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	<title>Mucio &#187; Metti una fighetta a cena</title>
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	<description>sottile come un deodorante da bagno</description>
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		<title>Aqua e vino</title>
		<link>http://www.mucio.net/2007/09/12/aqua-e-vino/</link>
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		<pubDate>Wed, 12 Sep 2007 07:01:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mucio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Guida galattica per autostoppisti]]></category>
		<category><![CDATA[Metti una fighetta a cena]]></category>

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		<description><![CDATA[(Rubo solo per questa volta la rubrica alla fighetta, perché è un caso eccezionale e poi so, che poichè a lei piacciono le storie romantiche, visto che ero a cena con Ola non se ne avrà troppo a male) Di solito non sono il tipo che va nei locali e che inizia a parlare e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>(Rubo solo per questa volta la rubrica alla <a href="http://perasperaadastra.iobloggo.com/" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/perasperaadastra.iobloggo.com/?referer=');">fighetta</a>, perché è un caso eccezionale e poi so, che poichè a lei piacciono le storie romantiche, visto che ero a cena con Ola non se ne avrà troppo a male)</em></p>
<p>Di solito non sono il tipo che va nei locali e che inizia a parlare e a farci amicizia con chi li gestisce, come fa ad esempio <a href="http://www.samuelesilva.net/dblog/" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.samuelesilva.net/dblog/?referer=');">Samuele</a>, forse perché penso sempre che dall&#8217;altra parte questo atteggiamento può essere scambiato per &#8220;faccio l&#8217;amico e tu mi fai lo sconto.&#8221; Ho vissuto per quasi un anno in un agriturismo e il mio rapporto con i proprietari non è mai andato molto oltre il buongiorno e il buonasera. Credo di aver fatto due chiacchiere in più solo una volta con un barman a Roma, una sera prima del primo maggio dell&#8217;anno scorso, ma c&#8217;era di mezzo del rum, del Guatemala, di cui cerco ancora il nome, e comunque questa è un&#8217;altra storia.</p>
<p>Questa invece comincia a luglio scorso, dovendo andare a Cracovia, volevo anche andare da qualche parte con Ola, organizzando tutto io, magari in un posto carino, anche perchè poco prima era stato il suo compleanno e, visto che la tangenziale di Bologna non ha l&#8217;uscita &#8220;Varsavia &#8211; Praga poludnie&#8221;, non ero riuscito a passare nemmeno a farle gli auguri dopo il lavoro.</p>
<p>L&#8217;idea di portarla in un ristorante italiano mi sembrava carina, ma anche rischiosa, un po&#8217; come mangiare la pizza a Milano. Certo potevo puntare sulla cucina polacca, che però ha un problema per chi come me non ama la verdura e le zuppe: sbagliando ordinazione, anche se il gambero rosso gli avesse dato trentotto forchette, sarei potuto uscire dal ristorante chiedendomi se le invasioni russe e tedesche della Polonia nel corso dei secoli non fossero state solo missioni umanitarie, per combattere la fame nel mondo. Ola ne sarebbe uscita sicuramente viva, probabilmente il nostro rapporto no.</p>
<p>Fortunatamente su internet ci sono siti di recensioni e pareri su qualsiasi cosa, siti che a differenza di questo si rivelano spesso molto utili, e poi Cracovia non è strapiena di pizzerie e ristoranti italiani. Così la ricerca non è stata lunga e il nome Aqua e Vino* e il sito anche in italiano (non da traduttore automatico) mi sono piaciuti fin da subito.</p>
<p>Il ristorante è in una delle strade che arrivano nella piazza del mercato (quella principale e piena di turisti) di Cracovia, più o meno dalla parte opposta alla strada che porta a Kazimierz. L&#8217;insegna sulla strada non è grandissima e per arrivarci occorre entrare all&#8217;interno di un palazzo e poi scendere, come per molti locali di Cracovia, al piano di sotto.</p>
<p>All&#8217;interno Aqua e Vino si presenta subito bene, alla struttura ben visibile in pietra delle pareti e della volta è stato abbinato un arredamento in legno scuro molto sobrio e lineare, sulla parete sopra al bancone sono presenti dei pannelli con i protagonisti del cinema italiano dagli anni &#8217;50 in poi: Totò, Peppino e l&#8217;immancabile pasta asciutta che provoca Alberto Sordi.</p>
<p>Il personale è polacco, i proprietari italiani, i clienti anche o almeno quasi tutti quelli che ho visto quella sera. E&#8217; una cosa che avevo già notato in Emilia, infatti i napoletani che sono da queste parti frequentano bene o male gli stessi posti e poichè in questi posti di solito si mangia bene e quindi si paga il giusto, di solito i napoletani con un po&#8217; di soldi si trovano insieme e si conoscono un po&#8217; tutti. A Cracovia c&#8217;erano per lo più professori o ricercatori universitari&#8230; e una suora polacca.</p>
<p>Sinceramente non so scindere come ho mangiato da come sono stato da Aqua e Vino, entrambe le cose sono state perfette, dalla mail di risposta alla mia prenotazione al grappino finale offerto dalla casa. Certo quando siamo arrivati con la cameriera polacca per dire che avevamo prenotato ci ha parlato Ola, ma per il resto è stato come stare in Italia, anzi ancora meglio.</p>
<p>Francesco, uno dei due soci, è stato gentilissimo ed è stato a fare due chiacchiere con noi tutte le volte che il lavoro gli lasciava un attimo (Ola ancora non si è ripresa dalla storia delle camicie a maniche corte/lunghe), Roberto, l&#8217;altro socio che quella sera non lavorava, è passato al nostro tavolo per salutarci, mettendomi in imbarazzo. La parmiggiana di melanzane, arrivata per volontà di Francesco insieme agli antipasti, l&#8217;ho mangiata senza riuscire a credere che fosse così buona, anche io che non la inserisco tra i miei piatti preferiti.</p>
<p>La cucina era tipicamente italiana, i primi di pasta, con funghi e gamberi per me e spinaci e gorgonzola per Ola, erano ottimi e abbondanti, il filetto al pepe dolce e tenero al punto giusto, il vino, Nero D&#8217;avola, ha meritato due volte di venire dalla Sicilia alla Polonia. Ma il motivo per cui domenica prossima tornerò da Aqua e Vino è stata l&#8217;atmosfera della serata, tra lo stupore di Ola per il fatto che, pur sapendo solo tre parole di polacco, avessi organizzato tutto senza dirle niente, il godere ad ogni boccone di sapori che credevo lontani un migliaio di chilometri e la disponibilità di Francesco e i suoi racconti di cuoco italiano alle prese con apprendisti polacchi (senza sapere il polacco).</p>
<p>Se siete a Cracovia e cercate un posto dove mangiare bene, se avete già provato la cucina polacca e tornare a casa per un pranzo o una cena non vi dispiace, se non siete di quelli che storcono il naso a prescindere quando vedono un ristorante italiano all&#8217;estero, ma credete che, sapendo scegliere i giusti ingredienti e cucinando con passione sincera, anche oltre le alpi si possa mangiare meglio che in molti ristoranti italiani, allora dovete necessariamente sedervi da Aqua e Vino.</p>
<p>Il prezzo della cena non lo scrivo, perché potrebbe leggerlo la festeggiata,  diciamo che per una cena simile in Italia avrei speso dieci/quindici euro in più a testa; ma confrontati i menù con quelli di altri ristoranti di Cracovia ho trovato il costo nella media, il rapporto qualità/prezzo invece è tutto a vantaggio dello stomaco di chi ci ha mangiato.</p>
<p>* In polacco la C semplice si pronuncia, come la nostra Z di spazio, quindi un polacco potrebbe leggere Azqua, se non che la Q nell&#8217;alfabeto polacco non esiste, hanno un sacco di altre lettere alcune impronunciabili ad ovest del Reno, ma la Q no. Non hanno nemmeno la V in Polonia, però hanno la L con il trattino, la A e la E con la coda, la U chiusa, che è la O con l&#8217;accento e poi, ma non leggete se siete deboli di cuore, un sacco di consonanti accentate.</p>
<p>Aqua e Vino<br />
Indirizzo: ulica Wiślna, 5-10 (Cracovia &#8211; Polonia)<br />
Telefono: +48 12 421 25 67<br />
Sito interet: <a href="http://www.aquaevino.pl/" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.aquaevino.pl/?referer=');">http://www.aquaevino.pl/</a><br />
Costo finale della cena: Vedi sopra</p>
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	</item>
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		<title>Podkova</title>
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		<pubDate>Fri, 25 May 2007 13:16:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alexyr</dc:creator>
				<category><![CDATA[Metti una fighetta a cena]]></category>

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		<description><![CDATA[May 24, 2007 Ale xyr place La russia è una landa sconfinata, grazie al cielo Milano no, l&#8217;editore, che è già arrivato con 20 minuti di ritardo, ce lo saremmo perso in Siberia. La russia è una terra di sorprese infinite, come la Podkova, ristorante minuscolo e nascostissimo in via Case Rosse, identificato da un&#8217;insegna [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span class="hreview">  <span class="dtreviewed" title="20070523T1645++0100" style="display: none">May 24, 2007</span>  <span class="reviewer vcard" style="display: none">    <span class="fn" style="display: none">Ale xyr</span>  </span>  <span class="type" style="display: none">place</span> </p>
<p>La russia è una landa sconfinata, grazie al cielo Milano no, l&#8217;editore, che è già arrivato con 20 minuti di ritardo, ce lo saremmo perso in Siberia.<br />
La russia è una terra di sorprese infinite, come la Podkova, ristorante minuscolo e nascostissimo in via Case Rosse, identificato da un&#8217;insegna in cirillico.<br />
La Russia è rossa, e pure tutte le tapezzerie di seta del locale.</p>
<p>Ma vale la pena di aspettare l&#8217;editore venti minuti in fondo al naviglio per mangiare russo in un posto che vuol dire Ferro di Cavallo? Ovviamente sì perchè c&#8217;era l&#8217;editore, mentre al vostro buon cuore per la cucina, che non è quella popolare russa, ma quella più raffinata, a base di blini con il caviale rosso, anatra con mele e prugne (per me) e filetto alla Strogonoff (per l&#8217;editore). Le porzioni non erano piccole, questo va detto.<br />
Gusti un po&#8217; troppo forti per i palati europei, ma piacevoli.</p>
<p>La nota di colore?  il cameriere russo russissimo che mi guarda e mi chiede &#8220;Lei è russa?&#8221; &#8220;Perchè?&#8221; &#8220;E&#8217; troppo bella per essere italiana&#8221;. A parte che dovrebbero ridurgli il permesso di soggiorno in coriandoli, è stato gentile.</p>
<p><span class="item"><span class="vcard"><br />
<span class="fn">Podkova </span><br />
<span class="adr">Indirizzo: <span class="street-address">via Chiesa Rossa, 25 </span>(<span class="locality">Milano</span>)<br />
</span>Telefono: <span class="tel">02 89515776</span><br />
Costo finale della cena: Non pervenuto :D (ma più dell&#8217;aspettato/meritato &#8211; Nota di Mucio)<br />
</span></span><br />
<span class="myrating">Il voto fighetto: <span class="rating">3.5</span> stellette<br />
<img src="http://www.mucio.net/wp-content/plugins/hreview/starfull.gif" class="hreview_image" alt="*" height="20" width="20" /><img src="http://www.mucio.net/wp-content/plugins/hreview/starfull.gif" class="hreview_image" alt="*" height="20" width="20" /><img src="http://www.mucio.net/wp-content/plugins/hreview/starfull.gif" class="hreview_image" alt="*" height="20" width="20" /><img src="http://www.mucio.net/wp-content/plugins/hreview/starhalf.gif" class="hreview_image" alt="*" height="20" width="20" /><img src="http://www.mucio.net/wp-content/plugins/hreview/starempty.gif" class="hreview_image" alt="*" height="20" width="20" /> </span><br />
</span></p>
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	</item>
		<item>
		<title>Buddha Bar</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Feb 2007 17:11:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alexyr</dc:creator>
				<category><![CDATA[A Parigi]]></category>
		<category><![CDATA[Metti una fighetta a cena]]></category>

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		<description><![CDATA[Feb 13, 2007 Ale xyr place (foto di agentdclan presa da Flickr) Esistono locali che cadono nella leggenda. Locali di cui si parla un sacco e che rischiano di deluderti, anche se sono bellissimi, solo per via di aspettative ciclopiche nate nella mente di noi poveri comuni mortali. Il Buddha Bar è il candidato numero [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span class="hreview">  <span class="dtreviewed" title="20070213T1645++0100" style="display: none">Feb 13, 2007</span>  <span class="reviewer vcard" style="display: none">    <span class="fn" style="display: none">Ale xyr</span>  </span>  <span class="type" style="display: none">place</span>  <img src="http://www.mucio.net/public/buddhabar.jpg" alt="buddhabar.jpg" class="photo" id="image451" /></span></p>
<p>(foto di <a href="http://www.flickr.com/photos/agentdeclan/" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.flickr.com/photos/agentdeclan/?referer=');">agentdclan</a> presa da <a href="http://www.flickr.com/photos/agentdeclan/192990783/in/photostream" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.flickr.com/photos/agentdeclan/192990783/in/photostream?referer=');">Flickr</a>)</p>
<p>Esistono locali che cadono nella leggenda. Locali di cui si parla un sacco e che rischiano di deluderti, anche se sono bellissimi, solo per via di aspettative ciclopiche nate nella mente di noi poveri comuni mortali. Il Buddha Bar è il candidato numero uno.</p>
<p>Sei compilation di musica chill out, decine di articoli, il web invaso di gente che inneggia al Buddha Bar&#8230; e secondo voi la nostra fighetta di riferimento, in crisi da cibo giapponese a Parigi (puro pretesto, la ville lumière pullula di sushi bar) non riservava un tavolo? anche solo per poter poi dire &#8220;si va beh, ma insomma&#8230;&#8221;</p>
<p>Bene, siamo felici di dirvi che il Buddha Bar è assolutamente all&#8217;altezza del suo nome. Anzi, forse ne è fin troppo compiaciuto, ma in complesso è fantastico.</p>
<p>All&#8217;ingresso, un branco di buttafuori vi fa passare sussiegoso, e già una si sente una signora, per consegnarvi nelle mani della prima hostess, che vi indirizza al locale, piano di sopra, al bar e sushi bar galleria dell&#8217;ammezzato o al ristorante, di sotto. Non sperate neppure di trovare un buco se non prenotate.</p>
<p>E lì, in un tripudio di lacca nera e rossa, si apre un&#8217;immenso salone con soffitto altissimo e il gigantesco buddha dorato di circa 5 metri. In sintesi, è il posto più assurdo dove abbia mai mangiato, ma è fascinosissimo.</p>
<p>Gli arredatori si sono sbizzarriti a coniugare la grandeur francese con lo spirito asiatico e anche lo chef,  (noi abbiamo preso il menu bento, ovvero cibo portato in eleganti scatole di lacca &#8211; la versione iper chic della schiscetta) ci ha messo del suo. Niente da dire sull&#8217;eccellenza del cibo e sulla bellezza del dolce.</p>
<p>Peccato che soffra, come i ristoranti francesi in genere di luci troppo basse e musica troppo alta, ma forse qui una ragione c&#8217;è. Inoltre, non è ammissibile che la cameriera di un ristorante giapponese non capisca cosa tu voglia quando le chiedi gli &#8220;hashi&#8221; (ovvero le bacchette).</p>
<p>Sul conto, io tralascerei, questa volta l&#8217;ho pagato io&#8230; per due, ero con mio cugino. Ma dopo tutto, la grandeur francese si paga salata&#8230; e non c&#8217;è nulla da fare.</p>
<p><span class="item"><span class="vcard"><br />
<span class="fn">Buddha Bar </span><br />
<span class="adr">Indirizzo: <span class="street-address">rue Boissy d&#8217;Anglas, 8 </span>(<span class="locality">Paris</span>)<br />
</span>Telefono: <span class="tel">01 53 05 90 00</span><br />
Sito web: <a href="http://www.buddha-bar.com/" class="url fn" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.buddha-bar.com/?referer=');">http://www.buddha-bar.com/</a><br />
Costo finale della cena: Non dichiarato :D<br />
</span></span><br />
<span class="myrating">Il voto fighetto: <span class="rating">4.0</span> stellette<br />
<img src="http://www.mucio.net/wp-content/plugins/hreview/starfull.gif" class="hreview_image" alt="*" height="20" width="20" /><img src="http://www.mucio.net/wp-content/plugins/hreview/starfull.gif" class="hreview_image" alt="*" height="20" width="20" /><img src="http://www.mucio.net/wp-content/plugins/hreview/starfull.gif" class="hreview_image" alt="*" height="20" width="20" /><img src="http://www.mucio.net/wp-content/plugins/hreview/starfull.gif" class="hreview_image" alt="*" height="20" width="20" /><img src="http://www.mucio.net/wp-content/plugins/hreview/starempty.gif" class="hreview_image" alt="*" height="20" width="20" /> *Una stellina in meno per colpa della cameriera.</span></p>
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	</item>
		<item>
		<title>Nu &#8211; Pure asian cusine</title>
		<link>http://www.mucio.net/2006/10/30/nu-pure-asian-cusine/</link>
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		<pubDate>Mon, 30 Oct 2006 09:43:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alexyr</dc:creator>
				<category><![CDATA[Metti una fighetta a cena]]></category>

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		<description><![CDATA[Oct 23, 2006 Ale xyr place Toh, cena. No, ma mica cena normale. Cena con il Mio Editore (titolo altisonante per il proprietario di questo Blog) per discutere del radioso futuro di questa rubrica (in realtà, fare due chiacchiere). Il posto, l&#8217;ho scelto io. L&#8217;ora, l&#8217;ho scelta io. La data, ho scelto anche quella io. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span class="hreview">  <span class="dtreviewed" title="20061023T1245++0100" style="display: none">Oct 23, 2006</span>  <span class="reviewer vcard" style="display: none">    <span class="fn" style="display: none">Ale xyr</span>  </span>  <span class="type" style="display: none;">place</span>  <img alt="photo of 'Nu - Pure Asian cusine'" class="photo" id="image451" src="http://www.mucio.net/public/nu.jpg" /></p>
<p>Toh, cena.</p>
<p>No, ma mica cena normale. Cena con il Mio Editore (titolo altisonante per il proprietario di questo Blog) per discutere del radioso futuro di questa rubrica (in realtà, fare due chiacchiere).</p>
<p>Il posto, l&#8217;ho scelto io.<br />
L&#8217;ora, l&#8217;ho scelta io.<br />
La data, ho scelto anche quella io.</p>
<p>Ovvio, arrivo in ritardo.</p>
<p>Il Nu abita in un grande vialone alberato, ed è nascosto in un grande cascinale dell&#8217;ottocento, tutto restauratino con tanto di laghetto asiatico e copertura in bamboo. Non si riesce a salvarsi dai leoni di pietra e i buddha dorati (vi prego trovatemi un thai senza).</p>
<p>Noi optiamo per il fusion (che in realtà si rivelerà un cinese solo un po&#8217; più chic). Tavolini mini e bellissimi piatti, i camerieri un po&#8217; ansiosi, che ti stanno addosso come piovre.</p>
<p>Non mi chiedete del cibo (di base buono, tonno scottato e pad thai) non ci ho fatto troppo caso. Ero troppo presa a evitare di fare danni epocali mentre ridevo come una scema per le battute dell&#8217;Editore. Oltretutto eravamo schiacciati in un corridoio troppo rumoroso (andava bene per un&#8217;osteria di trastevere, non per un posto che cerca di fare il locale figo), anche se molto probabilmente noi contribuivamo fortemente all&#8217;inquinamento sonoro.</p>
<p>In sintesi ottima cena, ma non è minimamente dipesa né dal posto né dal cibo, che si sono prestati a fare da cornice senza infamia e senza lode.<br />
<span class="item"><span class="vcard"><br />
 <span class="fn">Nu &#8211; Pure Asian Cusine </span><br />
 <span class="adr">Indirizzo: <span class="street-address">via Feltre 70 </span>(<span class="locality">Milano</span>)<br />
 </span>Telefono: <span class="tel">02 89059291</span> (giapponese) &#8211; <span class="tel">02 26413212</span> (fusion)<br />
 Sito web: <a class="url fn" href="http://www.nu-pureasiancuisine.it/" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.nu-pureasiancuisine.it/?referer=');">http://www.nu-pureasiancuisine.it/</a><br />
Costo finale della cena: Non pervenuto :D<br />
</span></span><br />
<span class="myrating">Il voto fighetto: <span class="rating">2.0</span> stellette<br />
<img class="hreview_image" src="http://www.mucio.net/wp-content/plugins/hreview/starfull.gif" alt="*" height="20" width="20" /><img class="hreview_image" src="http://www.mucio.net/wp-content/plugins/hreview/starfull.gif" alt="*" height="20" width="20" /><img class="hreview_image" src="http://www.mucio.net/wp-content/plugins/hreview/starempty.gif" alt="" height="20" width="20" /><img class="hreview_image" src="http://www.mucio.net/wp-content/plugins/hreview/starempty.gif" alt="" height="20" width="20" /><img class="hreview_image" src="http://www.mucio.net/wp-content/plugins/hreview/starempty.gif" alt="" height="20" width="20" /></span><br />
</span></p>
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		<title>Mas</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Sep 2006 12:31:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alexyr</dc:creator>
				<category><![CDATA[Metti una fighetta a cena]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mucio.net/public/mas.jpg" alt="mas" class="fotocentro"/&gt;<br />
Dopo una lunga pausa estiva (va beh, ci avevo da fare) si torna alla recensione culinaria.</p>
<p>La fighetta di riferimento infatti ieri (il 7 settembre, siamo sempre un po&#8217; in ritardo qui &#8211; nota di Mucio) dopo ore di assedio in ufficio, doveva fare un aperitivo per sopperire al vuoto del suo frigo, ma data la fame, ha optato per mangiare qualcosa di veloce al Mas.</p>
<p>Il Mas &egrave; un famoso locale da aperitivi sull&#8217;Alzaia del Naviglio Grande (in realt&agrave; &egrave; dall&#8217;altra parte del naviglio &#8211; nota di Mucio), subito all&#8217;inizio che oltre fare un ottimo happy hour si da anche alla cucina di tapas e piatti spagnoli, che hanno il loro sporco perch&egrave;. Ma andiamo con ordine.</p>
<p>Ci si siede  ai tavolini in maiolica sotto i gazebo di tela bianca con i tappeti colorati per terra che vengono montati in otto secondi sull&#8217;alzaia chiusa al traffico.</p>
<p>E&#8217; un&#8217; opera ingenieristica mica da ridere (non vorrei essere nei poveri camerieri che ogni sera montano e smontano&#8230;), ma da l&#8217;idea di un vero ristorante, e non di un presidio in mezzo al colorato via vai dei Navigli, che ti scorre di fianco, facendo solo da piacevole e movimentato sfondo, da cui tu, per&ograve; non sei minimamente travolto.</p>
<p>Da notare le cameriere bionde (a fine serata il mio amico era certo di aver trovato la donna della sua vita) non tanto spagnole, visto il forte accento dell&#8217;est, per&ograve; belle, simpatiche e preparate sul cibo.</p>
<p>Cibo che &egrave; consistito in un po&#8217; di tapas miste, tra cui il tonno marinato che parlava da solo, una buona tortilla, e gli spiedini di carne d&#8217;agnello (tutto ci&ograve; annaffiato da un sano mojito&#8230;). Un momento di pura esaltazione per&ograve; al momento dell&#8217;arrivo del Musico, il dolce,  un tripudio di fichi caramellati, mandorle noci e panna montata. Sono fortmente convinta che ci siano bambini biafrani che ingeriscono tutte quelle calorie in tre mesi, ma non pensiamoci.</p>
<p>In sintesi, la cena mi ha rimesso in pace col mondo,cosa di cui avevo profondamente bisogno. Unico piccolo neo, &egrave; fastidioso cenare all&#8217;aperto, in buona compagnia, interrotti ogni dieci minuti dai venditori ambulanti&#8230;</p>
<p>Mas (Milano)<br />
Indirizzo: Ripa di Porta Ticinese, 11<br />
Telefono: 02 58100992<br />
Sito web: http://www.mas-milano.it/<br />
Costo finale della cena: circa 20&euro; cad. (tapas, dolce e cocktail)</p>
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		<title>Shambala</title>
		<link>http://www.mucio.net/2006/07/21/shambala/</link>
		<comments>http://www.mucio.net/2006/07/21/shambala/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 21 Jul 2006 00:32:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mucio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Metti una fighetta a cena]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><font><img xsrc="http://www.mucio.net/public/shambala.jpg" alt="Shambala - buddha in giardino" class="fotocentro"/&gt;<br />
Via Ripamonti è  un'entità mistica. Ti chiedi sempre dove, e soprattutto se, abbia una vera  origine, se questa strada che arriva a sgorgare in piene mura spagnole da  qualche parte cominci pure.</font></div>
<div><font /></div>
<p><font> </font></p>
<div><font><font><font>Bene, è li, alle  sorgenti del mistero milanese che si nasconde lo Shambala. Che si nasconde  proprio, perchè è in un cascinale oscurato da una pizzeria, con il parcheggio  riservato in mezzo agli sterpi. Poi entri e ci dev&#8217;essere un errore spazio  temporale, perchè la capitale mor(t)ale si dissolve oltre la porta difesa dalla  statua di un grande leone e ti trovi in un punto qualsiasi del&#8221;Asia del  Sud, in un grande giardino abitato da Buddha in pietra, grandi alberi, luci  soffuse, un laghetto, in un posto che sembra perfetto per le chiacchiere e per  la meditazione, che lo so che non sembra possibile e invece lo è. E ti trovi a  mangiare su tavoli di legno scuro, in mezzo ai bambù, in uno spazio ampio eppure  raccolto. Ah, so che spezza la poesia, ma ricordatevi  l&#8217;Autan.</font></font></font></div>
<p><font> </font></p>
<div><font><font><font>La cucina di base  sarebbe vietnamita, ma lo ammettiamo subito, è un vietnamita creativo ed adattato  un po&#8217; al gusto occidentale, pad thai a parte. Si passa dal sushi, al  tonno scottato in salsa di tamarindo, al mio must, il pollo croccante con salmone  e avocado da annegare in una salsa al miele e pepe, non sembra mangiabile, invece lo è.</font></font></font></div>
<p><font> </font></p>
<div><font><font><font>Sui piatti  prinicipali io mangio sempre e solo pad thai in quantità mostruose, sufficienti  a sfamare una squadra di hockey (che poi sono tagliolini di riso), ma mi si dice  che è tutto ottimo (e lo confermo, perchè io spilucco), specialmente i dolci, anche se sono poco asiatici e molto cioccolatosi.<br />
</font></font></font></div>
<p><font> </font></p>
<div><font><font><font>Mi si dice che sia  un posto prettamente romantico, ma io ci ho portato la mia migliore amica, mia  madre, 15 colleghi, un fidanzato ed è sempre piaciuto a tutti, fosse anche per  il servizio silenzioso, ma attento.</font></font></font></div>
<p><font> </font></p>
<div><font><font><font> <font /></font></font></font></div>
<p><font><font> </font></font></p>
<div><font><font><font><font><font><font>Shambala, Trattoria  asiatica dai grandi Alberi (Milano)<br />
</font></font></font></font></font></font></div>
<p><font><font> </font></font></p>
<div><font><font><font><font><font><font>Indirizzo: via Ripamonti 337<br />
</font></font></font></font></font></font></div>
<p><font><font> </font></font></p>
<div><font><font><font><font><font><font>Telefono: 02 5520194  (dopo le 16)<br />
Sito web: http://www.shambalamilano.it</font></font></font></font></font></font></div>
<p><font><font> </font></font></p>
<div><font><font><font><font><font><font>Costo finale della cena: sui 40 € cad.</font></font></font></font></font></font></div>
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		<title>Cueva Maya</title>
		<link>http://www.mucio.net/2006/06/22/cueva-maya/</link>
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		<pubDate>Thu, 22 Jun 2006 16:16:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alexyr</dc:creator>
				<category><![CDATA[Metti una fighetta a cena]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="fotocentro" alt="Cueva Maya" src="http://www.mucio.net/public/cuevamaya.jpg"/&gt;<br />
Dopo una settimana (anche un po&#8217; di pi&ugrave; ndM),  posso dire che il tasso alcoolico dovuto al vino rosso &egrave; finalmente  svaporato.</p>
<p>La cena al Cueva Maya si &egrave; rivelata, come attesa, un vero bordello. Forse mettere un branco di  consulenti in libera uscita davanti a colate di alcool non &egrave; una brillante  idea,se ci tenete all&#8217;aplomb. Comunque.<br />
L&#8217;ambiente fa molto  ristorantino per bene, con pochi e fini riferimenti all&#8217;arte maya. Grazie al  cielo non stanno cercando di convincermi che sono in un  tempio.</p>
<p>La cantina si rivela  immediatamente una tragedia, visto che pare non riescono ad avere pi&ugrave; di due  bottiglie di vino rosso dello stesso tipo, facendoci fare un casino enologico  passando tra nero d&#8217;avola, qualcosa di friulano e un tinto  messicano. Il cameriere invece  &egrave; stato gentile, simpatico e soprattutto in grado di tenere a bada le belve  feroci, secondo me ha avi domatori di leoni. Un po&#8217; troppo &#8220;faccio tutto io&#8221;,  ma simpatico.</p>
<p>E il cibo?  Buono, non  troppo speziato, molto vicino al nostro gusto, abbiamo mangiato quasi tutti  fajitas, e con poche tortillas. Le porzioni per&ograve; pi&ugrave; che  abbondanti.</p>
<p>Alla fin della  fiera, un buon ristorante ma non il best of. Forse per&ograve; sar&agrave; il caso di non  andarci con un branco di iene. Sono dell&#8217;idea che abbiano terrorizzato il  cuoco.</p>
<p>Cueva Maya (Milano)<br />
Indirizzo: viale Monte Nero 19<br />
Telefono: 02 55185740<br />
Costo finale della cena: sui 30 &euro; cad. (ed ettolitri di vino)</p>
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		<title>Kandoo Nippon Restaurant</title>
		<link>http://www.mucio.net/2006/06/05/kandoo-nippon-restaurant/</link>
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		<pubDate>Mon, 05 Jun 2006 21:06:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alexyr</dc:creator>
				<category><![CDATA[Metti una fighetta a cena]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a><img class="fotocentro" alt="chopsticks" src="http://www.mucio.net/public/chopsticks.jpg"/&gt;</a><br />
Inauguriamo con questo post una nuova categoria su mucio.net, avevo voglia di una rubrica che parlasse di cibo e di locali, ma in giro ce ne sono gi&agrave; mille e, per lo pi&ugrave;, del tipo &quot;&#8230;Chianti classico, vendemmia 2001, gusto asciutto, sapido, leggermente tanninico che ben si sposa con&#8230;&quot;</p>
<p>Fortunatamente ho conosciuto <a>Alexyr</a>, che, malgrado sia una consulente in tailleur, nuova mini e drammi esistenziali legati al suo guardaroba, &egrave; anche dotata dell&#8217;autoironia necessaria a sopportarmi e si &egrave; prestata a questa assurdit&agrave; di recensire in poche righe i locali che frequenta (Mucio) .</p>
<p>Il verdetto &egrave; combattuto.</p>
<p>Innanzi tutto, le aspettative erano alte: il posto sembrava carinissimo, non troppo fighetto, ma molto fine, vicino a casa mia (sia mai che trovo un Jap degno di questo nome a 5 minuti da casa?) e un sacco di gente mi ha detto che si mangia benissimo. Quindi parto, con le migliori intenzioni.<br />
&nbsp;<br />
Allora, il locale &egrave; chic, con anche il suo bell&#8217;angolino tatami, lineare e di design al punto giusto&#8230; fin troppo giusto. Sembra di essere entrata nello stereotipo del ristorante giapponese della Capitale Mortale. Spiazzante. Per&ograve; le cameriere sono fantastiche e il servizio non &egrave; male (per&ograve; non mi hanno dato lo straccetto caldo!)<br />
&nbsp;<br />
Il cibo era molto buono. In realt&agrave;, a fine cena ero disposta ad innalzare un tempietto votivo al filetto di tonno scottato con sesamo. La presentazione del sushi e del sashimi spettacolare. Il problema, le quantit&agrave;. Ok, uno non va al giapponese per nuotare nel cibo, ma non puoi neppure uscire a dover fare una tappa al baracchino di Viale Argonne perch&egrave; hai fame!!!</p>
<p>Kandoo Nippon Restaurant (Milano)<br />
Indirizzo: viale corsica 38<br />
Telefono: 02 70126079<br />
Sito web: <a>www.kandoosushi.it</a><br />
Costo finale della cena: 40 &euro; cad. (ma i 25 euro del tokai hanno inciso sul conto)<br />
<font></font></p>
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