Daily Archive for March 2nd, 2006

Aiuta anche tu Alessandro Baricco

Dalle pagine di repubblica online Alessandro Baricco si scaglia contro dei critici colpevoli di aver stroncato in due righe i suoi libri e la sua poetica tutta. Io sono d’accordo sulle polemiche quando si parla di libri e letteratura, perchè quando si fa polemica si attira gente e se si attirano persone intorno ai libri o alla cultura non è mai male, anche se poi i libri sono degli Harmony o peggio, l’importante è che se ne parli e girino un po’ di soldi in più, così da veder pubblicati anche in Italia autori sconosciuti che altrimenti non potremmo vedere.

Comunque a me Baricco stava simpatico quando faceva il divulgatore letterario in tv, un po’ meno ultimamente. Di suo non ho mai letto nulla, ma lo vedo sempre più cotonato, col maglioncino, un po’ di pancia, va bene non sarò io a consigliarti la palestra o di vestirti meglio, da che pulpito. Però sinceramente mi dispiace che si sia esposto con il pezzo uscito su repubblica, un pezzo inutilmente pomposo, quindi gli ho dato un aggiustatina.

Giusto una premessa, ho solo tagliato quello pensavo fosse di più, ho cambiato solo alcune minuscole in maiuscole per rispettare le regole dell’italiano, ma anche le virgole sono riciclate, se volete giocare anche voi ad "Aiuta Baricco" potremmo farne un sito a lui dedicato, l’importante è non aggiungere niente e cambiare l’ordine delle parole:


Critici, ho una stroncatura
di BARICCO

La scorsa settimana, su queste pagine, esce un articolo di Pietro Citati. Racconta quanto lo ha deliziato vedere i pattinatori-ballerini delle Olimpiadi a tal punto - scrive - che "dimenticavo tutto: le noie, le mediocrità, gli errori della mia vita; dimenticavo perfino "l’Iliade" di Baricco, e la vasta e incomprensibile ottusità dei volti di Roberto Calderoli e di Alfonso Pecoraro Scanio". Mi arriva la coltellata e lascio l’articolo e vado a leggermi l’Audisio.

Qualche giorno dopo, sull’Unità un lungo articolo di Giulio Ferroni sull’ultimo libro di Vassalli dice: "Che distanza abissale dalla stucchevole e ammiccante epica automobilistica dell’ultimo Baricco!". Con tanto di punto esclamativo.

Citati e Ferroni sono due mandarini della nostra cultura. Per la cronaca, Citati non ha mai recensito la mia "Iliade", e Ferroni non ha mai recensito "Questa storia". Il loro contributo sui miei due ultimi libri è nelle due frasette che avete letto.

È un modo di fare che conosco bene, complici dell’uditorio, deliziato.

Potrei dire che non me ne frega niente.

Se trovate così stucchevole un libro che centinaia di migliaia di italiani si affrettano a leggere, e decine di paesi tradurre, forse è il caso di spiegare che la letteratura è un’altra cosa a illetterati dominati dal cinema e dalla televisione.

Si dirà che anche il silenzio è un giudizio. Lo so che per persone intelligenti e colte come Citati e Ferroni i miei libri per usare una frase di Vonnegut, stanno facendo alla letteratura quello che l’Unione Sovietica ha fatto alla democrazia.

Come si fa a non intuire che i miei libri sono poca cosa, ma i lettori ci trovano qualcosa che allude a un’idea differente di libro, di narrazione scritta, di emozione della lettura? Magari molta gente avrebbe bisogno che gli spiegaste cos’è questo impensabile che sta arrivando, e questa apparente apocalisse che li sta seducendo?

Non sarebbe vostro compito dirlo con l’intelligenza e non con quelle battutine.

Ho abbastanza libri e lettori alle spalle per poter pretendere dalla critica comportamenti civili. O avete il coraggio e la capacità di occuparvi seriamente dei miei libri o lasciateli perdere

Adesso vi dico cosa avrei dovuto fare, stare zitto e lasciar passare un po’ di tempo. Poi, facendo un reportage su, che ne so, il Kansas, una frasetta tipo "questi rettilinei nella pianura, interminabili e pallosi come un articolo di Citati". Un mesetto dopo, negli Stati Uniti, avrei trovato di chiosare che lì si beve solo birra analcolica, "triste e inutile come una recensione di Ferroni". Pari e patta.

Purtroppo però l’altro giorno ho visto il film su Truman Capote. Mi ha ricordato una passione, cieca, maleducata, aggressiva e vergognosa.

Mi è sembrato così falso starmene a prendere sberle dal primo che passa. Se me ne stavo a casa a vedere Lazio-Roma, oggi eravamo tutti più sereni e tranquilli. E penosi.


Caro Baricco spero non te la prenderai, ho lasciato un po’ delle tue ripetizioni eccessive perchè piacciono anche a me, però davvero potevi essere un po’ più stringato, sembrava uno di quei post da blog adolescenziali.