Essere tedeschi è dura

Essere tedeschi è dura

Deve essere dura essere tedeschi, sempre con ricordi tristi dietro l’angolo, con i francesi da un lato e i polacchi dall’altro, con ricordi tristi, di guerra, e più tristi, di divisione, con lo stronzo, c’è sempre, che all’estero ti dice “Heil Hitler” per fare lo spiritoso e tu abbozzi, perché già ti sei incazzato troppe volte.

Dev’essere dura essere tedeschi con la cucina seconda solo a quella inglese per orrore e raccapriccio, che poi glielo vai a spiegare tu al mondo che non è solo salsicce ripiene di scarti di carte mischiati al cartone e una catena di supermercati che vende hamburger di plastica degni del secondo tragico fantozzi.

E allora giù litri di birra, anche buona, per dimenticare, per scordarti del resto del mondo, per dimenticare i telefilm pessimi che produce la tua televisione, il cane Rex, la squadra cobra, ma perché, poi ti chiede lo stesso stronzo di prima, in tv mettete sempre quelle più brutte? già perché? perché le altre non ne hanno voglia, vogliono essere loro stessi e dimenticare il passato, tanto quello ce l’hanno dentro e te lo porti a spasso insieme al culo.

Eppoi torni dal lavoro, stanco, sfatto e prendi la metro e sei circondato dalla tua storia, dall’amarezza in cui sei cresciuto, per scontare le colpe dei padri o dei nonni e li vedi ancora accanto a te, gli ex dell’est che sono i più poveri e gli ex dell’ovest che sono più ricchi e vorresti a volte che sparissero tutti, che ci fossero solo i tedeschi o nemmeno più quelli, andartene in spagna al mare o a dare fastidio alle ragazze polacche a Cracovia, senza più confini, senza storia, senza distinzioni.

E invece devi abbozzare e incassare ancora, perché in nessun altro paese esiste qualcosa di comparabile ai “The Bosshoss”.

(foto originale Essere tedeschi è dura di francescomucio)

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