Se ascoltate per caso questa trasmissione radiofonica, se conoscete per caso questo tipo, probabilmente riderete di più leggendo questo post:
Nella vita si sa può succedere di tutto, l’altro giorno mentre compravo il giornale il mio amico edicolante mi chiesto un consiglio sul nome della figlia “meglio Silvia o Laura?”, buona domanda, meglio Leopardi o Petrarca, la risposta la saprete solo ai primi di marzo, Laura o Silvia che sia.
Ma può succedere anche di nascere in qualche paese di passaggio dal terzo mondo, invece che negli Stati Uniti; ti può capitare di fare musica in dialetto in qualche provincia, invece di nascere a Nahville e fare musica country con il cappellone da cowboy gay; ti può anche capitare che tu non abbia altro modo per raccontare il mondo se non prendere una chitarra, mettere su una basetta midi, attrezzare uno sgabuzzino a studio di registrazione e improvvisare con i tuoi amici dei pezzi che diventano subito culto.
No, non stiamo parlando di qualche spacciatore sudamericano che è passato a fare musica. L’artista di cui parliamo è italianissimo, canta in una lingua che è a metà tra un sgangherato dialetto napoletano e una storpiatura della lingua di Dante, i suoi pezzi sono diffusissimi su internet e lo si vede cantare pochissimo dal vivo perchè i suoi testi sono tutti più o meno scorretti, ma soprattutto perchè lui non ne ha voglia.
Chi lo conosce avrà già capito di chi stiamo parlando e se ancora non ci è scappata una parolaccia non è colpa sua. Lui è Gianfranco Marziano e questa è la sua Senza Pesce.
Audio: Gianfranco Marziano - Senza Pesce
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