ne fosse disseminata in periodo di quaresima me ne fa dubitare.

Certo, che fossero appena passati dei culturisti pazzerelloni con il calendario del 2000 anche è un’ipotesi.

(foto originale Odio mediterraneo di francescomucio)