Stupro di gruppo sul blog

Repubblica riporta la notizia che lo stupro avvenuto a Lanciano quasi due mesi fa era finito sul blog di una delle amiche della ragazza stuprata. Il blog in questione, another-passion.splinder.com, è stato oscurato, ma come si sa Google non dimentica, o almeno non subito.

Il post risale al 23 ottobre 2005, ma sapendo che San Google non ha una memoria eterna ve lo ricopio qui per bene:


sabato, 22 ottobre 2005

††

E’ strano il modo così veloce con cui sto dimenticando ke Manuel poteva essere mio. Cioè..ce l’ho dentro l’autobus tutti i giorni…ma forse è xkè mi odia. Si mi odia. Ma perchè?! Non lo so, ma è meglio così, xkè se ci parlo non risolverei niente xkè non parla, non mi risponde quindi…!
E ogni giorno appena mi alzo la mattina dico "Cristo, fa lasciare quei 2 idioti, ma ke finisca subito xkè Sara non si merita Manuel, e Manuel non si merita lei." ma siccome Quello là sopra (ora come mai ne ho la conferma) non esiste proprio x un cazzo, lo dico lo stesso, sperando ke x troppa pressione poi le mie parole scoppiano e si disperdono nell’aria. Nella loro aria.
Essì…è la vita…
La vita… . Ma sai quante altre xsone ci sono! Ma va a cagare te, scemetto del cazzo!
Ore c’è anke Viktor…s’è dikiarato xso di me ad una nostra amica..e a me ste cose mi lusingano soltanto! Xciò oggi gli ho kiesto di uscire, così lo conoscevo anke meglio! però no! Essì, xkè quel coglione stronzo di mio padre mi sta prolungando la punzione..quindi posso riuscire Sabato prossimo…! Ma cagati idiota di merda!
Merda xkè esistono sti genitori così rompicazzo ma proprio rompicazzo! Uffa marò!

Ma il fatto più grave e sconcertante di questa settimana risale a ieri. La mia amica Vale è stata molestata dai pigri (zingari, ke poi hanno dai 15 a i 17 anni…) della mia città.
E’ iniziato tutto così..
Vale è una raga seria, non dico santarella, xò insomma, è brava a scuola, conosce e frequenta gente seria ecc…però a me e Ale ci ha fatto una testa tanto ke gli piaceva Manolo, il pigro! Solo ke lei non lo sapeva ke lui è un pigro, e il fatto è ke noi gliel’abbiamo detto tntssime volte eh! Poi se na xsona è scema, è scema soltanto!
Perchè ieri, la scema (non x cattiveria!) in questione, è stata kiamata da Manolo. Lui stava cn gli amici, pigri del cazzo anke loro, e lui ha detto a vale: "C’andiamo a fa un giro, parliamo un pò dato ke non ci conosciamo ancora mlt bene! ok?" -belle mosse del cazzo, figlio di puttana- gli stavo x dire, così Vale gli ha risposto di sì, e quindi io ale e lei essendo di fronte a loro nn abbiamo trovato modo x dirle di non andare xkè le conseguenze le sapevamo noi!!! Ci hanno invitate anke a noi, ma ovviamente non abbiamo accettato!
Il fatto poi, è ke sti bastardi te lo kiedono di andare cn loro cn tanta dolcezza, capito, come a rendere vere le loro parole…madonna santa ke stronzi!

Poi erano l’una e mezza e vale non ancora tornata…dall’incubo è uscita alle 4!!!! dio santo..io le ho fatto uno squillo x sapere se era ancora viva, e lei me l’ha rifatto (stava cn loro), poi l’ha kiamata ale e lei ha risposto. Poi l’abbiamo riprovata a kiamare ma non rispondeva: quelli le avevano preso il cellulare, gliel’hanno ridato poi.
L’hanno molestata di brutto, ce l’ha raccontato, lei è stata obbligata a fare certe cose, poi le hanno cacciato i jeans e le hanno fatto un dolore cane, poi l’hanno continuata a suprare.
Ma ke figli di puttana, ke approfittatori, ke schifo di gente, e lei non è la prima vittima, ce ne sono state altre…Dio ke vergogna, ke schifo di razza!!! Come non si vergognano.
Poi stamattina io ale e barby siamo andate dai carabinieri a dare i nomi, Vale poi ha dovuto dire quanto è successo, a sua madre (ovviamente tolti i particolari!). E oggi è venuta a scuola tutta sconvolta, poverina, sono davvero dei figliacci di puttana, ma cn quale coraggio!!! E noi l’abbiamo riempita di abbracci e appoggi…quanto cazzo mi dispiace…

La cosa proprio orrenda, è ke loro lo fanno con tutte,ma proprio tutte!!
Figuarsi, martedì all’assemble d’istituto, ci stavamo capitando anke io e Ale…vi racconto.
Per sbaglio siamo capitate a fumare dentro lo spogliatoio dei ragazzi, e c’era il famoso Sangrelli, due del quinto, Manolo e un altro, Giacomo. Allora manolo mi dice "A là andiamo dillà parliamo un pò, è da tanto ke non ci vediamo!" e io "sissì come no!" mentre Giacomo mi stava prendendo da un braccio, e già là mi stavano rigirando le palle, ho detto "no manò, vai a fanculo, giacomo lasciami,. lasciami xkè sennò sò cazzi". e loro continuavano a insistere, ma penso ke tanto poi non sarebbe successo lo stesso xkè sangrelli mi avrebbe difesa, anke alessia e poi perchè c’erano altri e 2 ragazzi, ke poi erano i rappresentanti d’istituo…cazzo, io e ale ce la siamo cavate, meno male ke non siamo 2 fragilette…

Cmq anke questa…ke settimana di merda….

–>
…Scritto col Sangue Nero di ..†DamnedPain†..
Alle:
14:02


Eppoi non dite che non sono il vostro investigatore preferito.

Il caso Lapo Elkann – Parte IV

Salii a casa e trovai la porta socchiusa, non poteva essere stata la donna delle pulizie, con quello che c’era in casa sarebbe svenuta sulla porta, non sarebbe riuscita ad entrare. Mi accostai al muro pronto, ad un mio gesto, a spalancare la porta con la pistola puntata. Passò Luigino il figlio dei Brambilla del paino di sopra e mi sparò prima che potessi entrare, forse le dita a L non incutevano troppo timore. Entrai fingendo stupore.

– No, non mi sparare! – Urlò un uomo inginocchiato vicino al mio mobile degli alcolici.
– Chi sei? e cosa ti occorre? – domandai restando nella penombra per non rivelarmi disarmato.
– Sono Riky e dovresti essere tu a chiederti cosa ti serve.
– Mi serve qualcuno che mi rimetta a posto la casa.
– Ehi amico, io non c’entro era già passato qualcun’altro prima di me.
Ero stato io, ma avrei dato la colpa a mia sorella.
– Cosa vuoi?
– So che stai indagando sulla morte di Lapo.
– Forse.
Mai dare risposte certe a chi può darti delle informazioni. Faccia da poker la chiamava il mio maestro.
– Allora perchè hai scritto sulla lavagna in cucina "Indagare sulla morte di quello della Fiat"?
Il mio maestro è stato gambizzato tre volte per i debiti di gioco.
– Cosa sai?
– Gliel’ho venduta io la droga a Lapo, ma era roba buona ne sono sicuro. Ma adesso daranno la colpa solo a me.
– Be’ vendere coca è ancora reato.
Rise.
– Era una battuta vero? le mie amiche dicono che non le capisco mai, ma secondo me non è vero.
– Vai avanti.
– Io gliel’ho data ieri sera alla solita ora.
– L’hai data a lui?
– No, alla sua amica.
– Il transessuale.
– Tu sai delle ragazze?
– Erano sui giornali.
– Ma credevo che la famiglia avesse coperto la cosa, come facevano con Vanna.
– Mi stavi dicendo di Patrizia.
– No, non Patrizia, ieri è venuta Maria.

Avrei voluto chiedere quale Maria, ma il vetro della finestra della cucina esplose in più punti e Riky cadde esanime a terra. Strisciando tra i cocci sul pavimento arrivai al davanzale e sbirciai fuori, dal palazzo di fronte un uomo con un fucile di precisione teneva sotto tiro la finestra. Legai lo strofinaccio rosso al mestolo sporco e lo feci sventolare. Mi fece segno di alzarmi, ora che potevo tirarmi su lo riconobbi come il negretto salterino di prima. "Entrerò io nella scuola" gli urlai.
– Mai – rispose.
– Io sono un ballerino migliore di te.
– Non è vero, appena saremo in trasmissione ti sfiderò e tornerai a casa tua.
– Io sono già a casa mia.
Non so perchè ma non se l’aspettava.
– A… Allora… ti sfido adesso?
– Va bene, comincia tu, pirouette, pirouette e gran jeté, vediamo che sai fare?
Bravo era bravo, fu l’atterraggio dal quarto piano che gli riuscì male.

Tornai da Riky a vedere come stava, perdeva molto sangue. Provò ancora a parlare "Maria ha preso la coca ieri, Maria o Mario"
– Ho capito, ma ora non parlare, stai fermo.
– Sto morendo vero?
Aveva gli occhi sbarrati dal terrore.
– No tu sopravviverai, devi rimettermi a posto la casa.
Rise gorgogliando sangue: – Era un’altra battuta vero? le mie amiche dicono che non le capisco mai.
Chiuse gli occhi.
Altro che una battuta, la mia casa faceva schifo, se possibile, anche più di prima.

Il caso Lapo Elkann – Parte III

La situazione non mi piaceva, mi infilai nella metro con uno strano presentimento, seduta poco più in là una ragazza con il walkman cantava stonando delle canzoni inglesi dal testo irriconoscibile. Scesi in Duomo come un turista, inciampando nella scala mobile, poco più in là un ragazzo di colore chiedeva l’elemosina improvvisando coreografie da due lire, ero stanco e il mal di testa mi dava ancora noie. La puzza del barbone mi era rimasta attaccata addosso e la gente mi evitava, voltai verso casa.

Ero quasi sotto al portone quando incrociai nuovamente la ragazza del walkman, anche lei mi riconobbe e mi sorrise, poi estrasse dal giubbotto una calibro nove e cominciò a sparare, ebbi un sussulto non approvato da molte chiese cristiane e scartai di lato. Avrei voluto avere con me la mia pistola, ma è da quella vacanza in Calabria in quinta elementare che non uso armi ad acqua.

Scaricò il caricatore sulla macchina dietro la quale mi ero nascosto, poi cominciò la laboriosa operazione di cambio del caricatore. E’ vero, di solito non lo è, ma di solito non lo fanno le femmine. Ma i miei guai non erano finiti, da un furgone sbucò l’improbabile ballerino della metro, che urlò più alla ragazza che a me "vincerò io la sfida" e si propose in piroette indecenti e spaccate al rallentatore, allora ne approfittai, da ballerino divenne cantante.

La ragazza aveva finito con il caricatore e ricominciò a sparare, due colpi secchi, più forti dei precedenti, a quel punto mi aspettavo solamente le campane, invece sentii una voce maschile dietro la ragazza: "Non preoccuparti, qui c’è Taricone tuo che ti salva la vita, amico ti sei messo in un casino più grande di te." Lo so, lo chiamano mondo.

Il campanile battè le nove.

Slacciata l’imbragatura con la quale si era calato lungo la facciata del palazzo si avvicinò al cadavere della ragazza e le sposto il giubbotto con la sua pistola, "Vedi" mi disse, la maglietta della ragazza era rossa con la scritta "Sfida" ben visibile: – "anche l’altro ha la stessa maglietta, hai fatto troppe domande in giro bello e ora gli Amici ti vogliono morto." Continuai a guardarlo senza dire nulla.
– E’ una lotta che io e il mio gruppo stiamo combattendo da alcuni anni per riportare il buongusto in Italia.
Continuavo a guardarlo.
– Purtroppo sono ovunque e noi non potremo aiutarti per sempre.
Si interruppe vedendo che lo fissavo senza parlare.
– Amico stai bene? sei ferito?
– Hai la patta aperta.
Abbassò il capo per controllare.
Non era vero, ma ai coglioni chi sono uno ogni tanto glielo deve ricordare.

Il caso Lapo Elkann – Parte II

Mi feci una doccia e mi rivestii costatando il porcile in cui stavo vivendo negli ultimi giorni, dovevo mangiare qualcosa e prendere un’aspirina. Cercai la cosa meno sporca e meno ridicola che avessi, ammesso che l’avessi, e uscii di casa. Passai dall’edicola per prendere il giornale, mentre sceglievo il meno caro tra gli inserti della repubblica e del corriere, vidi la versione economica del capolavoro della letteratura italiana, Io uccido di Faletti era proprio sotto quella copia della Divina Commedia. Risi tra me e me per questa battuta mainstream, cosa che fece risentire il mio giornalaio, soprattutto perchè stavo andando via senza pagare. Mentre contavo gli spiccioli che occorrevano per il quotidiano, mi accorsi che il mio edicolante era proprio Giorgio Faletti.

Aveva uno sguardo triste e il viso smunto, per fargli piacere stavo per prendere una copia del suo libro, ma lui stesso mi fermò, non era il caso, preferiva tenerlo per qualcuno che a differenza mia non l’avrebbe letto. Quale inaspettata sincerità, lo guardai negli occhi per un attimo, poi gli chiesi se fosse lì per una trasmissione televisiva o cose simili, no, purtroppo no, da dopo la pubblicità contro la pirateria i suoi ghostwriter mettevano in rete i suoi libri prima ancora che potesse farsi la foto in bianco e nero per la quarta di copertina.

Buttai l’occhio alla copertina del giornale e lessi ad alta voce la notizia che mi interessava. Faletti sospirò, brutta storia la droga, ma lui aveva smesso, grazie ad un amico che gli era stato sempre vicino e che ora gestiva dei centri di recupero per VIP, probabilmente Lapo sarebbe stato affidato alle sue cure. Buttai lì l’argomento dei trans e di chi gli avesse dato la droga, i suoi occhi spenti ebbero un lampo di paura mentre faceva mezzo passo indietro. Mi diede una copia autografata dopo averci infilato qualcosa dentro "Stia attento e lo usi solo se ne ha davvero bisogno." Chissà quanto vale una Divina Commedia firmata da Faletti?

Non avevo risolto ancora nulla, a parte un fottuto mal di testa, che continuava a girarmi per la testa. Con il libro in una tasca tentai di pensare a qualcosa, cercando tra le righe dell’articolo qualche indizio. Mi fermai da un fruttivendolo per comprare qualcosa da mangiare e riempire lo stomaco, a Milano i fruttivendoli sono tutti pugliesi e quando vi parlano sembra sempre vi stiano proponendo la bi-zona. Lo sguardo del fruttivendolo quando gli chiesi delle banane fu la scintilla. Ma invece di voltarmi e correre preferii allontanarmi piano piano rasente il muro.

Ogni fine settimana ci sono dei veri e propri treni del sesso sulla tratta Milano-Torino, trans, viados e compagnia, passano il confine tra Lombardia e Piemonte per far provare nuove esperienze a padri di famiglia, manager e industriali. Patrizia che aveva salvato Lapo all’anagrafe era tale Lino B., pugliese, accanto alla stazione centrale c’era un fruttivendolo. Se tanto mi da tanto, allora tanto tanto.

Andai in stazione centrale senza sapere nemmeno cosa cercare, un barbone mi chiese qualcosa per mangiare, l’accento romano e il mal di testa, mi spinsero ad infilare la mano in tasca per cercare qualche moneta. Sporco, fetido e con un tic che gli faceva schiacciare il mento sul collo, era davvero una pena d’uomo. Lo guardai bene per cercare qualche vestigia di civiltà nel suo aspetto e lo riconobbi come Maurizio Costanzo.

Non capiva molto ma gli offrii un panino al chiosco davanti alla stazione per farlo parlare, e una birra, due. Tra qualche giorno sarebbero venuti a riprenderlo quelli di Maria e l’avrebbero lavato con dei getti d’acqua e messo in televisione, poi a fine puntata l’avrebbero buttato di nuovo sul marciappiede di fronte alla stazione.
Alla terza birra, mi disse che Maria, in realtà era un uomo e che gli aveva preso tutto, come a quello della Fiat.

Il barista ci guardava un po’ schifati, mi alzai e andai da lui, abbassò lo sguardo: – Non gli dia retta, racconta la stessa storia a tutti. Non è Costanzo è solo un vecchio pazzo. La moglie lo chiamò per dirgli qualcosa, riconobbi la voce e poi la faccia, ma non seppi associarla ad un nome o ad una situzione. Quando mi voltai il vecchio barbone era già andato via.

(Continua)

Il caso Lapo Elkann – Parte I

Il telefono squillò tre volte prima di svegliarmi, poi mi sollevai dal letto e lo raggiunsi, già che c’ero sollevai anche la cornetta e risposi. Essere svegliati da un cellulare è da finocchi. Era il pittore Gaugin, eccitato, mi chiedeva se sapessi la notizia del giorno, certo che la sapevo, il mio mal di testa doveva essere su tutti i giornali.

In poche parole Lapo Elkann doveva essere stato portato in ospedale in coma per colpa di un cocktail di cocaina, eroina, oppio, cannabis, tabacco, alcol e sperma, quest’ultimo utilizzato per guarnire sia sopra che sotto l’impasto. Avrei voluto dire una di quelle battute ad effetto che dicono sempre i duri, invece mi usci solo un "buon appettito."

Ancora non capivo cosa voleva il pittore Gaugin, guardai la mia sveglia, quasi le tre, forse trovavo ancora qualcosa di aperto per fare colazione, magari però era meglio puntare sul pranzo, il mio stomaco brontolò, che avevo fatto la sera precedente? feci ripetere le ultime frasi al pittore Gaugin, voleva sapere da me chi era stato a vendere la droga a Lapo. Ma che cazzo, con un nome del genere sarà stato David Gnomo.

Una buona pista, era proprio il caso, avrei cominciato da lui. Chiamai quindi il mio contatto ad Italia Uno, Silvio mi rispose subito, ma era spiacente non se ne occupava più lui, era sceso in campo, si stava sacrificando, puttanate, come quando si era sposato. Gli dissi a denti stretti che all’epoca lui era quello più vicino alla gnomo , anche come altezza, e che non volevo essere preso per il culo, altrimenti sarebbe stato il suo a farsi un giro in televisione. A Silvio scoccia sempre quando qualcuno lo minaccia di mostrare la sua vera faccia.

Mi spiegò, allora, che David era entrato nella prima squadra di Forza Italia che era stato uno degli autori dei primi spot e dell’inno, insieme a Cristina e Alessandra, amici da anni, poi qualche hanno fa era stata la mente dietro ai cartelloni giganti "grandi cartelli per piccole frasi" diceva sempre. Poi quando i sondaggi avevano ordinato che l’effetto dei cartelloni sulla gente era soprattutto negativo, si era sentito tradito e si era ritirato nel bosco dei puffi a fare i fanghi termali. Il recente arresto di Crespi, ex-braccio destro di David, era secondo Silvio il risultato di una soffiata fatta dallo stesso gnomo per vendicarsi del Giuda che l’aveva tradito.

Gli chiesi come potevo fare a raggiungerlo, ma mi disse che era impossibile, il villaggio dei puffi è in un luogo segreto e inaccessibile vicino al Palazzo dei Cigni, al castello di Grayskull e la scuola di Hogwarts, voleva fare lo spiritoso Silvio, chiusi il telefono mentre mi chiedeva se poteva raccontarmi l’ultima di Casini. A volte mi chiedo perchè non sono scappato in sudamerica quando ne ho avuto l’occasione, almeno lì a quest’ora starei ancora dormendo.

(Continua)