Avere una macchina che è un antistress fa passare un sacco di problemi.
Il rituale è ormai sempre lo stesso, esco dall’ufficio, salgo in macchina, metto in moto, accendo la radio, apro il tetto, apro i finestrini anteriori che sendono giù da soli, apro quelli posteriori, metto la retromarcia ed esco da parcheggio, schiaccio la rotella per aprire il tetto per farlo scendere fino in fondo e coprire il lunotto posteriore, poi metto la prima e parto, girando in curva sempre un po’ più tardi del dovuto per sentire (o credere di sentire) la macchina che si piega come le citro�n di una volta.
Qualcuno vuole provare a fare un giro? come qualche settimana fa, a Roma, una birra e una capirissima, di notte, con gli Smash Mouth a palla, in compagnia di gente simpatica, senza femmine rompiscatole, quasi per festeggiare la cosa, ora lo so, con quel sorriso beffardo che mi fa sempre rischiare di prenderle. Passando i semafori usando l’altra corsia di marcia per superare chi è ancora fermo, come le mini azzurre e bianche, che sembrano uscite da una fabbrica di supposte colorate. Finche non ha iniziato ad andare in funzione l’ABS sui sampietrini bagnati, a quel punto ho rallentato, poco dopo c’era anche la cornetteria.
Aldilà delle minchiate questa settimana La Bombonera ha superato i 30 000 chilometri, quando l’ho presa pensavo li avrei fatti in tre anni, invece ci ho messo meno di dieci mesi.
Il viaggio più lungo è stato il Salerno-Parigi dell’anno scorso e si accettano prenotazioni per fare un weekend lungo in qualche altra parte dell’europa, quest’estate ai primi di agosto, per festeggiare il compleanno vero. Pensavo di andare in Inghilterra per passare il tunnel della manica o arrivare a Mosca, di possibilità ce ne sono tante.
Consuma un po’, è un po’ stretta dietro e a ripresa sta messa male, però a volte credo che non riuscirò ad innamorarmi più di una donna finchè avrò questa macchina.
(nella foto: non capita a tutti di avere un antistress nella macchina uguale alla stessa)
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