Daily Archive for December 6th, 2005

Alfio Bagnoli - 170 anni della nascita

Ma Bagnoli non va ricordato solo per questo. Nato nel 1835 da una famiglia poverissima a Pompei, settimo di dodici figli, a undici anni cominciò a fare il muratore a Napoli, dotato di una bella voce e di bell’aspetto iniziò a calcare le scene dei teatri all’età di diciasette anni. Dopo alcuni anni si ritrovò a lavorare con le maggiori compagnie di teatro napoletane, Schiano, Cammarano, gli autori del San Carlino.

Lavorò tra Napoli e Roma proprio durante il periodo del risorgimento e si trovava a Roma poco prima che i bersaglieri aprissero la famosa breccia di Porta Pia, proprio in quel frangente prima della battaglia fu preso in una locanda da alcune guardie, che non avendolo riconosciuto come attore napoletano e credendolo un popolano romano lo portarono insieme ad altri in una piazza e messi in file ordinate per fargli difendere la città. Quando le guardie papaline cominciareno l’appello il Bagnoli approfittò di una pausa per chiamare con accento marziale “Luca Catone”. L’effetto fu dirompente subito i popolani cominciarono a ridere, seguiti da alcune delle guardie che così distrattesi furono sorprese dai più che le disarmarono e le le costrinsero alla resa.

In breve la battuta di “Luca Catone” fece il giro della capitale e quando l’esercito sabaudo prese la città anche i soldati del re risero per la trovata, che si dice fece ridere anche sua maesta Vittorio Emanuele II.

Finita la guerra, Alfio portò sulle scene l’episodio o ripetendo la battuta in situazioni sempre diverse. Sempre nel 1870 fu invitato ad un ricevimento dal re in persona che gli offrì la medaglia al merito per il contributo dato allo spirito italico e alla presa di Roma, in quell’occasione il Bagnoli chiese al re se poteva accortarglisi un attimo all’orecchio perchè aveva da dirgli una cosa che voleva che sua maestà e solo sua maestà sentisse per primo, avuto il consenso da parte del re, Bagnoli gli sussurrò all’orecchio “Maestà volevo anzitutto ringraziarvi per le risate che mi avete donato in più di un’occasione, ma debbo chiedervi scusa per non avervi presentato ancora la sorella minore di Luca Catone, la signorina Francesca o per coloro che lei reputa suoi amici, e la vostra maestà vi è sicuramente inclusa, Checca Catone”. L’effetto su re fu di scatenare una sonora risata che meravigliò i più nella sala, il re fu talmente sollevato dopo giorni di patimenti dovuti alle restizioni al bilancio di Quintino Sella, ministro delle finanze di allora, che decise di amnistiare molti dei prigionieri politici che erano finiti in carcere, tra questi anche Giuseppe Mazzini, che era allora nel carcere di Gaeta.

“Checca Catone” fu però l’ultimo grande successo del Bagnoli che dopo pochi anni fu quasi del tutto dimenticato, solo pochi amici ogni tanto lo andavano a trovare per sottoporgli i propri scritti e le proprie battute. Morì coperto da debiti di gioco nel 1874, ai suoi funerali si dice che vi fossero solo un cane e il tenente della guardia papale che qualche anno prima l’aveva portato per errore tra gli altri popolani.

Nella foto: Un coglione che mi ha mandato la sua foto via bluetooth ieri