Daily Archive for June 24th, 2006

Compleanno

"…e supponiamo che sia vissuto fino a quattromila anni… e supponiamo ancora che nel suo rimbambimento stia ancora smerciando bevande alcoliche, facendo eccitare le ragazze, sbarazzandosi di uomini politici corrotti, e che difenda appassionatamente la maternità.

Allora, non direste che quel tipo è un dio?"

E non sarebbe anche l’unico dio con il quale vi passereste il compleanno?

Eddie Campbell
In giro per le isole con Bacchus
Bacchus Volume 4
Edizioni BD/Altà Fedeltà
15 € (veramente spesi bene)

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Raccontami una favola con un folletto?

C’era una volta una bambina con i capelli lunghissimi, un giorno la nonna le regalò due nastri con dei campanellini per farsi le trecce e le disse:
- Questi sono dei campanellini magici se fai la cattiva il folletto dei campanellini ti prenderà le trecce.

Ma si sa le bambine a volte sono monelle e così un giorno la bimba disubbidì alla mamma e andò a giocare con le caprette del nonno di nascosto sporcandosi tutta. Allora sentì i campanellini iniziare a tintinnare forte e una vocina lontana che diceva:
- Dove sono i miei campanelli? chi è che ha disubbidito alla mamma?

La bambina allora si mise paura e iniziò a scappare, per nascondersi, ma ovunque andasse sembrava che il folletto si facesse più vicino. Allora scappò nel fienile e si nascose tra la paglia.

- Dove sono i mie cam… Ahi!
La bambina sbrirciò da sotto alla paglia e vide che il folletto si era fatto male inciampando nel forcone che il nonno usava per dare da mangiare ai cavalli.

Allora le dispiacque per il piccolo folletto e gli si fece vicino porgendogli il suo fazzoletto per fasciarsi la gamba che si era ferito.
- Ma tu non hai paura di me? - chiese il folletto - non hai paura che ti rubi le trecce?
La bambina allora si ricordò di quello che le aveva detto la nonna e rimase immobile impaurita.

Il folletto allora prese il fazzoletto, se lo passò sulla ferita e questa immediatamente sparì, poi guardò la bambina che era ancora senza parole, strizzò un occhio e il vestito sporco della bimba tornò pulito.
- Oh! - esclamò la bambina.

Poi il folletto si tolse il cappello, vi infilò una mano dentro e tirò fuori una piccola bacchetta tutta storta: - Però i miei campanelli me li riprendo.

Ma in quel momento si sentirono le voci della nonna e della mamma che chiamavano la bambina. Il folletto allora, un po’ preoccupato, si guardò intorno: - Ahi, devo andare prima che mi vedano…
Poi agitò la bacchetta e disse: - Uhm… sei carina con queste trecce, ci vuole qualcosa di meglio per queste trecce.

E mentre lo diceva la nonna arrivò nel fienile: - Eccoti, sei qui allora.
La bambina si girò: - Nonna! guarda un folletto! - Ma quando lo indicò alla nonna il folletto era sparito.
- Ma i folletti non esistono - disse la nonna sorridendo.
- Io l’ho visto, era nel fienile, si è preso i campanelli - protestò la bambina.
- Andiamo dai, che la torta è pronta per la merenda.
- Evviva!

E non appena lo disse centinaia di farfalle colorate iniziarono ad uscire dai fermagli che le aveva lasciato il folletto.

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