tutti credevano che quella cattiva fosse cappuccetto rosso, invece…
nel bosco, la nonna con la scusa che era vecchia, malata e rimbambita poteva farsi i fatti suoi del tutto indisturbata…
ai più la cosa sembrerà assurda, d’altronde hanno sempre sentito solo una campana, ma nella casina…
sì, sì, avvicinatevi alla finestra, non abbiate paura, a voi non può farvi nulla quelli in pericolo siamo stati noi…
per tanto, tantissimo tempo…
Cappuccetto seguì il sentiero, non possare dal bosco, è pericoloso, come se essere una bambina la rendesse una stupida, una furba di tre cotte invece…
che occhi grandi, che mani grandi, che bocca grande e a nessuno che venisse il minimo sospetto, il lupo, il lupo, colpa del lupo, lui sempre lui…
già peccato fosse già morto da settimane e arrivò il cacciatore, che sparò alla nonna che si era mangiata cappuccetto e chissà quante altre bambine.
Il testo l’ho scritto ubriaco, delimitando le vignette, i disegni li ha fatti il pittore Gauguin il giorno dopo da sobrio. Come al solito cliccare per ingrandire l’immagine.
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