Alla mattina
Ma tu ce ne hai voglia di svegliarti così presto?
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Caro direttore,
mi rivolgo a lei con la presente perché purtroppo la mia situazione sta diventando ridicola. Avrei voglia di cominciare questa mia lettera aperta con dei complimenti e altri convenevoli di rito, ma sinceramente non posso permettermeli. Arrivo subito al dunque così le sarà più facile comprendere le mie parole.
Come molti altri italiani devo essere in ufficio alle nove, minuto più minuto, di conseguenza punto la sveglia ad un orario che ragionevolmente mi permetta di svegliarmi, lavarmi, vestirmi, fare colazione e recarmi al posto di lavoro entro l’orario previsto. Sarò sincero non sempre riesco a fare tutto questo nell’ordine in cui l’ho scritto, talvolta il risveglio avviene dopo la colazione, spesso anche dopo l’arrivo in ufficio.
La mia situazione sta diventando ridicola nella misura in cui ogni mattina arrivo in ufficio in ritardo: mi ritrovo in questo momento a scriverle perché ho già provato le più diverse soluzioni, dall’andare a letto presto al fare la doccia alla sera, a prepararmi i vestiti per il giorno dopo prima di coricarmi o a saltare la colazione, continuo ad arrivare in ritardo, ma, con i miei fallimenti, sono riuscito a circoscrivere la causa del problema.
Arriviamo quindi al motivo principe di questa lettera, e mi permetta una schietta richiesta: non è proprio possibile anticipare di tre quarti d’ora La storia siamo noi?
Certo della sua comprensione, colgo l’occasione dei saluti per augurarle delle liete festività.
Questo ieri sera sulla bacheca di Facebook:
Ola Zajac wrote at 11:46pm
dobbiamo andare di nuovo a parigi. poi ti dico perche
E ci eravamo sentiti prima e ci siamo visti dopo, ma mica mi ha detto nulla.
- Sembro appena tornato dall’isola dei famosi con questa barba…
- Ciao Vladimir tutto bene?
- Almeno sn tornato da vincitore!
(dialogo ripreso dallo status facebook di mio cugino)
Io ho un’immaginazione molto sviluppata e la cosa a volte mi ha causato dei problemi. Tipo al funerale della madre della mia professoressa di italiano, quando tutti andavano lì a dirle “condoglianze”, un mio compagno mi disse “mi raccomando, non dirle congratulazioni”, così hoimmaginato la scena, una stretta di mano, cordiale, una leggera scossa e “congratulazioni”. Ho iniziato a ridere e alla fine niente condoglianze.
Ma non volevo parlare di questo, volevo scrivere di quello che mi accade ultimamente; poiché saltello spesso da una finestra all’altra quando sono su internet, spesso mi capita di leggere le liste dei miei contatti su facebook o su msn molto velocemente, una scorsa e via e ci sono alcuni nomi che i miei occhi leggono in un modo e il mio cervello elabora in un altro. La cosa ormai la considerò norma, quindi mi preoccupa poco e niente.
Scrivo questo però perché poco fa leggendo i contatti su msn ho visto, ma ovviamente non era vero, come sottotitolo di un mio contatto “Domine Iddio perdonami”.
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