Daily Archive for April 3rd, 2006

MMS gratis per un mese

Gli MMS rubati

Qualcuno vuole un MMS per provare il cellulare? Mandatemi una mail.

Come smettere di andare a bere in un posto

Ieri sera io e Michel arriviamo dopo, Sergio e a bere fuori, seduto su un gradino, Mirko dentro, chiacchiera con due australiane. Il buffet è finito, ci prendiamo, un po’ a fatica, due guinnes e ci mettiamo vicino al bancone a bere. Poco dopo le australiane vanno e Mirko si unisce a noi a fare due chiacchiere.

Però abbiamo giusto un po’ fame, soprattutto io, ma il buffet è finito, dopo un po’ la cameriera porta un vassoietto circolare di legno a due ragazzi seduti un po’ più in là, una baguette tagliata fettine, abbrustolite giusto un po’ e sopra della crema al formaggio e cose simili, insomma due stuzzichini simpatia.

Allora chiedo anche io se è possibile avere una cosa simile, immaginando dai toni delle conversazioni che quelli appena serviti dovevano essere degli amici o dei clienti abituali, fa niente, tanto chiedere non fa danno. Il tipo del locale mi guarda con gli occhietti semichiusi, un ghigno paraculo e scuote la testa, io chiedo tranquillamente e lui mi scuote più volte la testa.

Alla domanda cosa si può avere dunque, la ragazza mi dice che ci sono delle piadine cotto e formaggio, sono dietro al bancone già pronte, insomma, oppure delle pringles o delle noccioline, pringles nel tubo e noccioline nei pacchetti monodose, vabbè fa nulla, sto bene così. La fame nello stomaco e la morte ne cuore.

Sergio che nella confusione capisce poco quello che la ragazza mi ha detto, mi chiede di ripeterglielo e alla fine non è convinto, quindi le chiede un menù, ma al Pogue non lo hanno, le chiede cosa c’è allora e lei ripete la lista fattami poco prima, al che Sergio le dice che altre volte aveva mangiato anche altre cose, addirittura una pizza, ovviamente pagando il tutto.

La tipa gli dice che proprio ieri sera non aveva niente, finito tutto, avevano venduto tutto a pranzo, al brunch, mentre Sergio chiede conferma di questa cosa, per risedersi sereno che un disguido può capitare ovunque, che lo sappiamo che nessuno e perfetto, quindi va bene anche così.

Il ragazzo che prima era dietro al bancone, dall’angolo che conduce al bagno, dice alla ragazza in maniera molto secca di lasciar perdere, perchè c’è gente che vuole bere. Ci giriamo e l’unico che vuole bere è un tipo, tranquillissimo, che sembra essere abbastanza del posto e non sembrava seccato, visto che era arrivato proprio poco prima.

Noi ci rimaniamo per un attimo, ci rigiriamo il bicchiere in mano e ci beviamo le nostre birre già verso la fine. Poi il ragazzo torna dietro al bancone e fa storie con la cameriera che fino a poco prima si abbracciava e baciava, noi siamo in silenzio, ma io e Sergio che abbiamo capito ci guardiamo e sorridiamo sotto ai baffi. La ragazza s’era giustamente incazzata per come l’aveva trattata. Finiamo di bere e usciamo.

Io non dico nulla, Sergio è arrabbiato e dice che con il Pogue ha chiuso, probabilmente il tipo ha i suoi clienti e non ne vuole altri, Michel, che ci veniva per la prima volta, dice che non gli è piaciuto e che non ci tornerà. Io rimango a fissare il tipo, che decide di mettersi sulla porta del locale e fissarmi, ovvio che non abbasso lo sguardo, perchè se vuoi fare il simpatico con me che non ti conosco non me ne frega, mi scivola addosso, ma se cominci a fare lo stronzo allora la cosa diventa diversa, perchè mi inizio a divertire. Alla fine scende dal gradino e non so che cazzo va a fare con uno.

Noi ce ne andiamo dal Pittore con la ferma intenzione di non tornare più al Pogue Mahone’s.


Alessandra Mussolini per la pena di morte

alessandra mussolini monta un palco e cerca di toccare il soffitto

Il suono della sveglia, in un infuocato clima di campagna elettorale che ha indubbiamente spaccato il paese, viene dato dalla signora Alessandra Mussolini, che scaglia per prima la pietra contro la peccatrice. Pur non essendo senza peccato, infatti, è la sua la prima voce fuori dal coro tra le tante allineate sul un generico politically correct, sia a destra che a sinistra, su un buonismo di facciata che vorrebbe rastrellare ancora i voti degli ultimi indecisi, magari di quegli italiani che tornano in queste ore dopo essere stati sei mesi in vacanza sulla Luna e non sanno nulla di quello che sta succedendo nel Belpaese.

E allora ecco che arriva la proposta scioccante, come un fulmine a ciel sereno, che coglie impreparati alleati ed avversari, da Rifondazione Comunista ad Allenza Nazionale, da Caruso a Rauti, tutti sussultano, a tutti il respiro rimane strozzato in gola. La dichiarazione della Mussolini è come un preciso diretto allo stomaco dell’avversario, un colpo secco e deciso che mozza il fiato, piega le ginocchia ed espone al prossimo successivo colpo, che arriverà presto, preciso, all’altezza del mento per buttare al tappeto quelli che più che avversari sono solo dei patetici sparring partner.

Eccoli adesso tutti ad andarle dietro, come le comari di un paese dietro al parroco con il cero nella processione del santo patrono. Si sono svegliati, fanno a chi la spara più grossa, tutti vogliono dire la loro, chi propone la pena di morte, chi le torture cinesi, chi di mangiare i bambini, chi di appenderli a piazzale Loreto, magari ai semafori. Ridicoli come sempre.

Invece lei, Alessandra, che per prima ha sollevato il polverone è contenta, sa di aver fatto la cosa giusta, ha letto nel cuore degli italiani quello che da anni sopportavano in silenzio, subendo uno stato di cose che li faceva vergognare in casa come all’estero della propria storia. Grazie.

Era ora che qualcuno in Italia chiedesse la pena di morte per chi fa apologia del fascismo.

Update: Questo post è finito su liberoblog come se fosse un post a favore di pena di morte e di Alessandra Mussolini, se l’avete letto tutto avrete capito che non è così, ma su libero pare che non si usi leggere i post prima di commentare. Ciò mi provoca notevole imbarazzo e timore che amici e parenti mi tolgano definitivamente il saluto. Amici e parenti questa nota è per voi, continuate a salutarmi, per favore.