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Archive for October, 2005

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Oct 27

Questo blog dice che la Santaché ha fatto bene.

Non perchè questo blog sia di destra, non perchè questo blog sia favore della riforma Moratti, non per altro, ma solo perchè la signora si è tolta un grandissimo sfizio. E a noi la cosa ci piace.

A questo blog non interessa nulla delle motivazioni, alla fin fine chi condanna la Santachè per quello che ha fatto sotto sotto la invidia e sarebbe voluto essere al suo posto. Trovo molto ipocriti i commenti della sinistra e quello che si può leggere su internet. In fondo la maggior parte dei blog, anche questo, tolti forse quelli delle quattordicenni, spesso e volentieri assume quell’atteggiamento alla "ridendo castigat mores", non vedo allora perchè non apprezzare qualcunaltro che lo fa anche se dell’altro schieramento politico. Quello che leggo e sento in giro sono atteggiamenti censori contro i quali molti dicono di battersi. Cos’è? se non si viene cacciati dalla rai non si può fare una battuta o sfottere qualcuno?

Che ha fatto di male? ha picchiato qualcuno? ha offeso qualcuno in particolare? Qualcuno dice che un parlamentare non dovrebbe avere simili atteggiamenti nei confronti dei cittadini, ma perchè? un parlamentare non è un essere umano? degli altri cittadini non l’hanno eletto e quindi è lì a rappresentarli? non ha quindi diritto ad esprimere le proprie opinioni, personali e/o dei suoi elettori?

A me personalmente il gesto in sè è piaciuto, molto più volgari erano i dimostranti che si accalcavano urlando insulti. Diciamoci la verità, fin da quando io ero alle scuole medie vedevo dalla finestra il linguistico di fianco che faceva scioperi e cortei, sono passati più di dieci anni e ogni anno c’è il periodo delle occupazioni e delle autogestioni a scuola. Possibile che non ci sia stata una sola riforma buona della scuola? visti i politici attuali anche la loro scuola non doveva essere molto migliore di quella odierna, molto peggio non può essere diventata.

Ma senza divagare torniamo al principio: immaginate di vedere i più accesi dei vostri avversari politici a pochi metri di distanza che vi insultano e vi dicono di tutto, voi un po’ li odiate e un po’ li schifate. Non dite che non è vero, ognuno di noi ha qualcuno che vede così, i cacciatori, i verdi, quelli di forza nuova, quelli dei centri sociali, anche tutti insieme. Voi li vedete, li sentite, urlano, protestano, vi voltate, fate un mezzo passo indietro, fate un sorrisetto, che già da solo li sta prendendo per culo, e mostrate il dito medio, anzi magari ci date anche un bacetto sulla punta e poi lo inviate in un soffio.

Secondo me una cosa del genere ti fa stare bene per giorni.

Oct 26

Il ladro di anime

Thomas P. Foket era un ladro di anime e la cosa gli piaceva. Cosa fosse un ladro di anime è presto detto, il signor Foket, come i suoi colleghi, viaggiava per gli stati Uniti d’America sul finire degli anni venti cercando disperati distrutti dalla recessione e ne approfittava, rubandogli l’anima. In quegli anni non furono pochi quelli che decisero di farla finita con una corda o buttandosi da un ponte, molti di questi avevano conosciuto un ladro di anime.

A Foket piaceva particolarmente quello che faceva, amava accompagnare il suo assistitio fino alla fine, fissare il suicida negli occhi, assaporare il momento preciso in cui la vita svaniva e poi prenderla con un unico movimento fluido e silenzioso. Non era un tipo molto esuberante, fin da ragazzo Thomas era stato molto tranquillo e posato, quello che amava erano i gesti un po’ plateali, per questo si era esercitato per rendere il suo gesto, quando prendeva un’anima, il più morbido e delicato possibile e mentre lo eseguiva spesso portava indetro un piede e piegava leggermente le ginocchia, come se stesse partecipando ad un musical. Se avesse potuto avrebbe indossato i guanti bianchi e il cappello a cilindro.

In quegli anni anche un ladro di anime non guadagnava molto, certo poteva tirare avanti senza grossi pensieri, ma il lavoro era davvero tanto e gli straordinari non pagati, per questo Thomas negli ultimi tempi si sentiva stanco. Sua madre si era trasferita in Canada con sua sorella che si era sposata da poco, e così Tom viveva da solo in un piccolo bilocale dove, quando era a casa, passava le serate a leggere romanzi gialli, poi quando il caso era risolto o era troppo tardi spegneva la lampada e andava a letto.

Oct 25

Sogno

Qualche giorno fa ho fatto un sogno, un sogno strano, di quelli con le sensazioni vividissime, ma soprattutto provando delle emozioni e dei sentimenti che se non erano i miei, visto che non sono un omicida e uno stupratore, sicuramente sono i miei in un’altra reltà.

Il protagonista del sogno sono io, cioè mi vedo da dentro e sono in compagnia di un tipo, che dev’essere un mio amico e un mio socio. Stiamo scappando, ci stiamo nascondendo perchè siamo ricercati per alcuni omicidi e stupri, nel sogno ricordo qualcosa del passato, di come ho ucciso delle guardie di una banca, che ci siamo nascosti da qualche parte in un bosco, con una ragazza presa in ostaggio, ancora più neblosi sono i ricordi precedenti di altri morti e violenze.

Il tipo che è con me è meno svelto di me e più insicuro, mentre io sono per il fare quello che uno ha voglia di fare, senza farsi problemi e sensi di colpa. Tra i due sono io quello che comanda.

In qualche modo ci ritroviamo in una casa, sul balcone, è la casa dove abbiamo deciso di nascondersi, è casa di mia nonna, ma non la riconosco come tale. L’idea è se stiamo nascosti in una casa dove non c’è nessuno e nessuno ci vede possiamo anche restarci un po’, finchè le alcque non si calmano.

Nel frattempo però inizio a pensare che a breve la storia sarà finita, che ci prenderanno e ci metteranno in carcere e io non ho voglia di andare a finire in prigione, che piuttosto meglio la morte, però non ho voglia nemmeno di suicidarmi, sparandomi o saltando dal balcone, quando ci troverà la polizia potrei farmi sparare addosso oppure, se non lo facessero per primi, potrei sparare addosso ad un poliziotto per costringere i suoi colleghi ad uccidermi, però non voglio nemmeno ammazzare un altro poliziotto.

Così mi viene da pensare di chiamare i miei, di chiamare mia madre, ma per dirle cosa? malgrado i morti e gli stupri non voglio dirle che sono pentito, perchè non lo sono, e allo stesso tempo so che stanno male per me e per quello che faccio, vorrei chiamarli solo per dirgli che li voglio bene e penso che anche in un momento del genere, con un figlio ricercato dalla polizia, sapere che dopottutto li voglia ancora bene per dei genitori dev’essere una cosa bella. Però non chiamo.

Intanto devo fare la pipì, così il mio compagno, che mi invita a farla sul balcone, vicino alla porta, sul telaio di legno. Io faccio un po’ resistenza all’idea, ma il mio compagno insiste ed è lui ora a dirmi di non farmi problemi e di fare quello che voglio. Così la faccio sul balcone. Anche se è un sogno non mi sono fatto sotto.

Arriva sotto casa una macchina della polizia, ripenso che voglio farla finita in qualche modo con la situazione, ma non voglio andare in carcere. A quel punto esce una signora sul balcone vicino, che mi insulta perchè sono un poco di buono e non so fare una scelta, allora estraggo la pistola e gliela punto in faccia, ma so che non sparerò perchè non voglio uccidere qualcun’altro.

Poco dopo tra mille altri pensieri ed emozioni torno a svegliarmi nel mio letto.

Oct 25

Dubbi amletici

Come si vede dalla foto la signorina si è messa da sopra al diavolo, se lui ha il 666, la mia macchina è già meglio. C’è solo un problema, ancora non ho scelto il nome da dargli, considerate che:

è femmina;
è una C3 Pluriel nera, non quella Recchia e Gabbana;
è il giocattolo più costoso che mi sono mai comprato.

Aiutatemi a scegliere un nome votando tra quelli proposti o proponendone altri:

1) La Bombonera
2) Jane
3) MucioMobile ToyVersion

Come al solito, si vota nei commenti, tanto se metto i sondaggi, come quello su Casa Tonigno, voi manco li vedete.

Oct 25

Dialoghi sconclusi

– Come hai detto che ti chiami?
– Non te l’ho detto.
– Allora non parlavo con te.

– Hai visto qualche bel film ieri?
– No, me li sono fatti in testa.

– Sei stanco? Hai la faccia assonnata.
– No, ho solo sonno.

– Incredibile.
– Come la chiesa?
– No, un po’ meno.

– Com’è andata a scuola oggi?
– Sette in religione e Zero in musica.

– Guarda quella.
– Hai ragione.
– No, ho buon gusto.

– Questo è un paese libero
– Tu credi?
– E’ proibito anche crederlo?

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