Ed è così che alla fine ti tocca morire,
ottuso, tremante, stai lì fermo
ad aspettare la lama del carnefice,
il coltello del macellaio o della contadina.
Se potessi cosa faresti? scappare non sai,
sordo alla vendetta che non trova spazio
nella tua vuota testa che non cerca salvezza,
cieco sei davanti alla morte.
Non lo fissate, dicono certe vecchie,
l’odio muto del coniglio può far impazzire.
Ed io so che è vero.
Perchè, mentre ti guardo, vedo me
e tu vedi me e le mie orecchie tremano
e la tua lama verticale è sempre più vicina.

Una volta questo era un blog fatto di solo testo ora si sta riempiendo dei disegni e delle foto più varie. Questo me l’ha mandato Idras come commento alla storia precedente.
Ah si, Milù è fantastica.
Cliccando vedrete la foto nelle dimensioni originali.
Gion aveva fame quel giorno, così chiese a Milù di preparargli un panino con le fragole. Nel frattempo dal bosco arrivava Sonetto, il gufo cantautore di ballate popolari volgari. Gion lo vide arrivare e lo salutò con un gesto della zampa. Sonetto si fermò sulla staccionta: - Vuoi sentire quoalcosa di nuovo Gion?
in quel momeno Milù uscì di casa con un panino, quando vide Sonetto rimase sorpresa e le scivolò di mano il piatto con il panino. anni prima Milù era stata innamorata di un gufo e nella luce del pomeriggio, controsole, l’ombra di Sonetto le era sembra quella di un altro gufo.
Subito Milù si piegò a raccogliere i pezzi del piatto, Gion la guardò farlo, poi “Allora questa nuova canzone?” disse a Sonetto. E Sonetto cominciò a cantare una canzone vecchia, vecchia di anni che solo un’altra persona conosceva. Milù tornò in casa nascondendo le lacrime.
Finita la canzone Sonetto salutò Gion e andò via, poco dopo uscì nuovamente Milù con un nuovo panino.
- Tanto ci voleva gatta?
Attori: Gion cane - Milù gatto - Sonetto gufo.
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