Quando ci sono andato il maestro era sul cancello con una mano alzata per indicarmi dove dovevo andare.
Io l’avevo avvertito, prima di andare da lui sarei stato a pranzo da un’amica, in campagna, a mangiare, a bere, guarda arriverò ubriaco. Sono arrivato ubriaco.
Volevo lasciare la macchina aperta sotto casa del maestro, ma il suo gatto, nero, con due macchie bianche sul petto, si è subito infilato dentro e preso le misure per cominciare la manicure.
Il maestro ha quasi vent’anni più di me e quando io nascevo faceva già il musicista fricchettone. Adesso comincia ad avere i capelli bianchi, forse la cosa lo renderà più affascinante per le donne, a me ha fatto pensare che malgrado io abbia quasi ventisette anni sono ancora in costruzione.
A proposito di donne, la moglie del maestro ha fatto un dolce per me, per l’ospite che andava a trovarli, chissà che figura ho fatto fare al maestro.
Comunque è simpatica e gentile, simpatica perchè mi ha offerto il dolce e altro vino, gentile con il maestro perchè lo sopporta.
Mentre amabilmente chiacchieravamo in cucina, è passato il figlio del maestro, che ha sei anni. Che però è timido, quindi passa e se ne va.
Allora lo inseguo e prima che chiuda la porta gli chiedo dei gormiti di cui ha il poster sulla porta della camera, allora mi fa entrare e mi fa vedere i gormiti, i dinosauri, i lego, i disegni e un sacco di altra roba.
Una marea di giocattoli tutti perfettamente nelle loro scatole, mensole e postazioni di combattimento. Maestro spero non constringiate quel povero bambino a mettere in ordine tutto ogni volta che gioca.
Dopo non aver considerato maestro e consorte per una buona mezz’ora, visto che c’erano persone e cose più importanti in quella casa, siamo andati su nello studio.
(continua…)

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