Daily Archive for January 4th, 2006

Appunti

Visto che ho un sacco di cose da scrivere su Parigi e quello che mi è capitato, Exdjbat c’era pure la negretta per te senza i trenta euro però, approfitto un attimo per tediarvi con pensieri innocui. Primo ho messo la presentazione della mia augusta persona qui, visto che oggi m’è venuta l’ispirazione, secondo non mi ricordo più ma aveva a che fare su qualcos’altro, terzo mi scuso per il racconto non scritto di Natale, ma la cosa è diventata più grossa del previsto e mi ci devo mettere d’impegno, però sarete tra i primi a leggerlo.

A presto con altre cose interessanti, tipo la barzelletta di quello che si chiude nudo in una sdraio in ascensore a capodanno, non la sapete? che dirvi non è già abbastanza divertente immaginare un tipo nudo, bloccato in una sdraio in un’ascensore la notte di capodanno? immaginate le facce dei pompieri che lo libereranno. Povero cristo. E che caini voi che volete anche che aggiunga altro.

La metro

La metro, ad esempio, a Parigi è comodissima, passa ogni due minuti, ha ventimila linee, l’ultima corsa non si paga e se guardate le indicazioni riuscite ad arrivare ovunque senza perdervi. Visto che ero quello che prestava più attenzione alle indicazioni, sono stato nominato capospedizione, peccato che per le prime ventiquattro ore continuassi a dimenticare dove avevo messo l’abbonamento per i tre giorni che avevamo fatto. Poi mi sono rassegnato a tenerlo sempre nello stesso posto e le cose sono migliorate.

Per la cronaca la mia linea preferita è la sei, perchè i treni hanno anche le gomme e a me la cosa fa sempre ridere, in alcuni tratti è sopraelevata e ha la fermata Bastille che è praticamente sulla Senna, non accanto, proprio sul ponte e ci sono i bateau parcheggiati sotto.

Nella foto: Bambini non infilate le mani dove le mette il simpatico coniglietto rosa checca.

Se non puoi batterli unisciti a loro

La notte di Capodanno, sulla via del ritorno ci siamo imbattuti in metropolitana in tre neri vestisti a festa, uno con un completo da gangster, un altro con una giacca di pelo very truzzo, l’ultimo non me lo ricordo. Sono entrati nella metropolitana facendo gli auguri di buon anno a tutti e invitandoci a bere da una bottiglia di rum fatto nel loro paese, mentre Michel Melange prendeva posto io e il pittore Gaugin non abbiamo rinunciato all’offerta, prima il pittore, poi io, il tipo in giacca di pelo mi ha invitato a dare una bella sorsata, non me lo sono fatto ripetere due volte e visto che a scrocco le cose sono più buone, c’è rimasto male per quanto me ne sono bevuto. A quel punto ci hanno lasciato perdere e sono andati a vendere un dito di plastilina ad un giapponese con la faccia più da fesso delle nostre per dieci euro. Nel frattempo siamo arrivati alla fermata successiva, si sono affacciati con circospezione, "nous sommes allergique à la police" ha fatto quello col completo, "nous aussi" ha detto il vostro Mucio preferito che quando beve ha la lingua più lunga del solito, così hanno cambiato vagone.

Ps il rum offertoci si chiamava "La bella calabresse" che sinceramentente non so come faccia ad essere un rum della Guyana, ma va bene lo stesso.

Il viaggio di andata

La partenza è stata un po’ ritardata a causa del tipo delle pizze a domicilio che è arrivato in ritardo, io avevo mangiato già a casa però due fette di pizza le ho prese anche io. Così sotto casa del pittore Gaugin comincia il nostro viaggio verso Parigi.

- Mucio fai un attimo silenzio che voglio godermi questo momento.
[il pittore Gaugin abita su delle colline da cui si vede tutta Salerno quindi l'idea non è del tutto malvagia]
- …
- …
- Bello partire con Mancuso.
[Mancuso era il concessionario che faceva pubblicità dietro al pullman che abbiamo seguito a passo d'uomo per scendere da casa del pittore Gaugin.]

Andiamo a prendere gli altri e poi decidiamo di andare a Piazza della Concordia a fare la prima foto prima di partire, poi si parte ed è quasi mezzanotte.

Il viaggio scorre tranquillo, tra Ponzano e Roma Nord c’è rischio neve che non vediamo nemmeno per sbaglio, facciamo qualche cambio, poi dopo Firenze per la Salerno - Reggio Calabria del Nord, cioè la Firenze - Bologna torno io alla guida della Bombonera tra ghiacci e spazzaneve. -*- Per le mamme -*- Detta così è la Siberia in realtà molto meno, è solo un artificio letterario. -*- Fine messaggio per le mamme -*-

Superiamo agilmente anche il monte bianco ed arriviamo alla prima area di servizio francese. In Francia su ogni cartina il punto in cui vi trovate è quello dove le dita di chi prima di voi ha osservato la cartina ha scavato un buco.

Il viaggio per Parigi diventa più lento, fa freddo e si rompe il lavacristalli anteriore quindi ogni tanto ci dobbiamo fermare per dare una pulita ai vetri e fare qualche palla di neve.

Alla fine ce la facciamo, grazie al precorso stampato da viamichelin riusciamo ad arrivare alla meta, traffico e francesi permettendo, ma dopo aver partecipato al grande gioco di Natale la settimana prima non ho grossi problemi sulla periferique.

Il grande gioco di Natale o anche il grande gioco dell’autostrada di Natale è un gioco molto semplice che consiste nel cercare di arrivare da un’uscita ad un’altra dell’autostrada, uscite scelte dal giocatore, nel più breve tempo possibile ovvero cercando di stare il più possibile nella corsia di marcia più veloce. Il gioco si può giocare solo sulle autostrade italiane e segue delle regole un po’ diverse da quelle solite del codice della strada, ad esempio la corsia più lenta non è quella a destra ma quella a sinistra. Una buona strategia è rimanere sulla corsia di destra il più possibile e superare su quella di centro solo quando vi sono pullman, camion o auto che vanno molto più lente, cercare di evitare quanto più possibile la corsia di sinistra dove sono il maggior numero di macchine e dalla quale è difficoltoso sganciarsi credendo inconsciamente che sia la più veloce. Il grande gioco delle vacanze di Natale ha il patrocinio del ministero dei Trasporti.

Il resoconto da adesso in poi avrà carattere di tipo episodico, questo per non annoiare il lettore e permettere di concentrare l’attenzione su aspetti della vita parigina a molti, cioè a me prima di tutto, sconosciuti.

Nella foto: biglietto autostradale francese fotografato prima di consegnarlo alla casellante. In Francia stare ai caselli è lavoro soprattutto femminile.