Io ho

Io ho un mal di testa che mi fa vedere i palazzi come degli elefanti blu con un tappeto persiano sulla schiena che reggono una girandola con la proboscide e dondolando cantano sorridenti la canzone che sapete voi.

Io ho un’amica che vuole salvare tutti i gatti del mondo, anche i cani, gli uccellini, i topini, i bufali d’acqua e tutti gli animali di questo mondo (finché gli scienziati non ne trovano su altri), ma i gatti prima.

Io ho un libro di Gordon Ramsey che parte dalla colazione, ma non ho cuore di prepararla.

Io ho delle cuffie sulla mia scrivania, un paio con il normale jack, ma un auricolare è rotto, l’altro con attacco usb, ma ho anche mouse, tastiera e iphone attaccati al computer e la quarta porta usb è fuori uso (si è rotta quando combattevo le spie aliene nel bagno dell’albergo).

Io ho un pennello pulisci schermo dell’Institute of Customer Service. E’ molto utile. Penso siano gente che sa fare il proprio lavoro.

Io ho dei tipi con cui parlare ma scappano, scappano continuamente.

Io ho ricevuto proposte che altri avrebbero accettato e poi ci sono proposte che vorrei accettare se altri me le facessero ricevere.

Io ho un rapporto particolare con il periodo ipotetico.

Io ho delle espressioni che mi piacerebbe usare, ma che difficilmente tornano utili in una normale conversazione civile, tipo aver cuore di fare qualcosa.

Io ho la presunzione di sapere che siete tornati a leggere la terza frase. Ora.

Io ho finito qui. Per ora.

La mamma di Silvio

Da quando ho ragiunto una certa età, tipo i quindici anni, mia madre per motivarmi a fare cose che non volevo (tipo tagliarmi i capelli o vestirmi decentemente) ha iniziato a dirmi “guarda che sei grande ormai, la brutta figura la fai tu, finché eri piccolo la gente poteva pensare che fosse colpa dei tuoi genitori, ma ormai sei grande”.

E’ un ragionamento che ha anche una sua logica, a volte però, tipo quando sono sotto stress o proprio non ce la faccio più, mi piacerebbe anche che qualcuno si mettesse dalla parte mia e se la prendesse con qualcun’altro, anche per le cose più stupide. E le brutte figure? be’, non è che ci sia troppo da vergognarsi se vado a tagliare i capelli solo se costretto, al fin fine, non mi drogo, ho un lavoro e vivo una vita normale.

Io dico, prendi un Silvio Berlusconi, per esempio, un ottantenne corruttore che si fa iniezioni per farselo venire duro, fa feste dove invita minorenni e zoccole puttane, ha droga in casa e amici che dovrebbero essere in galera. Uno così deve avere avuto davvero una famiglia da due lire.